Coronavirus, l'allarme di Coldiretti: ''Manodopera agricola, i tempi sono scaduti. Tra poche settimane situazione drammatica''
Il tema è quello della mancanza di manodopera agricola, una situazione resa ancora più difficile dall'emergenza Covid-19 e la chiusura delle frontiere che mette in difficoltà un intero comparto. Il presidente di Coldiretti, Gianluca Barbacovi: "Lavoriamo da settimane in modo incessante a tutti livelli. Ma a distanza di due mesi non è più ammissibile questo ritardo"

TRENTO. "Lavoriamo da settimane in modo incessante a tutti livelli, quelli regionali, provinciali e nazionali per dare una risposta alle tante imprese che cercano disperatamente manodopera". Così Gianluca Barbacovi, presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige, che aggiunge: "A distanza di due mesi però non è più ammissibile questo ritardo nel dare operatività alle progettualità in campo".
Il tema è quello della mancanza di manodopera agricola, una situazione resa ancora più difficile dall'emergenza Covid-19 e la chiusura delle frontiere che mette in difficoltà un intero comparto.
I fronti aperti sono diversi. La richiesta è quella di implementare i voucher semplificati. "Un modo - prosegue il numero uno di Coldiretti - per intercettare pensionati, studenti e cassaintegrati, strumento questo che agevolerebbe molto le assunzioni e in tempi celeri. Una misura di competenza nazionale, ringraziamo la Provincia per sostenere questa nostra richiesta. A chi manifesta contrarietà rispetto a questo proposta, ricordiamo che ci troviamo in una situazione di emergenza. Verrà il momento per confrontarsi e eventualmente per migliore l’intera impalcatura di questa iniziativa".
Un altro percorso è quello dei corridoi verdi. "Come hanno già fatto Germania e Gran Bretagna in collaborazione con la Romania - aggiunge Barbacovi - anche Coldiretti a livello nazionale ha aperto un canale di collaborazione con il massimo rappresentante diplomatico del governo di Bucarest in Italia, l’ambasciatore George Bologan".
Si lavora anche a livello locale per trovare alcune soluzioni. "Oltre un mese fa - continua il presidente di Coldiretti - un qualificato gruppo di lavoro promosso dalla Provincia, ha permesso di costruire un percorso che vede coinvolti l’Ente bilaterale in Agricoltura e l’Agenzia del lavoro, con l’obiettivo di avvicinare i candidati lavoratori alle imprese. E' stata attivata una sezione specifica in cui tutti coloro che sono interessati a candidarsi a lavorare all’interno delle imprese agricolo possono iscriversi. A oggi i candidati iscritti sono circa 4.500, un numero significativo, anche se insufficiente a soddisfare le richieste".
I tempi, però, iniziano a diventare stretti. "Dobbiamo assolutamente entrare a strettissimo giro nella gestione dei numeri. C'è poi un progetto ambizioso - dice Barbacovi - che vede un coinvolgimento strutturato dei giovani. Riteniamo che i ragazzi della fascia tra i 16 e i 25 anni possano dare un contributo essenziale all'economia locale e alle loro famiglie in questa fase emergenziale".
Deciso a cambiare passo anche l'Ente bilaterale in agricoltura. "Come Ebta - commenta Enzo Bottos, direttore di Coldiretti - dobbiamo poter attivare concretamente l’attività d’incontro e gestione dei candidati lavoratori e le imprese richiedenti, dobbiamo insomma passare dal momento dei dichiarati alla fase di concretizzazione.Le imprese devono poter pianificare e organizzare le fasi colturali. Questo diventa urgentissimo per un determinato numero di aziende, pensiamo a quelle legate ai piccoli frutti: i tempi sono scaduti. Non è il momento di ragionare dei massimi sistemi ma, consapevoli della realtà che viviamo, di agevolare attraverso procedure semplificate l’inserimento della manodopera all’interno delle imprese".
Oggi un grande nemico è il tempo. "Siamo in prima linea e non ci tiriamo indietro rispetto alle nostre responsabilità. Tra poche settimane la situazione sarà drammatica", conclude Barbacovi.












