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La ''guerra'' al coronavirus continua anche il giorno di Pasqua (anche senza Fugatti): dal Veneto alla Lombardia chi governa aggiorna i cittadini e arrivano le prime ordinanze

Anche la Protezione civile nazionale, ovviamente, non si è fermata solo perché oggi è festa (come ha scelto di fare la Provincia di Trento) e ha fatto la quotidiana conferenza stampa per aggiornare i cittadini. De Luca in Campania tiene chiusi anche i cantieri: ''Potrebbero aprire non prima del 20 aprile, ma dovrebbero chiudere per il fine settimana del 25/26. Per la settimana successiva, sarebbe possibile l’attività da lunedì 27 a giovedì 30. Riteniamo allora ragionevole una ripresa subito dopo il 3''

Di Luca Pianesi - 12 aprile 2020 - 19:26

TRENTO. Ma non eravamo in guerra? Non c'era un'epidemia in corso? Non si stanno costringendo tutti gli italiani a stare chiusi in casa chiedendo loro sacrifici enormi? E in questo momento non ci sono al lavoro tutti quelli della prima, seconda e terza linea: dai medici, agli infermieri, dai carabinieri, ai poliziotti e a tutte le forze dell'ordine, i vigili del fuoco e molti giornalisti (non quelli della carta stampata) che onorano il loro impegno con la cittadinanza che anche oggi e domani ha il diritto di essere informata, di sapere, perché siamo in una situazione di emergenza e quando c'è un'emergenza non si può lasciare la comunità a sé stessa. Fugatti e la Giunta, però, hanno deciso che per loro la ''guerra'' oggi non c'era. Niente conferenza stampa, almeno per mostrarsi vicino ai suoi concittadini, poche righe di comunicato inviato dall'Azienda sanitaria per permetterci di aggiornare almeno i numeri del contagio.

 

Un contagio che non si è fermato nonostante la Pasqua del presidente e di chi governa il Trentino. Ha rallentato, per la prima volta per davvero e non solo a proclami, ma ha fatto registrare altri 9 decessi per un bilancio pesantissimo di 293 vittime in un mese su un territorio, quello della provincia di Trento che presenta il più alto tasso di contagio per residente d'Italia, secondo solo alla Valle d'Aosta e davanti anche alla Lombardia (QUI ARTICOLO). La ''guerra'', insomma, è qui e chi guida la barca dovrebbe sempre restare a bordo almeno chiarendo cosa accadrà con l'ordinanza annunciata ieri che ha promesso riaperture di cantieri e di attività lavorative. Lo sa la Protezione Civile che oggi, come ogni giorno, ha fatto la sua conferenza stampa per aggiornare il Paese sull'andamento nazionale del contagio.

 

E lo sa il governatore del Veneto Luca Zaia che ha fatto altrettanto per rispetto di una comunità che sta passando una stranissima Pasqua, con molti cittadini soli, lontani da parenti e amici, nella speranza che le cose migliorino. E' stata una conferenza diversa con l'apertura dell'uovo alla fine, i ringraziamenti ai giornalisti, la spiegazione che l'ordinanza per recepire il dpcm di Conte del 10 aprile arriverà domani ma ribadendo che il Veneto ha raggiunto i 200 mila tamponi fatti, che ''la tragedia non è conclusa. Io - ha detto - sono molto preoccupato: la gente non pensi che sia tutto finito" e poi ha ricordato che ''chiarisco: la riapertura delle imprese non è competenza che spetta alle Regioni'' ma ha anche aggiunto che quelle attività che sono già ripartite e ripartiranno con le deroghe dovranno garantire standard di sicurezza altissimi.  

 

In Alto Adige sono stati comunicati come tutti i giorni i dati del contagio, sono state fatte le tabelle, si è aggiornata la popolazione su tutto, le quarantene, i decessi, i guariti tutto come se fosse un giorno come gli altri di questa maledetta battaglia che vede ogni reparto schierato sul campo di battaglia. In Lombardia la conferenza stampa l'ha fatta l'assessore Gallera e già ieri era arrivata l'ordinanza del presidente della regione Fontana che, di fatto, manteneva ogni chiusura fino al 3 maggio rendendo ancor più rigido il dpcm di Conte levando la possibilità a librerie e cartolerie di riaprire. Ma non è tutto: si sta lavorando per portare la quarantena dei positivi da 14 giorni a 28. Insomma in un territorio tra i più colpiti d'Italia ma terzo per contagi per residenti dopo Valle d'Aosta e Trentino, si sta cercando di ridurre al minimo le possibilità di diffusione del virus.

 

In Emilia Romagna anche Bonaccin ha già fatto la sua ordinanza: confermate le misure restrittive del dpcm di Conte ma con ulteriori restrizioni nelle province di Piacenza, Rimini e a Medicina (niente apertura di librerie e cartolerie). Inoltre con l'arrivo di due festività nazionali (25 aprile e 1 maggio) con tutte le attività di vendita chiuse, ha deciso per la riapertura dei supermercati la domenica (dal 18 aprile) per evitare un'eccessiva affluenza negli altri giorni feriali. In Piemonte la Regione ha emesso un comunicato dove si spiega che saranno prorogate fino al 3 maggio le misure più restrittive e pertanto restano chiuse anche le librerie, le cartolibrerie e i negozi di abbigliamento per l’infanzia. Resta salva, però, la possibilità di vendita con consegna a domicilio per tutte le diverse categorie merceologiche. ''So che per tutti è un grande sforzo continuare a mantenere e rispettare la linea del rigore - ha comunicato il presidente Cirio -, ma è l’unico modo per non vanificare i sacrifici fatti finora''.

 

E al Sud? Il governatore della Campania Vincenzo De Luca non è rimasto certo con le mani in mano e pur avendo dei tassi di contagio molto più bassi del nord italia (imparagonabili con il Trentino) oggi ha spiegato che ''in relazione alle attività edili, abbiamo verificato con attenzione il calendario. È evidente che, per ragioni organizzative delle imprese, i cantieri potrebbero aprire non prima del 20 aprile, ma dovrebbero chiudere dopo pochi giorni, per il fine settimana del 25/26. Per la settimana successiva, sarebbe possibile l’attività da lunedì 27 a giovedì 30. Insomma, ci sarebbero solo pochi giorni utili per una attività comunque a singhiozzo. Riteniamo allora che sia ragionevole una ripresa subito dopo il 3 maggio''. Insomma

 

 

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