Contenuto sponsorizzato

Trentino e Alto Adige ''gemelli (ormai molto) diversi''. Bolzano sblocca 300 milioni per la ripartenza, Trento è nella confusione e al momento ci pensa lo Stato

L'ordinanza di Fugatti (corretta dallo stesso dopo 2 giorni) di fatto sblocca i cantieri ma non c'è chiarezza su nulla (è anche cambiato il destinatario della domanda di apertura). E mentre le uniche cose concrete arrivano da Roma (bonus alimentare e i 600 euro per lavoratori) e si chiedono risposte sulla scuola e sugli affitti, sull'economia e il lavoro l'Alto Adige stanzia risorse su tutti i settori (compresi contributi da 420 sino a 555 euro per il canone)

Di Luca Pianesi - 16 aprile 2020 - 13:27

BOLZANO. Due province gemelle oggi, come mai prima, lontane, divise e soprattutto su due binari diversi che sembrano spingere i territori verso futuri molto differenti. In Alto Adige (dove si sono adottate strategie chiare e da subito ci si è affidati ai tamponi facendone circa 1.000 al giorno in maniera costante mentre il Trentino nonostante l'accelerazione delle ultime due settimane resta quart'ultima in Italia, dati protezione civile qui sotto, e ne ha fatti meno anche della Calabria regione che ha intere province con positivi a crescita zero e meno di 1.000 contagi totali) la curva dell'aumento dei positivi da coronavirus ormai da settimane viaggia su livelli dimezzati rispetto al Trentino (solo ieri il rapporto tamponi/contagiati a Bolzano era del 4,9% e a Trento era del 9%) e anche le politiche per la ripartenza paiono diversissime.

 

 

 

In Trentino il caos regna sovrano e anche l'unico provvedimento che la Giunta ha preso autonomamente dallo Stato, quello sulla riapertura dei cantieri all'aperto e al chiuso sta diventando un ginepraio senza uscita, con lo stesso presidente Fugatti a dichiarare (sempre pubblicamente a microfoni di Tv o di conferenze stampa in streaming) ai sindacati prima che lui ''va avanti'', a TgCom24 che ''attendiamo la parte scientifica i rapporti con i sindacati e gli imprenditori'', nell'ordinanza del 13 aprile prevedeva che le domande andassero fatte al Commissariato del Governo, in quella di due giorni dopo, del 15 aprile, nata per correggere la prima (che era stata realizzata con calma proprio per evitare sbagli, aveva detto) le domande vanno presentate alla Provincia.

 

Per non parlare della confusione trasmessa dal presidente in diretta in conferenza stampa ieri sulla scuola dove ai genitori che chiedevano risposta su dove lasciare i loro figli, con  le scuole chiuse, quando dovranno tornare al lavoro lui ha detto che il problema è un problema. Nessuna risposta, poi, ai tanti che hanno affitti aperti e che senza paga rischiano di non potersi permettere nemmeno un tetto sopra la testa. Fortunatamente per ora è arrivato lo Stato che ha stanziato sia il bonus alimentare (3 milioni di euro per i trentini) che l'integrazione al reddito (i 600 euro di aiuto a lavoratore: in Trentino ci sono state oltre 40.000 domande) e tutto ciò grazie anche all'Europa che ha sospeso il Patto di Stabilità permettendo di contrarre nuovo debito e ha immesso risorse con l'acquisto di titoli di stato italiani. Insomma, quel che per ora si vede di concreto nella Provincia Autonoma di Trento arriva da Roma grazie all'ok di Bruxelles (tolti circa 4 milioni stanziati a pioggia, 500.000 per esempio per 8 enti culturali). E ora si spera che almeno la Provincia permetta al Comune di Trento di sbloccare i 15 milioni di euro di avanzo di bilancio 2019 che permetterebbero al capoluogo di respirare e ripartire. 

 

In Alto Adige la situazione è diametralmente opposta. Oltre ai provvedimenti nazionali, che ovviamente sono attivi anche lì, ieri la Giunta ha approvato due piani denominati ''Aiuto immediato Covid-19” e “Contributo straordinario al canone di locazione e per le spese accessorie – covid19” mettendo a bilancio una cosa come 300 milioni di euro soprattuto per il sostegno alle imprese, agli artigiani e all'agricoltura (anche se il presidente Kompatscher ha già spiegato che serviranno presto altre risorse: 500 milioni a breve termine e almeno 1 miliardo nel lungo periodo).

