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Coronavirus, in due giorni cambia l'ordinanza e a chi chiede ''dove lasciamo i figli se dobbiamo lavorare'' Fugatti risponde che il problema è un problema

Tanta confusione è stata trasmessa nella conferenza stampa di oggi mentre questa mattina sempre sui cantieri il presidente della Pat a TgCom24 ha fatto intendere che ancora ''attendiamo la parte scientifica, i rapporti con i sindacati e gli imprenditori''. Eppure le cose dovrebbero essere partite con una variazione messa nero su bianco oggi: le domande non vanno più fatte al Commissariato del Governo

Di Luca Pianesi - 15 aprile 2020 - 19:19

TRENTO. Ci abbiamo messo un po' di più rispetto ad altri territori perché la si voleva fare bene e lo stesso Fugatti aveva spiegato, sabato in conferenza stampa, che ''se la emaniamo oggi rischiamo poi di magari correggere dopo, di doverla rincorrere e modificare successivamente''. Ebbene l'ordinanza è arrivata il 13 aprile e oggi, 15 aprile, se ne è dovuta emanare una nuova versione. Sono scomparse alcune parole che però cambiano la prospettiva soprattutto per quanto riguarda i due provvedimenti più discussi: la riapertura dei cantieri all'aperto e quelli al chiuso con una persona sola al lavoro per spazio chiuso. 

 

Sulla carta, da ieri, le attività sono partite ma oggi c'è stato prima un passo indietro in diretta Tv nazionale a TgCom24 dove Fugatti ha dato per intendere che ancora ''stiamo facendo una riflessione sul tema dei cantieri all'aperto - ha detto nell'intervista nazionale -. Crediamo che lavorando in sicurezza con mascherine, distanze, permettendo controllo della temperatura a chi lavora, lavorare all'aperto sia meno rischioso di altri ambiti ma anche su questo attendiamo la parte scientifica i rapporti con i sindacati e gli imprenditori'' (QUI ARTICOLO). E oggi in conferenza stampa il presidente ha ribadito la grande confusione che c'è in materia.

 

Si sta capendo poco o niente di chi può ricominciare a lavorare e chi no, con i sindacati che non sono stati coinvolti dall'inizio e che si stanno opponendo a un provvedimento ritenuto pericoloso per la salute dei lavoratori e un Commissariato del Governo che, evidentemente, si è preferito escludere (o forse è stato lui a chiedere di non essere coinvolto in questo provvedimento che va oltre le richieste del Governo) da questa attività. L'ordinanza ora recita che la comunicazione va fatta al Presidente della Provincia (mentre fino a ieri era al Commissariato del Governo) e ciò vale sia per le attività all'aperto che al chiuso (anche se in conferenza stampa si è parlato solo delle attività al chiuso). Fugatti ha specificato che ''si deve fare una pec al Dipartimento Sviluppo Economico a dip.sviluppoeconomico@pec.provincia.tn.it''.

 

Inoltre nell'ordinanza di oggi si specifica che ''nelle attività che non rientrano in quelle consentite dal Dpcm 10 aprile 2020 non può comunque essere impiegato personale con contratto di lavoro dipendente'': questo cambia la prospettiva dei ''cantieri al chiuso'' visto che prima sembrava potessero anche essere impiegati dipendenti ma in locali separati. Qui, sembra, si specifichi che tutt'al più possono lavorare i datori di lavoro. 

 

Poi è seguita una confusa riflessione del Presidente sul mondo della scuola dove alla tante domande dei genitori sul come faranno a tornare a lavorare se le scuole sono chiuse e i loro bambini sono a casa (e visto che le regole per evitare il diffondersi del contagio non permettono di chiamare baby sitter o affidarsi ai nonni) e quindi a chi li dovranno affidare Fugatti si è limitato a ribadire con vari giri di parole (abbiamo cercato un po' di ricostruire il senso) che il problema esiste: ''Per noi è chiaro che nel proseguo di questa situazione emergenziale il tema di chi va al lavoro ed ha i figli a casa e non può darli ai nonni, anche per questioni di sicurezza dei nonni, è chiaro che dobbiamo porci il tema di questi genitori che non sanno a chi affidare i figli.  E' un tema che sicuramente dovremo affrontare. Sapendo che è una situazione del tutto nuova''.

 

''Credo - ha voluto sottolineare - che il tema delle scuole, mi par di capire che a livello nazionale la volontà è aprirle per settembre. Il tema è quindi per le medie e le elementari dove si interverrà con classi con numeri minori, cercando di intervallarle, utilizzare tutto il giorno, il sabato compreso. Altro tema è quello dei nidi e materne e lì i bimbi non li puoi tenere lontani. Io credo che il tema conciliazione scuola lavoro non sarà tanto per i ragazzi più adulti che sanno che devono mantenere le distanze ma per i più piccoli''.   

 

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