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Coronavirus, riapertura dei cantieri edili è scontro tra Pat e sindacati: ''L'ordinanza va ritirata''

Cgil, Cisl e Uil chiedono la sospensione e la revoca del provvedimento e l’apertura di un confronto immediato. Perplessità anche sulla legittimità 

Pubblicato il - 14 aprile 2020 - 17:06

TRENTO. Un'ordinanza della Giunta “sbagliata, irresponsabile, intempestiva e che rischia pure di essere illegittima”, duro il giudizio da parte dei sindacati sulla decisione da parte della Giunta provinciale di riaprire le attività dei cantieri edili. Una decisione che ieri il presidente Maurizio Fugatti ha comunicato durante la conferenza stampa ma senza, evidentemente, essersi confrontato con la parte sindacale che ora chiede che “il ritiro” dell'ordinanza offrendo al contempo la disponibilità ad avviare il confronto settore per settore sulle misure di prevenzione e tutela della salute.

 

“Ieri la Giunta ha smentito se stessa – hanno spiegato in una nota i sindacati Cgil, Cisl e Uil - ha dato il via libera alla riapertura dei cantieri edili dall’oggi al domani senza condividere nemmeno le linee guida specifiche per tutelare la sicurezza degli operai. Fino ad un minuto prima della conferenza stampa diceva il contrario: a riaprire per prime dovevano essere le aziende manifatturiere dell’industria e dell’artigianato e comunque solo dopo l’adozione di indirizzi specifici per la prevenzione del Covid nei luoghi di lavoro”.

 

Per questo viene quindi chiesta “l’immediata sospensione e la revoca dell’ordinanza riprendendo, come concordato da tutte le parti sociali, il confronto all’interno del comitato provinciale salute e sicurezza sul lavoro”.

 

Sono allarmati e delusi i segretari generali di Cgil Cisl Uil per la decisioni assunte ieri pomeriggio, senza alcun confronto con i sindacati. “Negli incontri avuti nei giorni scorsi la giunta mai aveva prospettato la riapertura dei cantieri. Anzi aveva condiviso con le parti sociali e datoriali che il comparto da cui ripartire sarebbe stata la manifattura industriale e artigianale – sottolineano Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti -. E questo sulla base di precise valutazioni espresse dallo stesso assessore Spinelli anche a mezzo stampa e cioè che è proprio in questo comparto che è più facile attuare le misure di sicurezza, fare prevenzione contro il rischio contagio. Senza alcun preavviso, invece, ieri sera scopriamo il nuovo orientamento. Non è chiaro sulla base di quali valutazioni la giunta abbia deciso di smentire le sue stesse decisioni e riaprire i cantieri. Siamo comunque contrari perché così non si possono tutelare concretamente i lavoratori”.

 

Cgil Cisl Uil chiedono dunque la sospensione e la revoca del provvedimento e l’apertura di un confronto immediato con le parti sociali e datoriali, all’interno del Tavolo Covid per la definizione di linee guida condivise da attuare all’interno del settore. “Senza le giuste misure di prevenzione e sicurezza, si mette a rischio la salute dei lavoratori e questo è per noi inaccettabile. L’ordinanza poi crea il caos tra committenti ed esecutori, oltre ad introdurre principi che vanno contro ogni buon senso come la permanenza di un solo operaio nei cantieri al chiuso. Si era detto di ripartire ponendo come condizione prioritaria la tutela della salute di chi lavora ed oggi si fa il contrario. Pretendiamo il rispetto di questa condizione condividendo preventivamente le regole per la prevenzione dal rischio Covid soprattutto in un settore molto frammentato come quello delle costruzioni”, aggiungono.

 

Restano infine non poche perplessità sulla legittimità dell’ordinanza sulla riapertura dei cantieri edili. “Quanto deciso dall’Esecutivo provinciale esorbita i contenuti del Dpcm del 10 aprile e quindi rischia pure di essere illegittimo. Non è un caso che la Provincia di Bolzano, proprio in ottemperanza al decreto nazionale, abbia deciso, dopo un confronto con le parti sociali che da loro c’è stato, di non riaprire. Sollecitiamo ancora una volta il presidente Fugatti a rispettare quanto prevedono le norme nazionali e di muoversi in coordinamento con l’Alto Adige. Esercitare l’Autonomia significa programmare e decidere con lungimiranza, non esercitarsi in sterili distinguo o inseguire i titoli sui giornali”.

 

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