 

Dal lato famiglie e persone ''con queste misure provinciali - ha spiegato l’assessora provinciale alle politiche sociali, Waltraud Deeg - vogliamo sostenere quelle persone che, nonostante i danni economici che stanno subendo, non sono incluse tra i beneficiari di altre misure deliberate a livello nazionale”. Inizialmente queste misure avranno una validità di tre mesi e gli strumenti economici messi a disposizione ammontano a 7,5 milioni di euro. “Lo scopo è quello di aiutare le persone in maniera semplice e non burocratica” aggiunge l’assessora.

 

Per quanto riguarda la misura “Aiuto immediato Covid-19” si tratta di un importo massimo di 800 euro per ciascuna famiglia che verrà erogato per tre mesi. Hanno diritto a questo sostegno quei cittadini che, a causa della situazione di emergenza, hanno perso il loro lavoro, hanno dovuto chiudere la loro attività o non hanno potuto avviare la loro attività lavorativa e non ricevono altri sostegni per ovviare alla mancanza di reddito. Si prevede che la domanda per ottenere questo sostegno potrà essere presentata a partire dal 24 aprile. A questo scopo deve essere compilato un modulo (scaricabile dal sito #AltoAdigesiriparte) che va quindi inviato via email al Distretto sociale competente.

 

Il “Contributo straordinario al canone di locazione e per le spese accessorie – covid19” invece mira a sostenere, sempre per un periodo di tre mesi, famiglie e cittadini che hanno in affitto un alloggio ed in questo momento, sempre a causa della situazione di emergenza Coronavirus, si trovano in difficoltà economiche.  Anche in questo caso si può fare domanda di contributo mediante un modulo presso il Distretto sociale competente. Gli importi vanno da 420 sino a 555 euro di contributo per il canone. L’ammontare dipende dal Comune di residenza e dal numero dei componenti del nucleo famigliare. Le stesse condizioni sono previste per il contributo le spese accessorie (importo da 100 a 140 euro) che può essere presentato se si occupa un alloggio di proprietà, in usufrutto o in affitto.

 

Sul piano economico le misure approvate si applicano a tutti i settori economici, dall'artigianato al commercio, dai servizi all'industria, dal turismo all'agricoltura. Fra le misure approvate figurano la sospensione fino a 24 mesi del pagamento della quota capitale relativamente ai mutui o finanziamenti leasing agevolati, l'estensione temporale delle definizioni di "nuova impresa" (da 24 a 36 mesi) e "successione d'impresa" (da 6 a 12 mesi), e una semplificazione dei procedimenti amministrativi. La semplificazione e il prolungamento dei termini riguarda le piccole imprese che hanno chiesto il sostegno provinciale per gli investimenti aziendali e per le aziende che hanno chiesto supporto per l'internazionalizzazione o la formazione del personale. Le associazioni di categoria e le loro cooperative, così come istituti, enti e organizzazioni che hanno già sostenuto spese per iniziative a favore di imprese poi annullate a causa delle misure restrittive legate all'epidemia da COVID-19 possono essere ugualmente ammesse a contributo. "E' fondamentale in questa fase offrire sostengo a tutte le imprese - ha sottolineato l'assessore provinciale ad agricoltura e turismo Arnold Schuler - anche a quelle che lavorano e commercializzano prodotti agroalimentari. Solo così potremo riattivare insieme il motore della nostra economia. Il settore del turismo, inoltre, particolarmente colpito da questa crisi, profitterà in particolare della moratoria sui pagamenti fino a 24 mesi. Nelle prossime settimane la campagna Restart di IDM inoltre contribuirà a risollevare passo passo il settore".

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 04 luglio 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

05 luglio - 06:01

I numeri sembrano bocciare l'operazione ragionieristica dell'assessore nel criterio selezionato per licenziare il ddl commercio, quello delle chiusure domenicali e festive di supermercati e negozi. L'unica a salvarsi sarebbe Venezia ma solo perché ha pochi residenti. Nemmeno le grandi capitali europee come Londra e Berlino rientrerebbero nella lista di Failoni

05 luglio - 08:17

Uno dei due ha tentato la fuga ma un poliziotto, grazie anche ad un cittadino, è riuscito a bloccarlo 

04 luglio - 19:17

Al largo dell'isola di Lesbo è iniziata la costruzione della barriera galleggiante lunga 2,7 chilometri, tanto voluta dal governo greco, che così spera di arrestare il flusso di migranti via mare provenienti dalle coste della Turchia

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato