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Coronavirus, entro lunedì il ddl contro la crisi economica. Le minoranze: ''Messi nell'angolo, non c'è condivisione e ascolto ma faremo la nostra parte''

Nella mattina di giovedì 23 aprile si è svolto un incontro tra le opposizioni da una parte, il presidente Fugatti e l'assessore Spinelli dall'altra parte per raccogliere i pareri sulla manovra straordinaria per fronteggiare l'emergenza coronavirus. Il presidente ha fornito i numeri di quella che si prospetta come una manovra di bilancio anti-crisi, che anticiperà tra maggio e giugno, la manovra di assestamento che si discute normalmente a luglio

Di Luca Andreazza - 23 aprile 2020 - 16:33

TRENTO. Le minoranze del Consiglio provinciale sono uscite deluse dall'incontro per delineare la manovra straordinario per far fronte alla crisi economica causata dall'epidemia Covid-19. "Vogliamo capire - commenta Paola Demagri (Patt) - come poter interloquire in maniera utile e propedeutica per dare risposte alla cittadinanza trentina. Dobbiamo prendere atto della poca disponibilità a confrontarsi e accogliere la proposta di un metodo di ascolto straordinario da parte della Giunta".

 

Nella mattina di oggi, giovedì 23 aprile, si è svolto un incontro tra le opposizioni da una parte, il presidente Maurizio Fugatti e l'assessore Achille Spinelli dall'altra parte per raccogliere i pareri sulla manovra straordinaria per fronteggiare l'emergenza coronavirus. Il presidente ha fornito i numeri di quella che si prospetta come una manovra di bilancio anti-crisi, che anticiperà tra maggio e giugno, la manovra di assestamento che si discute normalmente nel mese di luglio.

 

Un testo completo che arriva lunedì. "Siamo in fase di studio - spiega Fugatti - divulgare oggi una bozza soggetta a continue modifiche appare sconveniente, ma questo non compromette in alcun modo il lavoro congiunto che potremo fare. La ratio del ddl è quella di accelerare il più possibile: di qui la necessità di velocizzare le procedure intervenendo un po’ su tutti i settori. Sulla fase 2 ci sono interlocuzioni a livello nazionale sui settori da far partire e sul tema delle libertà individuali: non ce la sentiamo di allargare troppo le maglie e saremo cauti. Forse sulle ciclabili si potrà allentare qualcosa, ma siamo cauti sul resto. Sulle scuole attendiamo di sentire cosa dice la comunità scientifica, così come sulle attività artigianali".

 

Una Provincia che attende indicazioni anche da Roma. "Una manovra che sarà condizionata da due risposte che si attendono entro le prossime due settimane dal Governo - dice il governatore - sulla possibilità di sospendere per due anni gli accordi finanziari e sulla modifica delle norme che limitano ricorso al debito. Un disegno di legge suscettibile di modifiche da condividere il più possibile con il Consiglio nella sua interezza seguendo il rapporto istituzionale che c’è stato fin qui con i gruppi maggiormente rappresentativi e al netto delle posizioni di singoli consiglieri. Partiamo con questo disegno di legge che non pretendiamo sia esaustivo, che poi aggiusteremo anche sulla base delle risposte che arriveranno dal governo, sopratutto per il piano di investimenti pubblici che metta in moto le risorse che già ci sono e ne metta anche in campo altre. Potranno servire le risorse che lo stato ci darà, oltre a nuove risorse a debito che possiamo fare fin d’ora o con le eventuali modifiche alla possibilità di ricorso al debito".

 

Le minoranze hanno preso atto della poca disponibilità al confronto da parte della Giunta e del mancato accoglimento della proposta di adozione di un metodo di ascolto straordinario, mentre il presidente ha ribadito la volontà di procedere secondo un percorso ordinario, ma in un’ottica di rapporto straordinario: al netto delle risorse il testo sarà aperto, da migliorare con il contributo di tutti.

 

La stima indica che le mancate entrate per le casse provinciale si aggirano tra i 350 e i 400 milioni. "Teniamo conto di questo mancato gettito e andremo ad approvare una legge di assestamento che anticiperemo tra maggio e giugno. Abbiamo posticipato questo incontro - aggiunge Fugatti - perché attendiamo di parlare con ministro Francesco Boccia e avere risposta sulla nostra richiesta di sospensione per due anni dell’accordo di Milano e del patto di garanzia".

