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Coronavirus, Patt in pressing su Fugatti: ''Segua l'Alto Adige''. Cna: ''Serve coraggio per la nostra terra e altre misure economiche''

Le Stelle alpine: "Non c'è tempo da perdere soprattutto in campo economico. Abbiamo gli strumenti dell'Autonomia. E' giunto il tempo di usarli". Cna del Trentino: "Le aziende pronte a ripartire in sicurezza. Le istituzioni hanno abbandonato gli imprenditori, solo promesse e nulla è stato dato. Anche le iniziative della Provincia con un contributo a fondo perduto da 3.000 a 5.000 euro è insufficiente"

Di Luca Andreazza - 28 April 2020 - 15:43

TRENTO. "In un momento come quello attuale ogni mossa deve essere ponderata e volta alla tutela della salute pubblica", queste le parole di Simone Marchiori, segretario politico del Patt, che aggiunge: "Ma è evidente come non sia più possibile accettare un metodo centralizzato e centralista per gestire una crisi che varia di regione in regione e che ha bisogno di risposte adeguate alle differenti esigenze dei vari territori".

 

La situazione sul territorio provinciale per l'emergenza coronavirus è molto complessa, però il Patt chiede alla Provincia di seguire Bolzano. Nelle ultime ore l'Alto Adige ha intrapreso la linea dura per predisporre una propria road map per la fase 2 (Qui articolo). Una deciso che però viene contesta dal Pd altoatesino: "Nessuno si salva da solo, nessun strappo" (Qui articolo).

 

Intanto le Stelle alpine spingono per seguire la strada la partito guida dell'AltoAdige. "Come autonomisti - aggiunge Marchiori - ci troviamo in linea con la presa di posizione della Svp e sollecitiamo, quindi, il governo provinciale del Trentino affinché, utilizzando più coraggio e responsabilità, segua l'esempio di Bolzano, anzi, faccia fronte comune con gli altoatesini e adotti una linea locale e responsabile per la ripartenza dopo questa terribile e inaspettata crisi, per proteggere e sostenere le nostre aziende (in particolare artigiani, commercianti, esercenti e partite Iva), i nostri lavoratori e le nostre famiglie".

 

Un Trentino chiamato a ripartire in questa emergenza Covid-19. "Non c'è tempo da perdere - prosegue Marchiori - soprattutto in campo economico. Abbiamo gli strumenti dell'Autonomia. E' giunto il tempo di usarli, al di là degli schieramenti, per il bene del territorio".

 

Anche Cna del Trentino chiede un cambio di passo e hanno inviato una lettera al presidente Maurizio Fugatti per intraprendere il percorso tracciato dal governatore Kompatscher.

 

"Il Dpcm del Governo – afferma il presidente Andrea Benoni - è inaccettabile per le aziende, i lavoratori, le famiglie e lede le libertà democratiche e costituzionali. La Provincia di Trento agisca autonomamente con una propria ordinanza e consenta a tutte le imprese trentine di riaprire tra il 4 e l’11 maggio. Solo così possiamo sperare di salvare le imprese dalla chiusura e le famiglie dalla povertà".

 

Gli artigiani mettono in luce anche la necessità di nuove misure economiche per fronteggiare la crisi. "Le istituzioni hanno abbandonato gli imprenditori, a fronte di mesi di chiusura, solo promesse e nulla è stato dato. Anche le iniziative della Provincia con un contributo a fondo perduto da 3.000 a 5.000 euro per aziende fino a 9 dipendenti, dopo 8 settimane di chiusura, è insufficiente, visti i vincoli posti di mantenere l’occupazione e pagare i fornitori. Le imprese e gli imprenditori possono mantenere occupazione e pagare fornitori solo con il lavoro, il contributo a fondo perduto adesso serve per il sostentamento delle famiglie dei datori di lavoro, visto che non incassano da due mesi e devono pagare le spese".

 

Le imprese sarebbero pronte a ripartire e adottare tutte le disposizioni per tutelare la salute di dipendenti, clienti e titolari: Cna Trento, in collaborazione con Cna Bolzano e Cna Nazionale, ha elaborato linee guida e protocolli per le varie attività. 

 

"Lasciamo lavorare gli imprenditori - conclude Benoni - lasciamo circolare i trentini, ritorniamo con consapevolezza alla normalità. Si è capito cosa si deve fare e come lo si deve fare. C'è un forte malcontento nel mondo imprenditoriale che vuole arrivare, come succede a macchia di leopardo nel resto d’Italia, a manifestare in modo forte per fare capire la propria disperazione alla politica trentina. Ora più che mai gli imprenditori devono essere compatti e uniti, anche chi può riprendere il 4 di maggio deve ricordare che l’economia è una filiera unica. Non può partire solo un settore, altrimenti si arena tutto. Speriamo in un atto di consapevole coraggio da parte del presidente Fugatti per il bene della nostra terra".

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