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Coronavirus e economia, Dallapiccola: ''Il Fondo ripresa Trentino va reso compatibile per tutti gli operatori. Molte aziende rischiano un effetto boomerang''

Anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto maggior capacità di pianificazione e maggior impegno nel sollecitare Roma a trasferire quote maggiori di finanziamenti. Un Fondo ripresa Trentino che, però, andrebbe migliorato e implementato: le parti sociali sono in pressing, mentre i diversi settori premono per un cambio di passo. L'ex assessore: "Da un mese che chiediamo di essere coinvolti e avere i dati di bilancio per fare proposte" 

Di Luca Andreazza - 05 aprile 2020 - 23:48

TRENTO. Sono almeno 5 i correttivi individuati dall'ex assessore Michele Dallapiccola per far girare meglio il Fondo ripresa Trentino della Provincia, tra le prime (e per ora uniche, insieme al ricorso del Fondo di solidarietà) misure per fronteggiare la crisi economica dettata dall'emergenza coronavirus. E se il Veneto ha annunciato da aver un piano per la riaperture da inviare al governo, qui ancora tutto tace o quasi. Al massimo è arrivata la richiesta di consumare prodotti trentini e italiani e qualcosa sembra muoversi con i tavoli tecnici per delineare il futuro post Covid-19 (Qui articolo).

 

Anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto maggior capacità di pianificazione e maggior impegno nel sollecitare Roma a trasferire quote maggiori di finanziamenti. Un Fondo ripresa Trentino che, però, andrebbe migliorato e implementato con le parti sociali che sono in pressing, mentre i diversi settori, come albergatori (Qui articolo) e ristoratori (Qui articolo), che premono per un cambio di passo. 

 

"Sono alcuni chiarimenti necessari - aggiunge Dallapiccola - per permettere al piano provinciale di essere più efficace e aderente a quella che è la realtà del tessuto trentino. Un fondo che non può bastare ma che almeno è un inizio, anche se presenta dei paletti che escludono potenziali beneficiari che così potrebbero trovarsi in ulteriore difficoltà. Ormai da oltre un mese, come minoranze, chiediamo di poter partecipare alla discussione e ottenere i dati di bilancio per poter presentare le nostre proposte ma ancora aspettiamo fiduciosi risposte e la nostra volontà resta quella di collaborare in questo momento complicato".

 

Nel licenziare il ddl emergenza coronavirus la Provincia si è detta disposta a prendere in considerazione le proposte delle opposizioni (Qui articolo). "Abbiamo chiaro il quadro di estremo allarme lanciato dai comparti economici e la loro costante richiesta di aiuti a fondo perduto. E' necessario - evidenzia il consigliere provinciale in quota Patt - conoscere i dati del bilancio per elaborare interventi strutturati e incisivi. Anche per sviluppare un debito: dall’inizio di questa legislatura dopo la tempesta Vaia chiediamo al governo di avere coraggio in questo senso e dall’inizio di questa crisi che attendiamo i dati finanziari".

 

Il primo pacchetto di misure urgenti a sostegno degli operatori economici scaturisce da un protocollo d'intesa tra Provincia, Cassa del Trentino, banche, intermediari finanziari e Confidi aderenti. "Ma va reso compatibile con i problemi di tutti gli operatori economici. Perché? Questi pochi strumenti messi a disposizione dall'esecutivo leghista - evidenzia Dallapiccola - si basano essenzialmente sull’operatività proprio dei soggetti terzi".

 

Si va dalla sospensione delle rate con allungamento del piano di ammortamento (già ricompreso dal decreto Cura Italia e dall’accordo Abi) all'attivazione di linee di finanziamenti a favore degli operatori economici con un contributo della Pat che ammonta a (solo) 1 milione di euro a carico del bilancio 2020 e 1 milione di euro sul 2021 (questo comporta la necessità, come si è visto, di ricorrere a nuovo debito per gli operatori economici da parte degli istituti di credito con garanzia nella misura dell’80% da parte di Confidi o Cooperfidi con copertura poi dell'amministrazione pubblica).

 

Il primo correttivo. "La casistica ammessa a beneficio è troppo dettagliata e potenzialmente svantaggiosa per alcuni operatori. Al momento - dice l'ex assessore - rientra nei beneficiari chi può certificare un impatto negativo per Covid-19 con riduzione di almeno il 10% del fatturato/compensi, delle prenotazioni/ordinativi, degli incassi da vendite in un fantomatico periodo di osservazione che va dal 1 marzo 2020 all’ultimo giorno del mese precedente alla data di presentazione della domanda e viene confrontato con lo stesso periodo del 2019".

 

E qui potrebbero essere tagliate fuori le aziende turistiche con apertura stagionale, quelle estive in primis soprattutto con una Pasqua che cade a metà aprile, mentre possono rientrare quelle invernali. "La maggior parte delle prenotazioni parte da maggio e quindi è difficile certificare un calo di fatturato. Diventa necessario aspettare fino a giugno e quindi accedere alla misura di sostegno? Non si poteva prevedere un danno generico a causa dell'emergenza anche in prospettiva di una stagione estiva che si delinea, purtroppo, difficile?".

 

Secondo correttivo. "La domanda di nuova finanza sul portale dell’Apiae può essere appoggiata su un unico istituto di credito. In questa fase di particolare di difficoltà - continua Dallapiccola - l’aver limitato la possibilità di presentare la richiesta di nuova finanza in questo modo riduce la possibilità per le aziende di accesso al credito in un’ottica di frazionamento del rischio da parte degli istituti di credito. Le misure proposte dalla giunta rappresentano, seppur garantito dai Confidi nella misura dell’80%, nuovo debito per le aziende e quindi nella valutazione verrà tenuto conto della capacità di rimborso del debito da parte delle stesse, pur con le già previste ipotesi di rateizzazione dopo 24 mesi".

 

Terzo correttivo: il contributo in conto di interessi si baserebbe su un importo limitato. "Se stimiamo una richiesta media di 150 mila euro con una copertura interessi come ipotizzato dalla Giunta su circa 250 milioni di nuovo debito a carico delle aziende, quante sono le richieste che potranno essere soddisfatte con l’intervento degli istituti di credito e dei Confidi? Saranno sufficienti su tutto il panorama imprenditoriale trentino?".

 

Il quarto correttivo riguarda le aziende più strutturate che richiederebbero importi maggiori a 300 mila euro. "Per questa casistica - spiega l'ex assessore  - non viene precisato il riferimento e se possono rientrare realtà corporate con fatturato superiore ai 3 o 5 milioni di euro. L’unica possibilità prevista sembra  il ricorso ad un finanziamento diretto sul Fondo Strategico Regionale Trentino Alto Adige con una dotazione di appena 20 milioni di euro: nuovo stanziamento o residuo di quanto lasciato dalla legislatura precedente?". 

 

Il quinto correttivo prende in considerazione quelle aziende che non rientrano nel parametro dimensionale delle piccole e medie imprese. "Nessun intervento - conclude Dallapiccola - sembra essere riservato a questo settore, anche se più organizzate e strutturate dal punto di vista economico-finanziario e organizzativo. Sicuramente, però, si trovano a far fronte a costi fissi/scadenze nei confronti di fornitori proporzionali al volume di fatturato/valore di produzione. Il Confidi potrà garantire anche queste aziende oppure non ci sarà nessun tipo di intervento agevolato con la sua garanzia? Quante domande potranno essere soddisfatte, se il taglio di intervento previsto per un’azienda strutturata va dai 300.000 al 1.500.000 euro? Quante sono le realtà che potranno beneficiare e quante invece potrebbero restare escluse?".

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