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Coronavirus, Dallapiccola: ''Si deve pianificare la ripresa. Si potrebbero impiegare i lavoratori del Progettone in agricoltura''

Nei giorni scorsi anche Coldiretti aveva lanciato l'allarme sulla possibile crisi di manodopera nel settore agricolo, anche per le diverse tempistiche nei vari Paesi dell'arrivo della pandemia. L'ex assessore: "Si deve aprire un confronto tra Pat, Agenzia del lavoro e sigle sindacali per ipotizzare le prime misure e non trovarsi a inseguire gli eventi. Le tempistiche diverse tra Paesi dell'epidemia potrebbe rappresentare un duro colpo per il comparto"

Di Luca Andreazza - 26 marzo 2020 - 22:07

TRENTO. "Le squadre del Progettone, bloccate dalla disposizioni del Dpcm, potrebbero su base volontaria degli aderenti, dare la propria disponibilità per effettuare i lavori in agricoltura". Così l'ex assessore Michele Dallapiccola che attraverso una mozione, firmata anche dall'ex presidente Ugo Rossi e dalla consigliera in quota Patt Paolo Demagri, prova a mettere sul tavolo una proposta per cercare di arginare la carenza di manodopera messa ancora più a dura prova dall'emergenza coronavirus

 

"In questo momento sarebbe fondamentale che la maggioranza provinciale e in particolare l'esecutivo riuscisse a coinvolgere anche le opposizioni - commenta Dallapiccola - ma purtroppo ancora non avviene. Una unità d'intenti per gestire l'emergenza ma anche la successiva ripresa del Trentino sembra necessaria e per questo cerchiamo di evitare polemiche e portare proposte costruttive per il bene del territorio".

 

Nei giorni scorsi anche Coldiretti aveva lanciato l'allarme sulla possibile crisi di manodopera nel settore agricolo (Qui articolo), anche per le diverse tempistiche nei vari Paesi dell'arrivo della pandemia. "I dati sui consumi - aggiunge l'ex assessore - rivelano che frutta e verdura, un settore più che mai essenziale, pur nelle fluttuazioni determinate dal cambiamento delle abitudini, hanno tenute bene. Le difficoltà comunque sono trasversali in tutti i comparti che non risentono in maniera lineare della difficoltà di personale operativo ma anche del cambio dei gusti e dell'orientamento dei consumi".

 

Attualmente il mercato è orientato al consumo di mele, arance o kiwi. "In questo caso - prosegue Dallapiccola - i prodotti sono fortunatamente già in magazzino ma si preannuncia una probabile crisi per le fragole con un raccolto già oltre i consumi. Se i dati relativi al contagio in Italia sono incoraggianti, quelli relativi all'andamento dell'epidemia a livello internazionale e alle misure di contenimento sono più preoccupanti: le ondate sono arrivate dopo in diversi Paesi e quindi è difficile pensare che in tempi brevi si possa riprendere la libera circolazione delle merci ma soprattutto delle persone".

 

E in questo quadro si colloca la difficoltà di reperimento di manodopera agricola, condizione che potrebbe ripercuotersi negativamente proprio sul comparto. "La crisi - continua il consigliere provinciale del Patt - per ora sembra latente ma non si può escludere un prossimo blocco in Polonia e Romania. E' probabile che in autunno altri Paesi si trovino a dover fronteggiare questi scenari e il comparto delle mele potrebbe entrare in difficoltà".

 

Un reperimento della manodopera che è un problema da diversi anni. Non sempre si riescono a soddisfare i fabbisogni di operatori nei diversi settori. "Si potrebbe - evidenzia Dallapiccola - collocare questa nostra proposta per una rapida riconversione dell'impiego del sistema di sostegno al lavoro della Provincia per implementare i grandi sforzi dell'Agenzia del lavoro di ricollocare in questi comparti alcuni richiedenti impiego. In quel caso però i numeri degli interessati hanno per ora dato scarsa soddisfazione perché come abbiamo avuto già modo di osservare le persone disponibili a questo tipo di attività rispetto alle richieste anche solo ordinarie del settore si trovano in una condizione di grandissima sproporzione negativa".

 

E potrebbero entrare in gioco le squadre del Progettone. "E' necessario - dice l'ex assessore - effettuare una ricognizione sulla disponibilità per effettuare lavori in agricoltura di queste persone. L'agricoltura è un settore nel quale risulta più agevole rispettare standard di sicurezza quali distanza, pulizia dell'area e scarsi contatti interpersonali inferiori".

 

Un piano, però, che deve essere studiato. "Il progetto e la realizzazione di questa proposta amministrativa - spiega il consigliere provinciale - devono avvenire attraverso il raccordo delle sigle sindacali agricole. Un'ipotesi che dovrebbe vedere una compartecipazione finanziaria, anche solo parziale, da parte delle aziende agricole stesse ampliando il plafond di possibili aderenti. Le maglie della rete delle assunzioni in questi anni si sono, infatti, rese più strette dalle difficoltà economiche della Pat ma proprio attraverso la ipotetica compartecipazione privata e vincoli europei più larghi potrebbero almeno transitoriamente allargarsi".

 

Una misura che rappresenta però solo una prima ipotesi di intervento. "Non ci si deve limitare a questo passo - conclude Dallapiccola - ma è evidente che si deve iniziare a pianificare per tempo una ripresa del territorio per non farsi trovare impreparati. Questa operazione potrebbe configurarsi quale vero e proprio aiuto economico alle imprese che andrebbe incontro ai limiti relativi alla normativa europea sugli aiuti di Stato. Siamo convinti che in questo periodo Bruxelles possa trovarsi in una condizione di manica larga rispetto alle richieste delle amministrazioni locali e dunque potrebbe risultare più probabile poter contare su risposte positive e tendenzialmente rapide di una deroga a questo regime. E' tempo di ragionare per non inseguire sempre gli eventi".

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