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| 16 mag 2020 | 22:48

Coronavirus, i sindacati: ''Il protocollo sicurezza in Rsa è un punto di partenza per ridiscutere tutte le criticità emerse durante la fase più acuta dell’emergenza''

Fin dal 27 marzo, Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto l’attivazione di un tavolo di sicurezza Covid-19 per le Rsa. Una fase in cui tanti operatori e tantissimi ospiti si sono contagiati, ammalati, tanti anziani sono deceduti. Diaspro, Pallanch e Tomasi: "Una fase in cui al sindacato non è stato riconosciuto il proprio ruolo di rappresentanza dei lavoratori: serve tavolo di confronto per pianificare il futuro del comparto"

Coronavirus, i sindacati: Il protocollo sicurezza in Rsa è un punto di partenza per ridiscutere tutte le criticità emerse
di Redazione

TRENTO. "Grazie alle nostre forti sollecitazioni, oggi siamo alla vigilia dell’adozione del Protocollo sicurezza Covid-19 nelle Case di riposo", dicono Luigi Diaspro (Fp Cgil), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Marcella Tomasi (Uil Fpl), che aggiungono: "Strumento fondamentale in una fase in cui, ancora in emergenza, devono diventare strutturali le misure di prevenzione e sicurezza, le modalità di lavoro e di cura a maggiore caratterizzazione sanitaria, la formazione e l’informazione diffusa tra gli operatori, l’adeguatezza e la disponibilità di dispositivi di protezione a partire dalla mascherine".

 

"Le richieste delle organizzazioni sindacali confederali – spiegano ancora - sono state ampiamente recepite nelle linee guida, tratteggiando un documento che, se adottato con tempestività dal Coordinamento provinciale, può consentire chiarezza, consapevolezza e maggiore sicurezza nelle strutture: si riconosce la partecipazione delle organizzazioni Cgil, Cisl, Uil come valore e non come orpello. Un buon punto di partenza dopo una fase oggettivamente complicata».

 

Fin dal 27 marzo, Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto l’attivazione di un tavolo di sicurezza Covid-19 per le Rsa. Una fase in cui tanti operatori e tantissimi ospiti si sono contagiati, ammalati, tanti anziani sono deceduti. "Una fase in cui al sindacato non è stato riconosciuto il proprio ruolo di rappresentanza dei lavoratori, in cui sono prevalse logiche che, nell’emergenza, hanno messo in quarantena anche i diritti contrattuali".

 

"Il tema dei tamponi sistematici a personale e ospiti, chiesto fin dalle prime fasi come strumento unico per un’indagine anche sugli asintomatici, è finalmente recepito nelle linee guida: alla luce anche delle disponibilità e dell’alto numero dei tamponi che colloca oggi il Trentino al primo posto tra le regioni italiane. Confidiamo che si archivi in fretta una fase di incertezza sul punto e di grave preoccupazione e stress tra gli operatori, che potranno contare su uno strumento di verifica periodica del proprio stato di salute".

 

Oggi è però anche il tempo di affrontare sul piano dell’organizzazione del lavoro le tante questioni aperte dall’emergenza nelle Rsa. "Orario e carichi di lavoro, sospensione dei turni di 12 ore che hanno sfinito il personale, programmazione delle ferie, condizioni di lavoro e rapporto ospiti operatori alla luce delle nuove modalità di lavoro a forte esigenza sanitaria, il tema delle indennità e dell’adeguatezza degli organici in relazione all’apertura delle strutture di 'transito' per i nuovi inserimenti e delle strutture 'covid', oltre che della necessità di presidiare aree e spazi separati Covid – non Covid nelle stesse strutture ma col medesimo personale in organico prima dell’emergenza".

 

La richiesta è quello dell'apertura di un tavolo di confronto urgente. "Necessario stanziare apposite risorse per riconoscere in modo strutturale e non una tantum il ruolo fondamentale di questi operatori per garantire accudimento e vicinanza ai nostri anziani", concludono Diaspro, Pallanch e Tomasi.

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