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Coronavirus, Fugatti non esclude la riapertura anticipata: “Nelle realtà meno a rischio contagio si può fare”

Il presidente della Pat, intervistato da Tgcom24, ha lasciato aperto uno spiraglio per la riapertura di alcune attività lavorative prima del 4 maggio: “Dopodiché – ha precisato – ci sono gli scienziati a livello nazionale che ci devono dire cosa fare”

Di Tiziano Grottolo - 19 aprile 2020 - 14:37

TRENTO. Il 4 maggio si avvicina, data attesa con sempre maggiore impazienza da cittadini e imprenditori visto che dovrebbe coincidere con la fine del lockdown, o almeno la sua versione più restrittiva. In previsione di ciò il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, sta preparando con gli esperti un piano di ripartenza, sottolineando: “Gli effetti positivi di contenimento del virus e di mitigazione del contagio si iniziano a misurare, ma non sono ancora tali da consentire il venir meno degli obblighi attuali e l’abbassamento della soglia di attenzione”. Dunque Conte ha parlato di una “riapertura graduale delle attività dal 4 maggio” (QUI articolo).

 

Dal canto suo, il presidente della Pat, Maurizio Fugatti intervistato da Tgcom24 ha ricordato che “se da una parte bisogna avere una giusta attenzione ai pareri scientifici ed evitare il rischio del diffondersi di nuovo della crescita del contagio, dall’altra dobbiamo fare un piano economici per poter ridare ossigeno all’economia e alle attività”.

 

In tal senso le province di Trento e Bolzano hanno dato mandato per fare un piano graduale di apertura di diverse attività partendo da quelle meno esposte al contagio. “La visione che ci viene anche da altri paesi è che l’economia riparta, ci sono settori – ha spiegato Fugatti – come chi ha la concorrenza estera che rischiano di perdere quote di mercato di fronte ad altri paesi che aprono la fase 2”. Tra questi per il presidente della Pat ci sarebbero i lavori all’aperto e le filiere che “seppur con un pano graduale che tuteli la salute” hanno la necessità di riaprire.

 

Sulla possibilità, avanzata dal Governo, di seguire delle linee comuni per tutte le regioni Fugatti ha risposto: “Noi pesiamo ci siano caratterizzazioni sia economiche che produttive diverse da zona a zona, nel rispetto della tutela della salute, la possibilità di avere scaglionamenti diversi può essere un approccio opportuno. Ci sono sensibilità diverse – ha proseguito – poi starà al governo nazionale fare la giusta sintesi interfacciandosi con la task force dei governatori che hanno il mandato di trattare per tutti e quindi abbiamo fiducia in questo rapporto”.

 

Se Conte ha lasciato intendere che vorrebbe evitare le fughe in avanti di alcune regioni il presidente della Pat ha evidenziato come “in quelle realtà lavorative in cui il rischio è minore si potrebbe anche lasciare la possibilità di iniziare con le giuste tutele della salute. Dopodiché – ha aggiunto Fugatti – ci sono gli scienziati a livello nazionale che ci devono dire cosa fare – allo stesso tempo ha puntualizzato – nelle realtà meno a rischio contagio la riflessione potrebbe essere fatta però lasciamo a chi di dovere”.

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