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Coronavirus, il sindaco di Nago-Torbole critica l’ordinanza di Fugatti: “Arrivata senza preavviso, complica molto le cose, sarebbe meglio usare più prudenza”

I sindaci del Garda temono il pienone e chiedono maggior condivisione nelle scelte della Pat, Morandi primo cittadino di Nago-Torbole: “Sarebbe stato meglio programmare con serietà quelle che sono le attività economiche da riaprire, così si mettono in difficoltà le persone”

Di Tiziano Grottolo - 09 May 2020 - 19:02

NAGO-TORBOLE. L’ultima ordinanza promulgata dalla giunta Fugatti giusto ieri, la sera di venerdì 8 maggio, ha aggiunto delle aperture che per certi versi riportano la situazione a quella pre-coronavirus, quando ancora la pandemia non aveva fatto la sua comparsa. Ad esempio, da oggi è possibile spostarsi in tutta la regione con la propria auto, anche solo per fare una passeggiata o praticare attività sportiva (comprese caccia e pesca).

 

Un via libera generale che però preoccupa non poco alcuni sindaci, soprattutto quelli delle zone a forte vocazione turistica che temono un ritorno dei contagi. Certo le tempistiche scelte non sono delle migliori, visto che questo nuovo allentamento delle misure è arrivato solo poche ore prima di un weekend che si preannuncia molto affollato. D’altra parte è comprensibile che le persone abbiano voglia di un po’ di svago dopo settimane di quarantena, il problema se possibile è che adesso ci si potrà muovere su tutto il territorio regionale con quasi inevitabili assembramenti.

 

A farsi portavoce di queste preoccupazioni (peraltro già espresse negli scorsi giorni) è stato il sindaco di Nago-Torbole Gianni Morandi: “Qualche giorno fa non ero molto preoccupato considerando che ci si poteva spostare sul territorio regionale soltanto a piedi o in bicicletta, ora però le cose cambiano”. L’intento, ci tiene a precisare il primo cittadino, non vuole essere polemico, si potrebbe definire più un monito per il futuro affinché simili episodi non si ripetano, perché poi a farne le spese è chi sul territorio vive e lavoro, o chi è chiamato a tutelare la salute dei propri cittadini.

 

“Il problema è che quest’ultima ordinanza complica molto le cose – sottolinea Morandi – il rischio è che si riversi sul lago una marea di gente, di fatto è stata fatta una liberalizzazione generale senza pensare alle conseguenze”. Effettivamente un’ordinanza uscita così da un giorno all’altro ha preso alla sprovvista molte persone a cominciare dai sindaci che non hanno apprezzato la fuga in avanti: “Ora è più difficile controllare il rispetto delle norme, le forze dell’ordine non possono essere ovunque, forse sarebbe stato meglio aspettare dopo il weekend per dar modo a tutti di organizzarsi”. Le stesse liberalizzazioni infatti erano attese per il 18 maggio “anticipare così, senza alcun preavviso, senza coordinarsi, ci mette in difficoltà, osserva Morandi.

 

Ma ad essere stati presi in contropiede sono gli stessi esercenti e gestori delle varie attività. “Molte lamentele – ricorda il sindaco – mi sono arrivate da chi si trova a gestire le attività con la pressione di dover aprire. Sarebbe stato meglio per tutti programmare con serietà quelle che sono le attività economiche da riaprire, gli esercenti hanno bisogno di certezze non di venire a sapere le cose all’ultimo momento”. Secondo il sindaco di Nago-Torbole in questo momento si dovrebbe programmare un’apertura controllata delle attività per far ripartire l’economia. “Sul lago di Garda c'è poi una situazione paradossale – dice Morandi – attività individuali come vela e windsurf sono consentite, ai circoli e ai gestori delle scuole però non è consentito riaprire perché mancano i protocolli, nonostante questo le persone fanno pressione per entrare”. Senza contare gli incoscienti che scavalcano le barriere piazzate per interdire la zona del lungolago sotto il Monte Brione, dove nei giorni scorsi è caduta l'ennesima frana (QUI articolo). 

 

“Di fatto – riprende Morandi – far ripartire le attività individuali in questo contesto non serve ad avere un ritorno concreto sul territorio, così aumenta solo il rischio di registrare nuovi contagi”. Ormai però i buoi sono scappati e il cancello non si può chiudere così sindaci e forze dell’ordine saranno chiamati agli straordinari nella speranza che fra un paio di settimane non tocchi nuovamente ai sanitari: “Pur stimando il presidente Fugatti – conclude – forse in questo caso sarebbe stato meglio usare maggior prudenza”.

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