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Fugatti pensa alla ripartenza (anche se la crescita del contagio resta stabile): ''Cominciamo dalle attività all'aperto. E nei 5 comuni con più positivi indagine epidemiologica''

Il presidente della Pat comunica che tra oggi e domani verranno poste delle richieste al governo nazionale che sembrano ricalcare quelle di tutti i territori: ripartire dai cantieri e dai lavori che coinvolgono una persona o i familiari sempre con le precauzioni del caso: ''E le aziende sanitarie monitorino le situazioni''

Di Luca Pianesi - 09 aprile 2020 - 18:19

TRENTO. Mentre il livello della crescita del contagio resta fermo e oscilla su valori costanti ma non si assiste a un calo (QUI ARTICOLO), nonostante i continui proclami che arrivano in conferenza stampa e anche se si presentano numeri assoluti (89 nuovi positivi oggi mentre ieri erano 106) che sembrano raccontare una storia diversa ma non si usa mai il parametro della percentuale tampone/positivi (oggi, infatti, i tamponi sono stati 800 mentre ieri erano circa 1000 e in Trentino questo rapporto è molto alto, superiore anche oggi al 10% mentre in Provincia di Bolzano è vicino al 4%: lì oggi hanno avuto 52 positivi con 1110 tamponi) il presidente della Provincia ha spiegato che si pensa alla ripartenza.

 

''Il Trentino si trova a un livello di contagio importante - ha spiegato Fugatti - ma non possiamo non pensare a una prospettiva di ripartenza. Allora abbiamo messo giù alcune idee che sottoporremo al Governo. Tra oggi e domani le proposte verranno fatte a livello nazionale e si tratta di proposte che devono garantire la salute dei lavoratori, da una parte, e dall'altra ragionare su quali potrebbero essere ipotetici settori per la riapertura''. E così la proposta è quella che arriva da qualsiasi territorio: partire prima di tutto con le attività all'aperto come cantieri stradali, fluviali, boschivi e poi con le attività in cui imprenditore lavora da solo o con i familiari ''sempre con le condizioni di sicurezza - ha aggiunto Fugatti - con le protezioni e le mascherine. Poi chiediamo che le aziende sanitarie si occupino di una attivare una stretta sorveglianza epidemiologica''. 

 

Il presidente della Provincia ha quindi spiegato che oggi ha incontrato i sindaci dei cinque comuni dove è stato alzato il livello di controlli delle forze dell'ordine che sono Vermiglio, Canazei, Campitello di Fassa, Borgo Chiese e Pieve di Bono-Prezzo. ''Su questi territori - ha raccontato il presidente - verrà avviato uno studio epidemiologico su base volontaria che servirà per poter comprendere meglio le modalità di trasmissione del virus e lo farà per la sanità pubblica. Partiremo, quindi, con un questionario per i residenti sopra i 10 anni di età; poi effettueremo il prelievo di sangue per il test sierologico, sempre su base volontaria, e un tampone a chi ha in atto o ha avuto dei sintomi influenza. Stimiamo parteciperanno circa 5.000 persone''. 

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