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Coronavirus, Cgil e Cisl a Segnana: ''Siamo ancora in emergenza, lavoriamo per uscirci. Poi dovrà assumersi le responsabilità e non saranno inaccettabili gli scaricabarile''

I sindacati Cgil e Cisl intervengono sulla polemica che si è sollevata dopo che l'assessora ha provato a scaricare le responsabilità sulle case di riposo dell'attuale situazione. Diaspro e Pallanch: "S’avanza una legittima richiesta di verità e giustizia per quanto accaduto da parte di operatori in prima linea senza armi adeguate. Mai stati coinvolti ma disponibili a collaborare per risolvere la situazione"

Di L.A. - 21 aprile 2020 - 23:30

TRENTO. "Sulle Apsp e Rsa trentine il dibattito non può spostarsi esclusivamente sul versante delle responsabilità". Così Luigi Diaspro (Fp Cgil) e Giuseppe Pallanch (Cisl Fp), che aggiungono: "Ci deve essere un tempo per tutto. Oggi è ancora il tempo dell’emergenza, dei contagi, dei decessi, degli operatori stremati, spesso senza sufficienti dispositivi di protezione, spossati da una condizione di lavoro inimmaginabile che prosegue da oltre mese e che non accenna a diminuire".

 

I sindacati Cgil e Cisl intervengono sulla polemica che si è sollevata dopo che l'assessora Stefania Segnana ha provato a scaricare le responsabilità sulle case di riposo. "Ci deve essere il tempo delle responsabilità, quelle politiche sembrano tante e per certi versi già evidenti nella ricostruzione dell’intera vicenda, quelle organizzative e gestionali, così come quelle proprie del datore di lavoro per la salute e sicurezza dei propri dipendenti. Ma non è il tempo della polemica".

 

Una politica che guida un Trentino che fino a quasi fine marzo (dunque per tutta la fase più critica dell'epidemia) è stato tra i territori d'Italia che ha puntato meno sui tamponi e per arrivarci sono state necessari i sindacatile lettere dell'Ordine dei medici e degli Infermieri che, disperati, hanno chiesto al presidente Fugatti e all'assessora Segnana di cambiare strategia altrimenti, testuale, ''questa guerra non la vinceremo'' (Qui articolo).

 

"S’avanza una legittima richiesta di verità e giustizia per quello che fin qui è accaduto - dicono Diaspro e Pallanch - da parte di operatori prima inviati in prima linea senza armi adeguate e poi beffardamente indicati come prima causa del contagio, da parte di parenti che scoprono oggi che il diritto alla cura per i propri cari è stato limitato nei fatti, per la contingenza dell’emergenza, ma anche per precise disposizioni dell’Autorità sanitaria trentina".

 

Ma intanto l’emergenza continua e non accenna a diminuire nelle Rsa. "I contagi qui rappresentano quasi un terzo del totale e i decessi sono raddoppiati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, Covid o non Covid. Siamo appena al 50% dei tamponi tra gli ospiti e non è dato sapere quanti siano quelli effettuati sul personale. E il tampone, in attesa anche della diffusione dei test sierologici nel settore, è l’unico strumento per l’individuazione certa dei contagiati e l’adozione di concrete ed efficaci misure di contenimento. Le mascherine oggi sembrano disponibili, ma le carenze riguardano i camici, con le scorte affatto rassicuranti".

 

Fp Cgil e Cisl Fp del Trentino hanno predisposto un documento, insieme alle categorie dei pensionati in cui, a partire dall’analisi delle difficoltà fin qui registrate, chiedono a Provincia, Apss e Upipa la convocazione urgente di un tavolo per affrontare il tema dell’emergenza in corso, in un quadro tuttavia di prospettiva per l’adozione condivisa di strumenti e modalità adeguati alla nuova condizione di lavoro degli operatori dei servizi.

 

"Il rischio del contagio - proseguono Diaspro e Pallanch - comporta un mutamento sostanziale della tipologia e modalità di lavoro, delle condizioni di sicurezza da garantire, dei carichi di lavoro, della formazione, delle professionalità necessarie, in rapporto ad esigenze sempre più sanitarie nelle strutture come nei servizi domiciliari. Continuiamo a lamentare, da oltre un mese, l’assenza del coinvolgimento delle parti sociali. Nessun confronto per il monitoraggio e la verifica delle condizioni di sicurezza nelle Apsp, malgrado l’istituzione di un tavolo specifico per le Rsa che si è bloccato alla prima convocazione: ci hanno chiesto chi doveva fare cosa visto che i Protocolli operativi erano impeccabili, le Linee guida pure. Abbiamo risposto, con un articolato documento contenente anche proposte. Più nulla. Nessun confronto, neppure sull’istituzione delle strutture intermedie di Pergine e Volano: non conosciamo il progetto, gli organici e le professionalità previste".

 

Un altro nodo è la carenza di personale. "Una carenza di unità ammalate, contagiate o comunque assenti non più sopportabile - continuano i sindacati - che costringe i superstiti a turni massacranti di 12 ore continue da oltre un mese a questa parte. A questo personale, cui in prima battuta veniva detto di non indossare le mascherine per non spaventare gli anziani ospiti, adesso viene indirettamente accollata la responsabilità di aver portato il contagio dentro alle strutture o di praticare assenteismo".

 

La richiesta è quella di risorse per valorizzare l'impegno del personale sanitario impegnato in prima linea e per fronteggiare l'emergenza coronavirus. "Ci vogliono risorse specifiche e aggiuntive - evidenziano Fp Cgil e Cisl Fp - monitoraggio e controllo costante della situazione, tamponi a tutti gli utenti e operatori, sicurezza e formazione per medici, operatori sanitari, socio sanitari e assistenziali, sanificazioni periodiche delle strutture, rispetto degli standard qualitativi e quantitativi dei servizi in relazione alla riduzione del personale conseguente all'emergenza Covid-19 e alla minore presenza dei familiari e del volontariato. E ancora, garantire il diritto alla cura alla persona anziana e favorire i contatti telefonici o via web con le famiglie".

 

Poi sarà il tempo delle responsabilità. "E ciascuno dovrà assumersi le proprie e non saranno possibili gli inaccettabili scaricabarile di oggi", concludono Diaspro e Pallanch.

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