Contenuto sponsorizzato

Coronavirus, Olivi: ''Ci sono risorse ferme. Il Trentino non può esigere e basta dal governo e scaricare le colpe senza prendere un'iniziativa in autonomia''

La situazione è difficile a più livelli, la curva del contagio fatica a calare e la pressione sugli ospedali è ancora alta, mentre le attività economiche lanciano grida d'allarme per la crisi innescata dall'emergenza Covid-19. C'è molta fibrillazione nel comparto turistico. L'ex assessore Olivi: "Pensare a piano straordinario per il turismo: il futuro del Trentino può essere fortissimo. Ma serve capacità di saper interpretare i trend e gli scenari"

Di Luca Andreazza - 13 January 2021 - 22:06

TRENTO. "Il Trentino non può esigere e basta dal governo, ma deve essere la Provincia a intervenire con gli strumenti a disposizione dell'autonomia". Queste le parole dell'ex assessore Alessandro Olivi. "Se si interviene in anticipo e piazza Dante fa la propria parte poi si ha più forza e credibilità nelle trattative a Roma per chiedere le giuste e legittime compensazioni a salvaguardia delle imprese e del reddito dei lavoratori".

 

La situazione è difficile a più livelli, la curva del contagio fatica a calare e la pressione sugli ospedali è ancora alta, mentre le attività economiche lanciano grida d'allarme per la crisi innescata dall'emergenza Covid-19. C'è molta fibrillazione nel comparto turistico. "Questa stagione - dice Olivi - è chiaramente compromessa e la battuta d'arresto è drammatica per il territorio. Ma è troppo comodo scaricare le responsabilità sul governo, soprattutto se non è considerato per così dire 'amico'. C'è a rischio la tenuta del tessuto sociale e la Pat deve prendere l'iniziativa".

 

Giocare per quanto possibile d'anticipo e progettare la ripresa, programmare misure per reggere l'urto della crisi. "Ci sono strumenti importanti che non risolvono integralmente la situazione - aggiunge l'ex assessore - ma possono rappresentare una boccata d'ossigeno in attesta delle risorse statali. C'è il fondo di solidarietà che abbiamo istituito nella scorsa legislatura, una misura unica in Italia, per coinvolge aziende e lavoratori di turismo, commercio e piccole-medie imprese per estendere e prolungare la Naspi per esempio. Ci sono circa tre milioni bloccati".

 

Al Fondo di solidarietà del Trentino aderiscono circa 8.700 aziende trentine per circa 54 mila tra lavoratrici e lavoratori. Il Fondo permette l’accesso alla cassa integrazione ai dipendenti di datori di lavoro privati, a prescindere dalla consistenza dell’organico, che occupano almeno il 75% dei propri dipendenti in unità produttive insediate sul territorio della provincia di Trento, per lo più di settori quali il commercio, il turismo e i servizi. Sono destinatari i lavoratori di tali settori oltre a quelli degli impianti a fune. 

 

Un'altra misura è quella dell'assegno unico. "Nell'ultimo bilancio - prosegue Olivi - è stato approvato un mio emendamento per utilizzare nel 2021 questo strumento in forma straordinaria: si possono modificare le soglie Icef di ingresso. Basta una semplice delibera della Provincia per individuare le categorie beneficiarie e attivare il provvedimento. La Giunta però sembra in ritardo e intanto il tempo scorre: in questo caso ci sono una quindicina di milioni fermi. Questi due sono alcuni degli strumenti già presenti in Trentino". 

 

Non si può pensare che la Provincia possa risolvere la crisi ma qualche intervento potrebbe anticiparlo in attesa di chiudere le varie trattative. "Ci sono risorse - continua il consigliere provinciale in quota Pd - che potrebbero essere utilizzate per dimostrare vicinanza delle istituzioni, sostenere i redditi e aiutare il tessuto. Soldi che non devono andare in contrasto con quelli dello Stato ma aggiungersi ai ristori del governo. E' un modo per dimostrare attenzione, autonomia significa cercare di fare di più e meglio. Invece questa Giunta non sembra avere una visione e una programmazione".

 

Un tema centrale in questo momento è quello dell'apertura degli impianti. La Provincia di Bolzano intanto ha già deciso: semaforo verde (Qui articolo). Il Trentino tergiversa, si dice pronto a partire ma attende le indicazioni da Roma, anche perché piazza Dante non si sarebbe dotata nei mesi scorsi di una legge provinciale da agganciare alle ordinanze e reggere (più nel tempo che nella sostanza) a eventuali impugnative del governo (quello che potrebbe fare anche la val d'Aosta). Si rischia il ripetersi di quanto avvenuto con bar e ristoranti.

 

"Comprendo la necessità di aspettare l'orientamento del governo - spiega Olivi - perché è necessario restare all'interno di una cornice di regole che mettono il bene comune della salute al primo posto. Se ci fossero le prerogative che consentono di differenziarci, c'è la disponibilità a valutare eventuali aperture con un rischio compatibile al livello di contagio. E' importante far respirare le imprese, seppur nel massimo rigore. Serve trovare un equilibrio tra tutela della sanità e fiducia di ripartire. La stagione è evidentemente persa ma rimettere in moto il motore sarebbe una dimostrazione che ci sono le risorse e la voglia di ripartire, un segnale importante per le comunità".

 

Nonostante il semaforo rosso allo sci, c'è stato un certo gradimento della montagna. "E' un'evidenza dell'emergenza Covid. Gli impianti restano importanti ma è necessario prepararsi a rimodellare l'offerta turistica delle nostre località tra natura e benessere. Si deve pensare a un piano straordinario superata l'epidemia in quanto sono convinto che il futuro del Trentino possa essere fortissimo. Ma serve capacità di saper interpretare i trend e gli scenari. E forse anche su questo la Provincia sembra essere già in ritardo", conclude Olivi. 

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 17 settembre 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
20 settembre - 06:01
I tagli degli scorsi anni al sistema sanitario sono stati un fallimento con conseguenze drammatiche ed ora questa situazione va a sommarsi alle [...]
Cronaca
19 settembre - 19:38
Trovati 19 positivi, nessun decesso nelle ultime 24 ore. Registrate 17 guarigioni. Sono 16 i pazienti in ospedale, di cui 2 ricoverati in [...]
Montagna
19 settembre - 20:25
I dati tra il 19 giugno e il 16 settembre non sono ancora ufficializzati perché si attende la conclusione della stagione, molti rifugi sono [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato