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Coronavirus, Fugatti pronto a firmare un'ordinanza per far ripartire le attività lavorative. Si segue il modello Zaia mentre la Lombardia chiude anche le librerie

Mentre il Trentino presenta dati di contagio stabili (e non in calo) e ha il rapporto residenti/contagiati più alto anche dei lombardi ora si vuole seguire il Veneto sulle riaperture quando forse era meglio seguirli su come stavano combattendo il virus (con i tamponi a tappeto che in Trento sono stati sottovalutati fino a quasi fine marzo). Fugatti: ''Tra domenica e lunedì diremo cosa può riaprire e cosa no''

Di Luca PIanesi - 11 aprile 2020 - 18:57

TRENTO. Il Trentino prova a fare il Veneto pur non avendo fatto il Veneto fino ad adesso. Fugatti oggi ha presentato i dati con toni molto positivi parlando di 145 nuovi contagi che però sono stati rilevati con 1.703 tamponi e quindi ''in proporzione il contagio è diminuito. E' stabile - ha detto - ma in leggera flessione''. In realtà, in proporzione, resta stabile e basta visto che il rapporto tamponi/positivi viaggia oggi sull'8,5% e quindi in media con i dati degli scorsi giorni (una media che ieri era l'8%, il 9 era il 14%, l'8 era il 10%, il 7 era il 15,6%, il 6 il 10,5% e il 5 era l'8,3%).

 

Se il numero di contagi per residenti è il secondo più alto d'Italia rispetto alle altre regioni, vicino ai numeri record della Valle d'Aosta e superiore a quello della Lombardia Fugatti per le riaperture sembra voler seguire l'esempio di Zaia che, invece, sarebbe stato il modello giusto da ricalcare per battere il virus (con i tamponi a tappeto che si sono dimostrati la strategia vincente mentre il Trentino ha cominciato ad affidarsi a questo sistema solo a fine marzo) mentre oggi, con i numeri che ci sono, forse sarebbe il caso di restare prudenti come sta facendo Lombardia. Il governatore Fontana, infatti, ha deciso non solo di adeguarsi alle regole nazionali con una riapertura posticipata al 3 maggio ma addirittura le ha rese più stringenti tenendo chiuse le librerie e le cartolerie.

 

In Trentino, ancora, non si sa. Fugatti ha spiegato che tra domenica e lunedì verrà fatta un'ordinanza (Zaia dovrebbe farla domani quindi è probabile che si attenderà di vedere cosa fa il vicino Veneto che punta a far ripartire più attività possibili) e ha aggiunto che ''siamo soddisfatti per le riaperture di alcune attività all'aperto come i cantieri forestali e la filiera del legno. Ma noi dobbiamo guardare avanti e quindi vorremmo ripartissero anche quelli edilizi e le filiere relative. Se da una parte dobbiamo essere molto rispettosi delle regole, dall'altra dobbiamo mettere in condizione di poter operare e lavorare il sistema economico in generale. Non come prima ma con i dispositivi di protezione, non con sovraffollamento, ma con il rispetto delle procedure di sicurezza''.

 

E addirittura ci sono anche le fabbriche. ''Il governo è intervenuto poco in tal senso - ha continuato Fugatti -. In Trentino oggi lavora la filiera dell'essenziale e quelli che hanno chiesto le deroghe con le garanzie di sicurezza. Anche qui noi siamo disposti a dialogare su una possibilità di guardare oltre però si deve minimizzarmi il rischio di alzare il contagio. Dall'altro lato, però, non mi deve ammazzare l'economia''. Insomma, ha concluso il presidente della Pat ci sono ''due fronti: il lavoro all'esterno e all'aperto da far ripartire e ragionare con le categorie produttive per dare regole interne per poter riprendere altre attività. Le imprese trentine devono rimanere sul mercato e dobbiamo farlo minimizzando il rischio del contagio. Questo il lavoro da fare in questi giorni''. 

 

E sul turismo? ''C'è un gruppo di lavoro composto da operatori turistici e parte sanitaria che sta ragionando su come poter riattivare la parte turistica''. Infine capitolo librerie: in Lombardia è stato deciso ok al dpcm di Conte ma chiuse anche le librerie. In Trentino? ''Il dpcm è di ieri sera - ha aggiunto Fugatti -. Bisogna prima valutarlo e capire. Per le librerie decideremo e nell'ordinanza ci sarà scritto. Oggi non si può dire, perché se emaniamo un'ordinanza oggi rischiamo di doverla rincorrere e modificare successivamente''. Se ne riparla tra domani e lunedì, insomma, con buona pace dei trentini.

 

 

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