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Coronavirus, sul via libera ai cantieri l'annuncio (e l'ordinanza) arriva 10 giorni prima delle regole. Maschio: ''Erano anche state fornite indicazioni contraddittorie''

Nel dettaglio, è stato approvato un aggiornamento del vademecum generale già in essere da marzo, che tiene conto da un lato di alcune novità contenute nell’aggiornamento del 24 aprile del protocollo nazionale tra Governo, parti economiche e parti sociali. I sindacati: "Non possiamo permetterci una nuova emergenza. Serve una strategia graduale e razionale per la fase 2. Verificheremo se la Giunta sarà all’altezza, considerato che non lo è stata fino adesso"

Di Luca Andreazza - 27 aprile 2020 - 06:01

TRENTO. "Sono state approvate le linee guida emergenza Covid-19 nei cantieri e per la sicurezza sui luoghi di lavoro", queste le parole del presidente Maurizio Fugatti nel corso dell'aggiornamento quotidiano sulla situazione dell'epidemia coronavirus in Trentino di domenica 26 aprile. 

 

Una via libera arrivato dopo tre giorni di confronto per limare molti punti di vista differenti tra i rappresentanti delle parti datoriali, imprenditori e sindacati. "Si è riusciti a ottenere delle linee guida condivise anche per la sicurezza sui cantieri - spiega l'assessore Achille Spinelli nella nota ufficiale - che hanno la facoltà di riaprire le attività in questa fase. Ora i cantieri edili possono operare con la necessaria serenità".

 

Insomma, prima si annuncia, addirittura si firma una ordinanza per aprire i cantieri e poi si corre a scrivere le regole. "E' grave - commenta Andrea Maschio, consigliere comunale di Onda civica - tante aziende pur potendo tornare operative si sono trovate in difficoltà, il rischio è stato quello di essere fuori regola a seguire le indicazioni provinciali con possibili problemi penali. Inizialmente, per sistemare la situazione avevano fatto un copia-incolla dei documenti di fine marzo che sono andati in contraddizione con le disposizioni nazionali". 

 

Nel dettaglio, è stato approvato un aggiornamento del vademecum generale già in essere da marzo, che tiene conto da un lato di alcune novità contenute nell’aggiornamento del 24 aprile del protocollo nazionale tra Governo, parti economiche e sindacati approvato il 14 marzo scorso. Il vademecum attuale si focalizza anche sull'importanza dell’articolazione del lavoro in relazione alla necessità di distanziamento sociale e alla congestione dei mezzi di trasporto.

 

"Si sono accorti dopo una interrogazione di Filippo Degasperi che il provvedimento licenziato dalla Provincia non era completo e che mancavano tutti gli indirizzi. Ora - aggiunge Maschio - hanno messo una toppa ma non entrano nel merito dei costi della sicurezza e non vengono risolte alcune criticità. Oltretutto hanno annunciato queste linee guida la domenica sera e non sono state inviate. Nella pratica non si conoscono ancora i contenuti e le regole per rispettare i decreti". 

 

In questo aggiornamento la Giunta provinciale ha tenuto anche conto di alcune indicazioni dell'Inail del 23 aprile scorso. C'è un focus sulla figura del referente Covid-19, un raccordo anche con il mondo sanitario e di supporto al datore di lavoro per implementare e adeguare la sicurezza nelle imprese rispetto alla sfida rappresentata dalla pandemia.

 

"E' stata sviluppata meglio - dice Spinelli - la parte sull’attenzione che deve essere posta nei confronti dei lavoratori più fragili per individuare le modalità per una loro migliore tutela. Relativamente all’ambito dell’edilizia, è stato approvato il primo documento di settore nel quale sono stati poi sviluppati alcuni aspetti specifici, come la definizione dei compiti e delle funzioni dei vari soggetti interessati e che intervengono nella realizzazione dei lavori, la definizione dei concetti di cantiere all'aperto e in ambienti chiusi".

