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Coronavirus, mancano i braccianti, il Governo prepara la sanatoria per i migranti: “Molti di loro già lavorano sul nostro territorio”

La ricetta della ministra all’agricoltura per risolvere il problema della carenza di manodopera nei campi: “Lotta al caporalato anche attraverso le regolarizzazioni, agevolazione dei rientri, proroghe dei permessi dei migranti e facilitazione nelle assunzioni degli inoccupati”

Di Tiziano Grottolo - 21 aprile 2020 - 14:34

TRENTO. A causa dell’emergenza coronavirus è stato calcolato che in Italia verranno a mancare tra i 270 e i 350 braccianti, in Trentino si traduce in un ammanco di 12mila lavoratori, ma potrebbero anche essere di più. Numeri che rischiano seriamente aprire una crisi nel settore agricolo, coinvolgendo le tante imprese che si sono trovate improvvisamente ad affrontare una carenza di manodopera (articoli QUI e QUI).

 

Su questo punto ha riferito in Senato anche la ministra dell’agricoltura, Teresa Bellanova, che ha affermato: “La filiera alimentare non ha interrotto nemmeno per un giorno il suo lavoro, eppure criticità e problemi sono all’ordine del giorno, settori d’eccellenza oggi sono in affanno. A questo – ha aggiunto – si salda drammaticamente l’allarme lanciato dalle imprese e dalle associazioni sulla carenza di lavoratori stagionali e sulle difficoltà di reperimento di manodopera che può mettere in ginocchio le lavorazioni e la raccolta dei prodotti, non può accadere, non deve accadere”.

 

D’altronde la situazione è seria tanto che lo stesso presidente di Coldiretti trentino, Gianluca Barbacovi, ha voluto rivolgere un appello, spiegando: “Se ai primi di giugno non ci sarà manodopera raccogliere la frutta diventerà difficile, per questo chiediamo a chi è in cassa integrazione, a chi ha perso un lavoro ma anche ai tanti studenti di darci una mano e di venire a lavorare in campagna” (QUI articolo). Nel frattempo il Governo sta cercando di risolvere due problemi in un colpo solo: da un lato la presenza sul suolo italiano di almeno 600mila persone in una situazione di irregolarità, dall’altro la carenza di manodopera. Bellanova ha tracciato le strade che il governo intende percorrere: agevolazione dei rientri in Italia e proroghe dei permessi degli immigrati, lotta al caporalato anche attraverso le regolarizzazioni e facilitazione delle assunzioni dei lavoratori al momento inoccupati.

 

“I lavoratori immigrati – ha osservato la ministra – rappresentano una componente ben integrata nel tessuto economico e sociale allo stesso tempo restano invisibili ai più. I cosiddetti irregolari – ha proseguito – vivono in insediamenti informali, sono sottopagati e spesso sfruttati in modo inumano, persone che nella maggior parte dei casi già lavorano sul nostro territorio alla mercé, insieme alle imprese a cui danno le braccia, di quella criminalità che chiamiamo caporalato e che per me significa mafia”.

 

Per questo il Governo sta prendendo in seria considerazione la possibilità di varare una sanatoria per regolarizzare parte degli extracomunitari presenti sul territorio, probabilmente legandola ai rapporti di lavoro già esistenti o estendendola a chi potrebbe trovare spazio nel settore agricolo: “Senza furori ideologici e ipocrisie – ha ribadito Bellanova – abbiamo il dovere di assumerci un’assunzione di responsabilità o è lo stato a farsi carico della vita di queste persone o sarà la criminalità a sfruttarla”. Le associazioni che si occupano dei diritti dei migranti restano in ascolto, nella consapevolezza che questo potrebbe rappresentare un primo passo in avanti, benché altre si siano dette contrarie “a qualsiasi ipotesi di regolarizzazione che non sia incardinata nella richiesta netta di una sanatoria generalizzata e incondizionata”.

 

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