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Coronavirus, Fugatti ''perplesso'' per la scelta del Governo di portare a giugno le aperture di ristoranti, bar, parrucchieri

Il presidente della Provincia ha commentato il dpcm del Governo con, però, una crescita (speriamo tutti resti un caso isolato ad oggi) dei contagi molto importante: ''Al centro ci deve essere la salute delle persone ma le persone devono anche lavorare''

Di Luca Pianesi - 27 aprile 2020 - 18:39

TRENTO. Con un contagio che, nelle ultime 24 ore, è tornato ai livelli di inizio aprile con un rapporto contagi/tamponi superiore al 9% (quando si stava stabilizzando su un comunque alto 4% rispetto al vicino Alto Adige lo stesso rapporto ormai viaggia tra lo 0,5% e il 2%) e sperando si tratti di un dato isolato ad oggi e già domani dimenticato, Fugatti ha ribadito comunque che quanto deciso da Conte a livello nazionale ha spiazzato il sistema trentino. ''Il dpcm su alcuni aspetti ci ha lasciato non poche perplessità'', ha detto il presidente. ''Il fatto che alcune attività lavorative debbano partire a giugno quando l'ipotesi era metà maggio ci lascia perplessi. Al centro ci deve essere la salute delle persone ma le persone devono anche lavorare. Questa decisione - ha ribadito - di andare a giugno ci ha lasciato un po' perplessi''.

 

Una perplessità espressa giustamente anche dai governatori del vicino Alto Adige e del vicino Veneto che, però, si trovano a misurarsi con delle curve del contagio in netto calo rispetto ai primi giorni di aprile e forse la durezza delle misure previste da Conte nascono proprio da una tale diversificazione tra territori dei contagi (si pensi ad alcune regioni del Centro e del Sud Italia dove le curve del contagio sono bassissime eppure devono uniformarsi anch'esse alle nostre criticità).

 

Fugatti ha quindi azzardato un'interpretazione della decisione di Conte di fare, dopo il primo via libera del 4 maggio, una seconda apertura il 18 (per negozi legati al manifatturiero etc) e una terza il primo giugno (con bar, ristoranti, estetisti, parrucchieri etc). ''Non lo capiamo dal punto di vista epidemiologico - ha detto Fugatti -. Anche perché ormai si è capito che se il contagio torna ad alzarsi ci se ne accorge dopo circa 10/14 giorni. Quindi dire già oggi a delle categorie che prima dell'1 non riapriranno crediamo sia un po' eccessivo. Diciamo che dopo il 4 se la curva torna a salire si vedrà già a metà maggio intorno al 10 al 15. Quindi ci accorgeremmo già in quel periodo se il contagio risale. Lasciare così nel limbo certe categorie non la capiamo''.

 

Detto che i 10/14 giorni di Fugatti, sommati al 4 maggio arrivano proprio al 14/18 maggio (quando è prevista la Fase-3 dal governo Conte) le aperture a scaglioni non hanno lo scopo di far ripartire il contagio ma, al contrario, cercano proprio di contenerlo sperando che rallenti e che quindi si possano riaprire anche attività potenzialmente più a rischio perché basate sul contatto fisico e l'incontro con persone terze. Dunque la prospettiva di analisi è, ovviamente, l'opposta giusta o sbagliata che sia. Fugatti, comunque, ha spiegato che per quanto riguarda bar, ristoranti, parrucchieri, estetiste ''il ministro Boccia ha detto chiaramente che se qualche realtà volesse procedere autonomamente ci sarà un'impugnativa da parte del Governo ma, questo non vuol dire che non lo faremo. Come è stato fatto con i cantieri che abbiamo anticipato tutti di due settimane e il Governo non ha impugnato vedremo cosa succederà anche adesso''. 

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