 

Una definizione di cantiere all'aperto e ambiente chiusi che avrebbe provocato nel tessuto economico più di qualche domanda. "Abbiamo messo in luce - aggiunge Maschio - che le definizioni erano altamente contraddittorie: se una impresa era di due soci, questi avrebbero potuto lavorare in due stanze diverse. Se l'azienda era invece composta da un imprenditore e da un dipendente, solo il titolare avrebbe potuto lavorare. Non si era nemmeno verificata la praticabilità delle disposizioni e il loro impatto. Non è solo la necessità di partire: il vero aspetto fondamentale è quello di stabilire regole chiare da seguire. La sicurezza è la priorità di tutti. Solo dopo la nostra segnalazione e per l'intervento del governo nazionale forse sono riusciti a sistemare la questione". 

 

Nel documento si è definito anche l'utilizzo dei mezzi aziendali per recarsi in cantiere e l'aspetto legato alla somministrazione dei pasti, in questo momento in cui l'attività di ristorazione è tuttora in gran parte sospesa o opera con varie limitazioni. Viene favorita la consumazione di pasti caldi o pasti veloci in cantiere anche attraverso un servizio di catering a carico del datore di lavoro o suggerita una modifica dell'orario di lavoro per favorire il pasto alla propria abitazione.

 

Arriva a stretto giro anche la presa di posizione di Cgil, Cisl e Uil. "Le linee guida sulla sicurezza non sono però il via libera alle riaperture in modo indiscriminato. Sono state adottate quelle per l’edilizia e sono in fase di definizione quelle dei trasporti, del manifatturiero, dell’agricoltura e delle Rsa - commenta Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti - mentre i tavoli di commercio e turismo con i sindacati sono ancora sospesi dalla Provincia".

 

Il rischio è quello della crescita del contagio se non si seguono le disposizioni per affrontare la fase 2 dell'emergenza. "Ovviamente - dicono le parti sociali - speriamo che non accada, ma dobbiamo essere pronti perché non possiamo permetterci una nuova emergenza. Serve una strategia graduale e razionale per la fase 2. Verificheremo se la Giunta sarà all’altezza, considerato che non lo è stata fino adesso".

Intanto il Coordinamento provinciale salute e sicurezza ha licenziato l’aggiornamento al vademecum sul rischio Covid-19 nei luoghi di lavoro e le linee guida per la sicurezza nell’edilizia. "E’ un lavoro importante e talvolta i toni accesi - evidenziano Grosselli, Bezzi e Alotti - Le associazioni datoriali per esempio hanno preteso di stralciare il documento proposto dal Dipartimento prevenzione di Apss sui principi per il riavvio delle attività economiche e questa scelta noi non l’abbiamo condivisa. Il documento di Ferro aveva il merito di mettere un po’ di ordine nell’intricata fase della ripresa. Spiace che le associazioni imprenditoriali non abbiano avuto coraggio".

 

I sindacati hanno, inoltre, inviato una lettera al presidente Fugatti per ribadire il diritto alla salute dei cittadini più fragili e per riaffermare che la Giunta non può violare le disposizioni statali aprendo le attività economiche chiuse dal Governo nazionale.

 

"L'esecutivo non ha voluto, invece, ancora impegnarsi alla condivisione con datori di lavoro e sindacati dei contenuti delle ordinanze e quindi delle tipologie, modalità e limitazioni eventuali delle riaperture delle attività economiche dei singoli settori. L’assessore Spinelli ha proposto la definizione di un accordo tra le parti in una sede diversa. Purtroppo siamo scettici sulla reale volontà della Giunta di condividere le scelte: se vogliamo davvero sostenere l’economia la ripartenza dovrà essere graduale. Ogni allentamento dei vincoli alla mobilità delle persone e all’attività economica dovrà essere supportata da previsioni scientifiche sull’andamento dell’epidemia e sulla trasmissibilità del virus, a partire dal parametro R0, e sulle reali capacità dell’Apss di tracciare i contagi e isolare i positivi. Per questo pretendiamo che la Provincia renda noti tutti i numeri con la massima trasparenza".

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