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Coronavirus, i sindacati contro l'ordinanza di Fugatti: ''Riaprire i cantieri senza un minimo di preavviso è rischioso per le imprese e per i lavoratori''

I segretari di Cgil, Cisl e Uil sottolineano il fatto che negli scorsi giorni ci sono stati vari incontri con gli organi preposti e mai si è fatto cenno a questa eventualità riferita in conferenza stampa per presentare l'ordinanza (ecco il documento ufficiale): ''Crediamo sia del tutto irrispettoso del ruolo delle nostre organizzazioni sindacali, nonché rischioso per gli addetti che rappresentiamo''

Di Luca Pianesi - 13 April 2020 - 19:44

TRENTO. ''Nei giorni scorsi si sono tenute più riunioni e non si è mai fatto cenno a questa eventualità. Inoltre non ci risulta che il più recente Dpcm che ha esteso le attuali misure di distanziamento sociale, abbia concesso alle Regioni e alle Province autonome la possibilità di procedere in ordine sparso rispetto alla riapertura di singoli settori economici''. Sono molto critici i sindacati rispetto alla possibilità di ripartire con i cosiddetti cantieri edili che sarebbero inseriti tra le ''attività all'aperto'' previste dall'ordinanza del presidente Fugatti e così, appena è terminata la conferenza stampa di aggiornamento quotidiano sull'estendersi del contagio di coronavirus in Trentino, hanno scritto a lui e all'assessore allo sviluppo economico Spinelli.

 

Per esempio la stessa discussione c'è stata in altre regioni ma altrove si è deciso che visti i tempi contingentati e visto l'imminente arrivo di una serie di festività (il 25 aprile e il primo maggio) fosse meglio attendere direttamente il 4 maggio per pensare alla riapertura di certe attività (compresi i cantieri edili). La Provincia di Trento ha, invece, dato il suo ok alle attività all'aperto e anche ai cantieri al chiuso limitatamente, però in questo secondo caso, ''alle operazioni che possono essere svolte - si legge nel testo ufficiale che trovate qui sotto - senza la compresenza di più persone presso il medesimo impianto produttivo o cantiere''. 

 

Qui il documento integrale riassunto nella conferenza stampa (QUI ARTICOLO)

 

 

 

 

E allora al riguardo ecco la lettera inviata per la Cgil del Trentino, per la Cisl del Trentino e per la Uil del Trentino dal segretario generale Andrea Grosselli, il segretario generale Michele Bezzi e il segretario generale Walter Alotti.

 

 

Gentilissimo Presidente,
gentilissimo Assessore,

 

con la presente siamo a ribadire la nostra convinzione che sia inopportuna la possibilità di riapertura dei cantieri edili, seppur nel rispetto dei vincoli stabiliti dalla legge e dall’accordo del 14 marzo riguardo la prevenzione dal rischio COVID-19, domani martedì 14 aprile senza un minimo di preavviso.

Nei giorni scorsi si sono tenute più riunioni anche in seno agli organismi preposti alla prevenzione e alla tutela della salute nei luoghi di lavoro e non si è mai fatto cenno a questa eventualità. Inoltre non ci risulta che il più recente DPCM che ha esteso le attuali misure di distanziamento sociale, abbia concesso alle Regioni e alle Province autonome la possibilità di procedere in ordine sparso rispetto alla riapertura di singoli settori economici.

Si era tra l’altro convenuto che la progressiva e graduale riapertura delle attività economiche dovesse essere programmata per tempo anche per definire specifiche linee guida per la prevenzione del rischio contagio nei singoli settori (utilizzo di specifici dpi, verifica della temperatura corporea, disponibilità all’estensione degli esami sierologici, ecc.) e per provvedere ad una adeguata informazione delle imprese e degli addetti.

In questo caso verrebbero a mancare entrambi i requisiti. L’assenza di un seppur minimo di preavviso non permette alle aziende di potersi tempestivamente attrezzare al rispetto del protocollo del 14 marzo e impedisce agli enti preposti, Cassa edile e Centrofor in primis, di mettere in atto tutte le azioni di comunicazione e verifica sulla reale applicazione di tutte le misure di prevenzione.

Crediamo sia del tutto irrispettoso del ruolo delle nostre organizzazioni sindacali, nonché rischioso per gli addetti che rappresentiamo, essere stati messi al corrente di tale decisione a pochi minuti dalla conferenza stampa in cui la misura è stata pubblicamente annunciata, senza poterne discutere minimamente.

Cordiali saluti.

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