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| 31 mar 2020 | 23:18

Coronavirus, i sindacati: ''Maggiore attenzione alla Rsa. C’è ormai differenza assoluta tra proclami e quanto registriamo ogni giorno nei posti di lavoro''

I sindacati intervengono nuovamente sulla estensione dei contagi nelle case di riposo: "Anche alla luce delle dichiarazioni provinciali circa la disponibilità di Dpi idonei per le tutti i lavoratori in prima linea, è sempre stato risposto che le mascherine chirurgiche verranno fornite solo in caso di presenza di pazienti o operatori positivi al Covid-19. Cioè troppo tardi"

Coronavirus, i sindacati: Maggiore attenzione alla Rsa
di Redazione

TRENTO. "Veniamo informati che ancora oggi ci sono strutture in cui le mascherine in dotazione sono quelle a suo tempo distribuite dalla Protezione civile e che hanno originato infinite polemiche sulla reale efficacia". Così Luigi Diaspro (Fp Cgil), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Marcella Tomasi (Uil Fpl), che aggiungono: "Agli operatori della Rsa Sacra Famiglia di Rovereto, nonostante reiterate richieste di sostituzione di questo tipo di mascherine, anche alla luce delle dichiarazioni provinciali circa la disponibilità di Dpi idonei per le tutti i lavoratori in prima linea, è sempre stato risposto che le mascherine chirurgiche verranno fornite solo in caso di presenza di pazienti o operatori positivi al Covid-19. Cioè troppo tardi".

 

I sindacati intervengono nuovamente sulla estensione dei contagi nelle case di riposo. "Ogni giorno - proseguono Diaspro, Pallanch e Tomasi - coinvolge sempre più strutture e sembra inarrestabile, le misure di contrasto messe in campo non sono adeguate, alla luce delle segnalazioni che da più parti arrivano. "Occorre garantire i servizi ma occorrono certezze sulla fornitura adeguata di dispositivi di protezione individuale. E' intollerabile che in strutture non ancora raggiunte dall’epidemia si lesini su mascherine e tamponi".

 

Nel mirino anche la situazione a Predazzo. "Ci sono segnalazioni - evidenziano i sindacati - di carenza e inadeguatezza di dpi e tamponi, ma anche l'assenza di un coordinamento efficace tra i soggetti in campo. Nelle Rsa in cui il virus ha fatto il suo ingresso non è stato possibile il suo contenimento: l’evidenza dei fatti lo ha dimostrato. Va quindi fatto il possibile per tenere fuori l’epidemia da queste strutture: fornendo idonei dpi al personale e garantendo tamponi preventivi a tutti gli operatori".

 

In questo senso si è mossa la Apsp di Transacqua. "Sappiamo che fatto richiesta all’Apss di tamponi per tutti gli operatori. I lavoratori, nostro tramite, si sono uniti alla richiesta perché sanno che la loro sicurezza è la sicurezza degli ospiti, oltre che di tutti noi. C’è ormai una differenza assoluta tra proclami di interventi e misure di sicurezza e quanto registriamo nei posti di lavoro, ogni giorno. A questo personale occorrono parole di verità per il rispetto dovuto al loro lavoro e al rischio concreto che si stanno assumendo", concludono Diaspro, Pallanch e Tomasi.

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