Coronavirus, contagio stabile ma Fugatti pronto ad aprire il 27 aprile: ''Poi dal 4 maggio anche ristoratori, estetiste e le altre attività''
Il presidente della Provincia chiede allo Stato date certe e una road map delle riaperture: ''Il Trentino è pronto a ripartire già con cantieri, filiere, imprese che devono reggere la concorrenza internazionale, il manifatturiero''. Pronto il ddl anti crisi: ''Misure per 130-170 milioni di euro. Vediamo cosa succede dalla trattativa con lo Stato''

TRENTO. ''Il Trentino è pronto a riaprire anche il 27 aprile. I nostri imprenditori vogliono tornare a lavorare e noi ci siamo. Pensiamo al tema dei cantieri, delle filiere e di quanti devono competere sul mercato internazionale, come per esempio il manifatturiero. Poi il 4 maggio ragioniamo per tutti gli altri: dai ristoratori agli estetisti, tutti. Allo Stato chiediamo, quindi, date certe e una road map per le riaperture''. Il presidente Fugatti si mostra molto fiducioso nonostante i dati del contagio restino stabili da molti giorni e siano nettamente più alti di territori vicini che stanno facendo ragionamenti simili sulle riaperture (si pensi all'Alto Adige che ha un rapporto tamponi/contagi che viaggia sull'1% mentre in Trentino è sopra il 5%).
Ma il governatore del Trentino crede nella fase-2 e addirittura la vorrebbe anticipare rispetto a quanto immaginato da Roma per territori che sono a contagio zero partendo, non si sa bene come e con quale programma di azione, già da dopo la Festa della Liberazione senza considerare che poi venerdì sarebbe già l'1 maggio e quindi si rischierebbe di forzare le cose per cinque giorni di apertura. La richiesta, comunque, è stata fatta allo Stato durante l'incontro online con gli altri presidenti di regione. Sul piano economico, poi, oggi sono proseguiti gli incontri con minoranze, sindacati e imprenditori (anche qui Fugatti solo ieri parlava entusiasticamente di concertazione e condivisione ma oggi i comunicati stampa delle varie categorie hanno fatto capire che la misura è tutta della Giunta, non c'è ascolto, e la bocciatura è totale soprattutto da parte dei sindacati).
Incontri per presentare il ddl anti crisi della Pat. Un disegno di legge che vale tra i 130 e i 170 milioni di euro (circa la metà di quanto fatto in Alto Adige una settimana fa). ''Si parla di contributi a fondo perduto - ha spiegato Fugatti riprendendo quanto detto negli scorsi giorni - contribuiti diversi rispetto ai livelli di redditto e si parla di qualche migliaia di euro in questi casi. Ci sono interventi sui contributi per gli affitti o sul credito di imposta per i proprietari delle case. E poi si parla di semplificazione e snellimento burocratico. Le proposte delle minoranze saranno valutate con volontà di collaborazione. E se ancora non diamo cifre certe è perché stiamo valutando sulla base di cosa ci verrà riconosciuto dallo Stato la sospensione del patto di Milano e di garanzia. Infine c'è il tema del debito: gli industriali ci hanno chiesto coraggio e noi crediamo che serva e vedremo come andrà la trattativa con lo Stato anche in questo senso''.













