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Coronavirus e turismo, il settore trema e l'estate rischia di saltare: ''Sospendere le imposte, iniettare risorse e ricorrere al debito''

In questi giorni, complici le festività di Pasqua, sarebbe dovuta partire la volata per entrare a pieno regime nella stagione estiva. Ma si naviga giocoforza a vista nell'incertezza generale, si cercano strategia e si ragiona sul futuro. Il presidente di Asat, Gianni Battaiola: "Ancora troppo incognite. Intanto puntiamo sulla formazione, non perdiamo i contatti con i clienti e analizziamo il mercato. Ma tanto dipende dalle norme di salute pubblica"

Di Luca Andreazza - 05 aprile 2020 - 06:01

TRENTO. Il turismo si muove ancora ai tempi del coronavirus ma la cautela è massima davanti all'emergenza Covid-19 che paralizza il mondo. "Usciti dal blocco - dice Gianni Battaiola, presidente di Asat - il Trentino potrebbe avere un vantaggio competitivo legato alla montagna, l'aria pulita, aziende e realtà piccole a conduzione familiare però restano tante, tantissime, incognite che in questo momento sono difficili da valutare come le nuove disposizioni in materia salute pubblica terminato il lockdown".

 

In questi giorni, complici le festività di Pasqua, sarebbe dovuta partire la volata per entrare a pieno regime nella stagione estiva. Ma si naviga giocoforza a vista nell'incertezza generale, si cercano strategia e si ragiona sul futuro. "La preoccupazione è capire se, quando e come si potrà ripartire. Ancora non conosciamo le regole da seguire e se ci sarà un vaccino, quali comportamenti saranno necessari per il post-emergenza e come un turista li possa incassare: magari non è contento di farsi misurare la febbre e venire accolto con la mascherina alla reception di una struttura ricettiva".

 

La diffusione dell'epidemia in tempistiche diverse e blocchi totali praticamente ovunque ha inceppato il motore di un settore strategico per il Pil provinciale, un comparto che pesa per il 15% circa. Presumibilmente il mercato italiano è quello che può ripartire per primi e in modo quasi uniforme, mentre i punti domanda su quelli internazionali sono ancora di più. Intanto l'estate potrebbe già essere compromessa in larghissima parte e praticamente tutti gli eventi sono stati cancellati o posticipati.

 

"Ogni valutazione e previsione ora è prematura. In Italia si devono capire le ripercussioni - aggiunge Battaiola - tra possibilità di spostamenti, capacità di poter spendere tra perdita di lavoro e cassa integrazione, ma anche il consumo anticipato delle ferie. I connazionali potrebbero iniziare a muoversi prima. I mercati internazionali potrebbero invece richiedere tempistiche ancora più lunghe, anche se qualche player inizia a informarsi per la prossima stagione invernale ma tutto resta incerto e difficile".

 

Intanto qualcosa si muove a livello di territori. Le Aziende per il turismo, le categorie e tutti gli attori del sistema cercano di muoversi all'unisono in stretto coordinamento con Trentino Marketing. In queste settimane di stop forzato diventa una occasione per analizzare le aziende, comprendere i punti di forza e debolezza per farsi trovare pronti nel momento della ripartenza. "E’ fondamentale curare la formazione degli operatori ma anche dei collaboratori che verranno assunti nuovamente appena possibile".

 

Tra le iniziative di Trentino Marketing c'è anche l'analisi sulla politica tariffaria. Una volta usciti dalla pandemia, il suggerimento è quello di non farsi travolgere dall'evento, ma utilizzare questo periodo per strutturare una strategia commerciale razionale, anche perché l'intermediazione potrebbe avere un peso ancora più ridotto. Abbassare il costo della camera significa maggiore difficoltà a ritornare ai livelli pre-crisi; caduta dei profitti e dell’immagine; circolo vizioso di gara al ribasso tra competitor, anche vicini; rischio di abbassamento della qualità con conseguente insoddisfazione del cliente e basso tasso di fidelizzazione: il cliente che sceglie in base al prezzo non ritorna, se non per convenienza.
 

"E' importante - prosegue il numero uno di Asat - mantenere un rapporto con gli ospiti e quindi la comunicazione riveste un ruolo decisivo per mantenere i vecchi clienti e trovare nuovi turisti. Le campagne pubblicitarie sono bloccate, ma si curano le relazioni con chiarezza e trasparenza. Si veicolano immagini, senza però puntare poi sulle offerte commerciali. Si cerca di coccolare il turista a distanza. L'azione è coordinata in tutto il sistema Trentino in attesa della ripresa del mercato. Il confronto e la capacità di restare uniti e compatti assume una rilevanza fondamentale".

