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Coronavirus, buone vendite per il comparto melicolo. E il festival della mela nelle valli del Noce sbarca sui social, tra ricette gustose e consegne a domicilio

Nell'analisi del mercato compiuta da Assomela, il settore melicolo segna ottimi ritmi di vendita, con le giacenze che registrano una percentuale del 18% inferiore rispetto alle medie degli ultimi anni. Intanto, mentre l'emergenza obbliga all'annullamento della rassegna "Aprile Dolce Fiorire", la Strada della Mela ha deciso per una serie di iniziative in via telematica, tra consegne a domicilio e video sui social

Pubblicato il - 15 aprile 2020 - 12:10

TRENTO. In un contesto di generale flessione delle vendite, il settore alimentare rappresenta uno dei pochi con stabili entrate. Così avviene almeno per il comparto melicolo, dove secondo le analisi del comitato marketing di Assomela, le vendite di mele procedono con ritmi sostenuti.

 

A dimostralo sarebbe il calo delle giacenze registrato rispetto agli scorsi anni. Chiusi in casa, gli italiani hanno comprato nelle loro uscite ai supermercati dei quantitativi rilevanti di mele nel mese di marzo, superando la quota di 224mila tonnellate. Al primo aprile le giacenze hanno così raggiunto le 556174 tonnellate, il 18% in meno della media delle stagioni precedenti – a esclusione del marzo 2018, dove influì la scarsa produzione del 2017.

 

 

Il trend positivo di vendita si è registrato per tutte le varietà, dalla Golden (giacenza di 314mila tonnellate, del 18% inferiore agli anni precedenti), alla Gala (la cui vendita ha superato le 31mila tonnellate). Situazione analoga ha contraddistinto la Red Delicious, con uno stock del 23% inferiore rispetto alle scorse stagioni, mentre per la Granny Smith le vendite si sono dimostrate “fluide”, sostiene Assomela. Per questa qualità, tuttavia, al primo aprile si sono registrate le giacenze più basse di sempre, superiori di poco alle 27mila tonnellate.

 

Per quanto riguarda la varietà Fuji, Assomela considera che vi sia stata una “buona prestazione”, con stocks inferiori alle 40mila tonnellate. Per tutte le altre cultivar, cioè le varietà della specie botanica in questione, tutto procede secondo i piani impostati all'inizio della stagione commerciale. Nelle prospettive del Consorzio delle Organizzazioni di Produttori di mele italiani, rappresentativo dell'80% dell'intera produzione nazionale – e a cui ai associano le Op Vog Marlene, Vip, Vog Products e il Consorzio From della provincia di Bolzano, Melinda, “la Trentina” e Mezzacorona della provincia di Trento – la stagione proseguirà positivamente sia in termini di vendita che di quotazioni.

 

Nell'analisi delle vendite, spiega Assomela, il ritmo sostenuto di vendite è stato influenzato all'inizio dall'incertezza che ha caratterizzato gli acquisti dei consumatori, sia in Italia che nel resto d'Europa. Tale ritmo, con il tempo, ha mostrato un progressivo avvicinamento alla normalità. Ciò consente, nondimeno, di garantire la fornitura del prodotto fino all'inizio della nuova stagione.

 

In Europa gli iniziali problemi logistici sembrano essere stati superati, mentre qualche problema continua a contraddistinguere le destinazioni extra-europee.

 

Se dalla prospettiva dell'esaurimento delle giacenze e delle vendite in generale, Assomela mostra dunque soddisfazione, il quadro si tinge di tinte più fosche riguardo alla grande questione che interessa l'agricoltura italiana e non solo in questa fase di emergenza sanitaria: la disponibilità di lavoratori stagionali per le operazioni di dirado e raccolta. Sebbene, rispetto ad altre colture, il picco di richiesta di manodopera nel settore melicolo sia previsto tra qualche mese, essenziale diventa già da ora richiedere e predisporre gli strumenti idonei per favorire l'assunzione dei lavoratori per le operazioni in campo.

 

Assomela, i cui produttori – garantisce - hanno dimostrato già il proprio impegno per la soddisfazione della domanda salvaguardando al tempo stesso la sicurezza dei propri lavoratori, sta lavorando per coordinare con i propri soci una soluzione al problema, in attesa di capire anche quando e come avverrà il graduale ritorno alla normalità scansito dall'inizio della famosa “fase 2”.

 

Il mondo trentino della mela, che in questo periodo assiste speranzoso alla fioritura dei meli, vedrà intanto rivoluzionarsi il tradizionale appuntamento della rassegna “Aprile dolce fiorire”, rassegna creata e ideata dalla Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole in collaborazione con le rispettive Apt.

 

Quella che sarebbe dovuta essere l'ottava edizione e che avrebbe offerto un mese ricco di iniziative è stata “portata via” dall'emergenza Coronavirus. Tuttavia, senza perdersi d'animo, La Strada della Mela ha cercato una soluzione, spostando l'attenzione dell'impossibile organizzazione degli eventi alla promozione dei propri associati attraverso la comunicazione di diverse iniziative.

 

In quest'ambito è partita ormai da una ventina di giorni l'iniziativa #FacciAmoStrada, intesa a far conoscere attraverso i canali social facebook ed instagram le caratteristiche, le peculiarità e le curiosità di ogni socio dell'associazione, quasi 200, dislocati lungo le valli del Noce. Piccole aziende agricole, produttori, ristoranti, agritur, enti istituzionali, avranno così modo per presentarsi.

 

Sul sito www.stradadellamela.it sono state raccolte in una rubrica tutte le aziende messesi a disposizione per consegnare i propri prodotti a domicilio e organizzatesi per la spedizione fuori valle attraverso lo shop online. Dal miele ai salumi, dalla frutta alle tisane, dalle passate alle composte, passando per vini e birre artigianali, sarà possibile ricevere a casa tutto il necessario per bere e mangiare bene, con prodotti nostrani.

 

Sul sito saranno inoltre disponibili ristoranti e pizzerie che si sono organizzati per la consegna a domicilio delle proprie pietanze. Tortei di patate e pizze potranno arrivare così con un semplice messaggio su whatsapp. Ricette gustose, invece, sono visibili sul sito in video caricati da chef dei ristoranti e degli agritur.

 

La Strada della Mela, in conclusione, vuole trasmettere un messaggio: la mia terra non si ferma. In attesa che, conclusa la tempesta, si possa ripartire con l'entusiasmo e l'energia di prima.

 

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