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Coronavirus, Cisl Fp: ''Basta scelte di vertice. Il cambiamento per ripartire non può arrivare da chi ci ha guidato finora o da quelle figure individuate senza confronto''

Il sindacato di via Degasperi chiede un cambio di passo e approccio alla componente politica. "Le scelte intraprese nel corso di questa drammatica emergenza Covid-19 non hanno tenuto conto delle richieste avanzate dalle parti sociali. Adesso è arrivato il tempo delle risposte: l'esecutivo di piazza Dante non ha concertato nulla in riferimento alle azioni portate avanti, i tavoli tecnici in materia sicurezza e lavoro non hanno ancora prodotto risultati o forme di confronto pro-attive"

Pubblicato il - 14 aprile 2020 - 20:08

TRENTO. "Non c'è un confronto, le decisioni vengono prese in modo esclusivamente verticistico senza interpellare i rappresentanti dei lavoratori". Così Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp, che aggiunge: "La visione aziendalista ha fallito, nessuno può salvarsi o ripartire da solo, la Provincia deve riuscire a coordinarsi con le varie parti della società. La leva corporativa ha depotenziato e indebolito l'intero sistema. I vari generali si alternano in questa emergenza, ma i soldati sono sempre gli stessi, instancabili, e non vengono coinvolti sulle decisioni fin qui assunte".

 

Il sindacato di via Degasperi chiede un cambio di passo e approccio alla componente politica. "Le scelte intraprese nel corso di questa drammatica emergenza Covid-19 - aggiunge Pallanch - non hanno tenuto conto delle richieste avanzate dalle parti sociali. Adesso è arrivato il tempo delle risposte: l'esecutivo di piazza Dante non ha concertato nulla in riferimento alle azioni portate avanti, i tavoli tecnici in materia sicurezza e lavoro non hanno ancora prodotto risultati o forme di confronto pro-attive".

 

L'ultimo caso è quello del provvedimento per creare due strutture intermedie Covid-19 alle Rsa di Volano e Pergine. "Non c'è stato nessun confronto per valutare le conseguenze per gli ospiti e per gli operatori delle strutture direttamente e indirettamente interessate. La preoccupazione è molto alta tra le lavoratrici e i lavoratori. E' necessario - prosegue la Cisl Fp - coinvolgere tutte quelle figure impegnate da oltre un mese in prima linea, quel personale sanitario sul campo di battaglia che aspetta ancora di essere valorizzato e ormai stufo delle chiacchiere".

 

La Cisl Fp chiede di pianificare il futuro, ma attraverso il coinvolgimento dal basso. "La politica che ci ha portato fino a questo punto non può essere l'artefice del cambiamento. Un piano - dice Pallanch - che non può scaturire esclusivamente da quelle figure squisitamente tecniche nominate dalla Giunta. Non c'è un reale confronto sulle esigenze e sul fabbisogno del territorio e la partecipazione dei lavoratori al scelte ".

 

Il sindacato chiede di superare l'attuale situazione e si mette a disposizione per delineare la ripartenza. "Il dopo deve cominciare ora. Noi ci siamo già mossi da tempo per interloquire con i nostri iscritti, le lavoratrici e i lavoratori senza distinzione perché non esistono figure di serie A o serie B: infermieri e medici, oss e autisti soccorritori, tecnici,  tutti il personale  ha concorso per cercare di superare questa emergenza".    

 

Un altro è passo è quello di ricorrere al debito. "E' preoccupante che la Provincia non riesca a presidiare i canali politici e istituzionali a Roma: questo comporta la perdita di decine di milioni di euro. Non riesce nemmeno a confrontarsi a livello locale. E' poi necessario assumersi la responsabilità di attivare il debito per riprogettare i servizi del futuro. E' tempo che la Provincia inizi a ascoltare tutte le parti", conclude Pallanch.

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