 

La risposta arriverà tra 15 giorni non appena sentito il Mef: "I 430 milioni dell’accordo e del patto corrispondono casualmente alla cifra che ci verrà a mancare e che ci servirà per operare le manovre economiche. Accanto a questo - prosegue Fugatti - abbiamo chiesto al ministro di immaginare una modifica della norma che limita l’accesso al debito. Questi due aspetti saranno cruciali per capire come possiamo procedere perché le modalità con cui affronteremo l’assestamento di bilancio e l’eventuale proseguo di questo disegno di legge dipenderanno dalle risposte da parte del Ministro".

 

Il consigliere provinciale Giorgio Tonini (Partito democratico) ha commentato la volontà del presidente di attivare un metodo istituzionale, seguire cioè le vie ordinarie e rinunciare a quelle straordinarie ipotizzate dalle minoranze che proponevano l’avvio di una “cabina di regia”, guidata dalla Giunta, per un coinvolgimento progettuale attivo delle opposizioni, delle forze sociali e delle articolazioni istituzionali del territorio. "Prendiamo atto con serenità di questa volontà e non abdicheremo certo al nostro ruolo di confronto nel merito".

 

Il consigliere Paolo Ghezzi ha chiesto a Fugatti di chiarire se ci sono dei rapporti preferenziali con alcuni gruppi di minoranza, cioè il significato delle parole "gruppi maggiormente rappresentativi" e "al netto delle posizioni dei singoli consiglieri". Il presidente ha subito replicato che si riferiva a rapporti politici, così come a prese di posizione più o meno istituzionali nei confronti della Giunta in questi mesi appena trascorsi. Quanto al disegno di legge tutti i gruppi sono uguali naturalmente.

 

"L'incontro chiarisce il ricorso al metodo 'ordinario' per affrontare questo passaggio. Non è la modalità che avevamo chiesto - dice l'ex governatore Ugo Rossi - ma questo non significa che non ci impegneremo a fornire le nostre competenze e sensibilità per provare a migliorare nell'ottica di maggiore condivisione possibile perché in questo momento ogni azione è benedetta. Certo, c’era un’aspettativa diversa e ci pare un’occasione sprecata perché lavorando insieme si sarebbe data una risposa alla comunità e resa un’immagine di sostanza e non solo di forma, più simile a quella offerta in occasione della tempesta Vaia".

 

Critico sul metodo anche Filippo Degasperi (Onda civica). "Siamo gli ultimi conoscere i contenuti del disegno di legge e questo spiace. Ribadisco lo scetticismo 'realistico' che avevo espresso fin dal principio circa la modalità di rapportarsi con le minoranze da parte del presidente. Avremmo avuto bisogno, ad esempio, di conoscere le risorse disponibili, richiesta mai assolta e il riferimento al debito rimane poco chiaro. Quanto alle polemiche, meglio definibili 'critiche', purtroppo le occasioni di confronto non ci sono state, se non nelle sedi istituzionali che sono blindate".

 

Le minoranze messe all’angolo. "La Pat - dice Alex Marini - ha la responsabilità di predisporre il bilancio e assegnare le risorse a un capitolo piuttosto che a un altro seguendo la consuetudine oppure secondo un metodo innovativo, vista l’emergenza. Sarebbe stato utile seguire quest’ultimo, non solo a parole. E’ evidente che la Giunta da un punto di vista mediatico ha il controllo della situazione e il ruolo delle minoranze è stato in questo senso umiliato, tagliate fuori da dati e notizie. Mi aspetto nei prossimi giorni almeno la condivisione dei numeri, delle risorse individuate dai diversi dipartimenti con i possibili tagli".

 

Parla di una socializzazione delle priorità e dei problemi Alessandro Olivi (Pd), ancor prima che degli strumenti. "Questa tragedia ha incontrato un Trentino già piuttosto fragile. Questa pandemia sconvolge punti di riferimento e la straordinarietà deve diventare patrimonio di tutti. Molte persone, singoli, imprese, famiglie, ci hanno chiesto di dare una mano e se la situazione è straordinaria occorre una preventiva socializzazione dei problemi, delle priorità, della situazione, che non fotografa i veri rapporti di forza della società, visto che rappresentiamo più del 50% dei cittadini che hanno votato l’aula. Ci doveva dunque essere un maggiore sforzo a raccogliere gli spunti collaborativi offerti. Interessa relativamente sapere la percentuale del fondo perduto alle imprese oppure comprendere la quadra rispetto agli interventi sul credito: non sugli strumenti, che dovete scegliere voi, serviva un confronto, bensì sulle priorità, sulle emergenze, sugli aspetti sui quali concentrarsi maggiormente".

