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Coronavirus, Rossi: ''La Pat sgravi le imprese di commercio, ristorazione e turismo che non hanno potuto lavorare''

Le Stelle alpine chiedono un cambio di passo a piazza Dante. L'ex governatore: "Non ci si può limitare alla facilitazione dell'accesso al credito. La sospensione e la dilazione dei pagamenti sono stati disposti in conformità a un decreto del governo nazionale e non per scelta dell'amministrazione provinciale. La Lega usi l'Autonomia"

Di Luca Andreazza - 22 aprile 2020 - 16:43

TRENTO. Sospendere o stralciare i tributi comunali, quali Cosap, Tarip, Tosap, Tari, acqua e così via, imposti alle attività commerciali, ma anche a ristoranti, bar e imprese del turismo che in questi mesi di emergenza Covid-19 non hanno potuto lavorare.

 

Questa la proposta dell'ex governatore Ugo Rossi che chiede all'esecutivo a trazione Lega se sia disposto ad autorizzare i Comuni a ridurre le aliquote Imis sugli edifici per il commercio, il turismo e la ristorazione.

 

"Un altro provvedimento - dice il capogruppo del Patt - che la Provincia potrebbe mettere in campo per far fronte alla situazione emergenziale è quello di autorizzare i Comuni a utilizzare l’avanzo di amministrazione per sopperire alle minori entrate che derivano dalle riduzioni delle aliquote dei tributi locali. A oggi la Lega per queste attività non ha ancora attivato misure straordinarie". 

 

Le Stelle alpine chiedono un cambio di passo a piazza Dante. "Questa emergenza è di portata epocale e la Provincia deve assolutamente fare la propria parte. Non ci si può limitare alla facilitazione dell'accesso al credito. La corresponsione dei tributi - aggiunge Rossi - è stato posticipata a settembre: la sospensione e la dilazione dei pagamenti sono stati disposti in conformità a un decreto del governo nazionale e non per scelta dell'amministrazione provinciale".

 

Il Patt riconosce che con la legge provinciale approvata a marzo, la Pat ha sospeso il pagamento della rata di acconto dell’Imis, in questo modo è stato eliminato l’obbligo di versare l’acconto del 16 giugno. "Questa criticità è stata rinviata alla rata del saldo di dicembre. La situazione delle attività del commercio, turismo e ristorazione è però drammatica e la Provincia si è limitata a misure che non affrontano il problema: è necessario sgravare le imprese dai tributi locali legati al periodo di sospensione dell'operatività". 

 

L'invito è quello di utilizzare fino in fondo l'Autonomia. "La specialità del Trentino - spiega Rossi - non può tirarsi indietro davanti a questa sfida e deve utilizzare tutti gli strumenti previsti dallo Statuto e dalle norme di attuazione: l’articolo 80 dello Statuto riconosce a piazza Dante la competenza primaria in materia di finanza locale, consentendo di istituire nuovi tributi e di disciplinare con legge i tributi locali comunali di natura immobiliare. I tributi sono istituiti con legge statale, anche in deroga alla stessa, e la norma dispone anche che la Provincia disciplini l’istituzione delle addizionali tributarie, comunque denominate, previste dalle leggi statali".

 

La richiesta è quella di permettere alle amministrazioni comunali di stralciare i tributi locali e ridurre l'Imis a carico di queste aziende per il periodo dell'emergenza coronavirus. "Si potrebbe prevedere - prosegue l'ex presidente - che in caso di affitto dell’immobile a un esercente, l’esenzione venga subordinata a una riduzione proporzionale del canone di locazione, una sorta di canone concordato tra locatore, esercente e ente pubblico".

 

Si tratterebbe, conclude Rossi, di misure “sicuramente impegnative per il bilancio dei Comuni”, ma che si potrebbero finanziare anche attraverso l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione degli enti locali o prevedere interventi della Provincia dove non sia disponibile avanzo di bilancio. Questo sarebbe necessario per garantire la sostenibilità economica durante la sospensione delle attività e soprattutto per favorire la ripresa al termine dell’emergenza". 

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