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| 28 apr 2020 | 14:38

Coronavirus, strappo Alto Adige - Roma sulla 'Fase 2'. Pd e sindacati contro l'Svp: ''Nessuno si salva da solo, no allo scontro istituzionale''

Il Partito Democratico contro la posizione assunta ieri dal presidente Kompatscher e dall'Svp che hanno criticato la “Fase 2” decisa dal governo minacciando la “fine della collaborazione” con Roma

Coronavirus, strappo Alto Adige - Roma sulla 'Fase 2'
di Redazione

BOLZANO. “No allo scontro istituzionale. Non va bene la fuga in avanti della Svp di ieri. Nessuno si salva da solo”. Il Partito Democratico dell'Alto Adige non ci sta e critica duramente la posizione assunta ieri dal presidente Kompatscher e dall'Svp che hanno criticato la “Fase 2” decisa dal governo minacciando la “fine della collaborazione” con Roma.

 

“L’Alto Adige pur nella sua autonomia – ha spiegato il Pd in una nota - non è un'isola e non stiamo parlando di diritti, finanziamenti o differenze linguistiche. Stiamo parlando di salute”. Per il Pd la divisione istituzionale in un momento come quello che stiamo vivendo oggi è un grave errore.

 

“Non possiamo pensare di fare tutto e sempre da soli – viene spiegato in una nota – la fase 2 va coordinata con il governo nazionale e va discussa con le proposte – come sta facendo l’Emilia Romagna – e non con strappi e ricatti. L’economia deve ripartire, le famiglie vanno aiutate, ma non è questo il momento di indebolire l’Italia con lotte tra istituzioni”.

 

Dal Partito Democratico la richiesta di mediare tra legittime richieste della provincia autonoma e salute pubblica nazionale. “Di certo uno scontro istituzionale ora è un errore – viene spiegato – non si possono mettere la salute e l’economia in antagonismo. E non si può prescindere dalla Repubblica Italiana e dalle sue istituzioni nazionali”.

 

L'obiettivo è quello di garantire una ripartenza giusta e sicura con la Fase 2, in modo da difendere sia i cittadini più deboli che la nostra economia, in Alto Adige e in tutta Italia. Il Pd, con il segretario provinciale Alessandro Huber e la segreteria tutta, è dunque favorevole a una differenziazione regionale ma solo in accordo con il governo.

 

Critiche nei confronti delle Stelle Alpine, dopo lo scontro innescato a partire da ieri sera, sono arrivate anche dal mondo sindacale.

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