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Coronavirus, Fugatti: ''O con legge provinciale o con cambio di indirizzo del Governo daremo risposte a bar, ristoranti, parrucchieri ed estetisti''

Per il presidente della Provincia in un modo o nell'altro si dovrebbe riuscire a portare al 18 maggio anche le aperture per quelle categorie che dovrebbero aprire intorno al primo giugno perché ''non possiamo trattare allo stesso modo diverse zone del Paese''. Un concetto valido per la stragrande maggioranza delle regioni italiane molte delle quali sono quasi a crescita zero da tempo (dall'Umbria all'Alto Adige) mentre il Trentino resta tra i fanalini di coda

Di Luca Pianesi - 29 aprile 2020 - 18:50

TRENTO. ''O con una legge provinciale o con un cambio di indirizzo da parte del Governo ci sentiamo di dire che tra l'11 e il 18 maggio potremo dare qualche segnale positivo alle categorie economiche''. Il riferimento di Fugatti nella consueta conferenza stampa è ai ristoratori, i baristi, gli estetisti e i parrucchieri che, da quanto detto dal presidente Conte, dovrebbero tornare a lavorare dal primo giugno. La provincia di Trento sta lavorando per anticipare tali aperture facendole scattare assieme ai negozi intorno al 18 maggio (non sembra essere sul tavolo, nonostante i post su Facebook, l'ipotesi per i negozianti di aprire prima, dunque).

 

''Oggi abbiamo parlato in video conferenza con i governatori delle regioni e con i ministri Boccia e Speranza - ha spiegato Fugatti - e da più parti è stato condiviso che non c'è stato confronto su queste riaperture con il Governo. Noi, dal canto nostro, abbiamo inserito un articolo nella nostra legge provinciale che prevede aperture diverse rispetto al dpcm del governo centrale per ristoranti, bar etc. Obiettivo è di chiudere questa legge verso la fine della prossima settimana e a quel punto saremmo in tempo per far riaprire queste categorie. Quindi, da un lato abbiamo impostato il tema legislativo dall'altro stiamo trattando con il governo e le altre regioni''.

 

''Il governo - ha proseguito Fugatti - ha dato un'ipotesi di differenziazioni territoriali, sulle riaperture, dal 18 di maggio anche se non è chiarissimo se sarà così''. Le differenziazioni dipenderanno dalla curva del contagio e dalla preparazione del sistema sanitario (se sarà in grado in caso di un ritorno del coronavirus importante di sostenere il colpo tra terapie intensive, strutture ospedaliere, tamponi, test e dpi). ''Noi dobbiamo essere responsabili e cauti - ha completato il governatore della Pat - ma non siamo indietro rispetto alle altre realtà regionali. Non c'è nessuno che ha aperto come noi in Italia. Il Trentino, poi, sui tamponi non è secondo a nessuno, l'apparato sanitario funziona ed è valido e quindi il Governo potrebbe dire apriamo alle differenziazioni territoriali. Anche perché non possiamo trattare allo stesso modo diverse zone del Paese che hanno sensibilità diverse''.

 

Un'affermazione, questa, pienamente condivisa da buona parte delle regioni italiane che però non stanno certo come sta messo il Trentino, come certificato due giorni fa anche da Youtrend mostrando i dati della crescita del contagio differenziata per territori (con la provincia di Trento nel blocco dei sei territori messi peggio).

 

 

 

 

 

Fugatti, pur dicendosi ottimista, ha anche spiegato che da oggi (giorno del via libera a passeggiate e corse) in circolazione si sono viste moltissime persone e in molti casi senza mascherine. ''Ovviamente mi sento di dire che vale il tema che le aperture ci sono e ci saranno se i contagi sono bassi. Però se i contagi dovessero tornare ad alzarsi saremo costretti a dire facciamo meno aperture. Deve passare messaggio di grande responsabilità per i trentini''.

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