 
Intanto Asat è attiva anche politicamente per reggere l'onda d'urto di questa emergenza. "Il settore è reduce da un'altra grandissima crisi, quella iniziata nel 2009 e conclusa dopo una decina di anni. Un periodo duro - evidenzia Battaiola - nel quale gli imprenditori hanno investito comunque per restare competitive. E' fondamentale aiutare e stimolare le imprese verso la riapertura, ovviamente appena possibile, e risarcire chi si accolla il rischio di una perdita certa".

 

Insomma, l'Asat chiama la Provincia a intervenire per coprire gli effettivi danni sostenuti dalla singola impresa. Un documento inviato al presidente della Provincia Maurizio Fugatti, ma anche agli assessori Roberto Failoni e Achille Spinelli. "E, per fare questo, andrebbero valutati alcuni parametri economici: fatturato, costo dipendenti, assicurazioni, ammortamenti, affitti di azienda, locazioni o canoni, costi di promozione, tasse e imposte locali e interessi passivi che identificano il reale 'stato di salute' dell’azienda. Parametri di carattere oggettivo e certificati nei bilanci aziendali e all’Agenzia delle entrate".

 

La mancata apertura non va solo interpretata, infatti, come una perdita pesante per l’azienda stessa, ma anche come danno all’immagine di sistema territoriale turistico e come ricaduta sociale negativa (dipendenti che non vengono assunti). "In caso di riapertura con andamento insufficiente - continua il presidente Asat - le aziende in difficoltà andrebbero sostenute per la parte di preponderanza dei costi fissi. Importante, per le aziende che riapriranno in presenza della crisi o in condizione di mercato depresso, l’abbattimento dei costi del personale, che può fungere anche da 'incentivo' alla riapertura e alla domanda e produzione di beni e servizi: assume, inoltre, un ruolo di sostegno all’occupazione e al reddito. Diversamente, in caso di mancata apertura, è sempre l’identificazione dei costi fissi a essere pienamente rappresentativa del danno sostenuto dall’impresa e, quindi, dell’entità dell’intervento economico di sostegno necessario".

 

Il settore alberghiero è tra i primi dieci settori più colpiti dalla crisi legata all’emergenza Coronavirus. Il Cerved stima una perdita complessiva di ricavi, con riferimento al 2019, del 37,5% nell’ipotesi che la ripresa economica avvenga a maggio e del 73,3% nel caso più pessimistico in cui la ripresa trasli a dicembre (nel caso del settore extralberghiero le percentuali sono rispettivamente del 31,3% e del 64,2%).

 

"Nel caso delle imprese del turismo - dice Battaiola - l’assenza di ricavi è accompagnata, comunque, dalla generazione di costi fissi di carattere gestionale. E questo, ha riflesso immediato sulle risorse finanziarie e sulla liquidità, che impedisce alle imprese di far fronte alle uscite correnti. Questo produce una perdita immediata e, in breve tempo, la sopravvivenza dell’azienda stessa può essere compromessa. Questo problema va affrontato subito e senza esitazione poiché senza le imprese non vengono prodotti reddito, occupazione e risorse per il bilancio pubblico".

 

Tra le proposte dell’Asat alla Provincia anche quella di immettere liquidità a favore delle aziende. Il Fondo di ripartenza del Trentino non è sufficiente. "Si deve inoltre massimizzare la velocità di erogazione e ridurre al minimo i vincoli burocratici e amministrativi. Allo stesso tempo - spiega il presidente - auspichiamo che il sistema creditizio sostenga le aziende che affrontano progetti di investimento, senza che vengano penalizzate a seguito dell’utilizzo di linee di credito straordinarie per la liquidità e il pagamento di costi fissi".

 

L’Asat spezza una lancia anche a favore dell’incentivazione alla patrimonializzazione delle imprese. "Potrebbe apparire un tema 'stonato' nel contesto attuale ma è invece un punto determinante per prepararsi al futuro riqualificando le imprese e anche per contribuire all’attività degli altri settori economici. Gli investimenti vanno sostenuti con il rafforzamento delle risorse sugli strumenti contributivi già esistenti. Confido, infine, che venga riattivata e rifinanziata la procedura in compensazione fiscale fino a 500 mila euro. Tra gli interventi che riteniamo urgenti c'è la necessità a procedere con la sospensione di tutte le imposte e tasse locali per un congruo periodo di tempo. Senza escludere la possibilità di una effettiva e definitiva cancellazione. Siamo consapevoli che le risorse economiche e finanziarie per attivare questi interventi sono rilevanti. Perciò chiediamo alla Provincia di effettuare una rivisitazione degli impegni secondo criteri di priorità del bilancio, pensando a iniziative di intervento da finanziare a debito", conclude Battaiola.

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