 

Altro tema sul quale centrare l’attenzione, secondo Lucia Coppola (Futura) è l’investimento sul binomio salute-sicurezza nell’ambito del lavoro e la necessità di analizzare e valutare le necessità differenziate emergenti. La consigliera provinciale in quota Futura ha poi chiesto a Fugatti di chiarire se la Pat intenda disciplinare con una propria ordinanza la ripartenza dopo il 4 maggio oppure se si seguirà la strada governativa.

 

Puntuali le domande di Luca Zeni (Pd): se in questi provvedimenti si sta tenendo conto delle sollecitazioni che arrivano dai professionisti che non hanno ricevuto i benefici degli iscritti all’Inps, se è possibile avere il documento con i modelli sui quali si sta costruendo il programma delle riaperture e infine ha chiesto di chiarire la questione dei trasporti con riferimento all’apertura delle ciclabili in ottica di utilizzo del mezzo ecologico per gli spostamenti nella fase 2.

 

"Un disegno di legge a tutto tondo a sostegno di imprese, lavoratori e famiglie". L’assessore Achille Spinelli ha illustrato il ddl che prevede una serie di misure di sostegno al reddito e all’occupazione, delle imprese e dei lavoratori autonomi e liberi professionisti, della produttività, della competitività, dell’internazionalizzazione, della semplificazione dei procedimenti, della riconversione dei servizi sociali sospesi, della rivalutazione degli investimenti dei comuni finanziati nell’ambito della finanza locale.

 

L’intervento provinciale impone ai beneficiari protocolli etici con vincoli di occupazione e stipendiali, di sicurezza sul lavoro, valorizzazione delle filiere locali e sostenibilità ambientale. Sono previsti dei contributi straordinari per il contrasto della diffusione del Covid-19 e lo sviluppo di servizi innovativi e nuova imprenditorialità o conversione di quelle esistenti.

 

Si prevedono contributi a fondo perduto in favore delle microimprese legati alla perdita di fatturato o per cessazione dell’attività conseguenti all’emergenza. Un contributo che può essere maggiorato in conseguenza di canoni di locazione subiti o sopportati fino a 1.000 euro per tre mensilità. E’ previsto il ristoro del canone di locazione per il locatore con l’abbattimento del credito d’imposta sui canoni rinunciati. Viene introdotto uno strumento per le piccolissime imprese che devono forzatamente cessare l’attività, sotto forma di una sorta di cassa integrazione per un periodo di quattro mesi, misurati in circa 600 euro al mese.

 

Si punta sullo sviluppo della piattaforma tecnologica per il potenziamento del commercio elettronico in Trentino e sulla digitalizzazione e innovazione promuovendo l’accelerazione della transizione al digitale del sistema trentino e l’accesso online ai servizi pubblici: un passaggio per arrivare ad un e-government di livello come disposto dall’agenda digitale.

 

Sulla semplificazione gli articoli sono ancora in fase di implementazione ma si prevede tra gli altri l’accelerazione di procedimenti amministrativi e delle procedure sulla concessione dei contributi. Interventi in ragione dell’emergenza anche sull’edilizia e sulle agevolazioni a soggetti che stanno usufruendo di muti. Per il bonus alimentare si prevede un incremento. Per il personale sanitario, il testo contiene la previsione di un riconoscimento economico temporaneo, sentiti i sindacati, commisurato al rischio ed effettivo disagio lavorativo sofferto. E ancora, semplificazione per il rilascio delle autorizzazioni dei titoli edilizi, ipotesi di prospettive per il settore turistico attraverso il cambio d’uso ecc. Su un canale autonomo, ma parallelo viaggia il credito d’imposta che cerca di integrare investimenti infrastrutturali in ambienti lavorativi finalizzati alla prevenzione della pandemia. Spinelli ha infine ribadito, nei limiti delle disponibilità, un margine di manovra su alcuni elementi di proposta delle minoranze.

 

I consiglieri Ugo Rossi, Paolo Ghezzi, Pietro Degodenz, Filippo Degasperi e Alex Marini hanno espresso perplessità per una proposta che prevede degli elementi di carattere urgente legati all’emergenza e altri di prospettiva con l’obiettivo di cercare deroghe a norme vigenti, una sorta di legge omnibus che prefigura degli sviluppi. La richiesta poi è quella di poter ottenere una istruttoria da condividere, mentre il testo dovrebbe arrivare entro lunedì.

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