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FuturPharma, Federfarma, Nursing Up e sindacati: ''L'Apss definisca assieme a noi un protocollo condiviso per la Fase-2. Siamo d'accordo con gli Ordini sanitari"

I presidenti di FuturPharma, Andrea de Battaglia, e dell’Associazione titolari farmacia, Paolo Betti: "Ottima proposta che punta a rafforzare i programmi di educazione sanitaria concreti ed efficaci, di sana e vera prevenzione e di sorveglianza sanitaria attiva. Ce n’è particolarmente bisogno oggi perché, anche in Trentino, stiamo entrando a pieno regime nella fase 2. Ora più che mai serve una strategia sanitaria efficace per tenere sotto controllo l’epidemia”

Pubblicato il - 16 May 2020 - 18:34

TRENTO. Dopo la lettera degli ordini sanitari sulla fase 2  inviata al presidente della Provincia, Maurizio Fugatti e all’assessora alla salute, Stefania Segnana, adesso anche FuturPharma Trentino-Alto Adige e Associazione titolari di farmacia Trento, insieme a Cgil Cisl Uil del Trentino e Nursing Up del Trentino, si uniscono al coro di richiesta di una strategia per il contenimento del contagio del coronavirus basata sulla capillare diffusione di test sierologia, validati e certificati, a tutta la popolazione.

 

“Abbiamo apprezzato la proposta degli ordini - spiegano i presidenti di FuturPharma, Andrea de Battaglia e dell’Associazione titolari farmacia, Paolo Betti - perché punta a rafforzare i programmi di educazione sanitaria concreti ed efficaci, di sana e vera prevenzione e di sorveglianza sanitaria attiva sulla globalità della popolazione trentina in chiave di mitigazione dei rischi connessi al contagio da nuovo coronavirus e quindi di contenimento della sua diffusione. Ce n’è particolarmente bisogno oggi perché, anche in Trentino, stiamo entrando a pieno regime nella fase 2 in cui riprendono tutte le attività economiche e si allentano le restrizioni alle libertà di movimento. Ora più che mai serve una strategia sanitaria efficace per tenere sotto controllo l’epidemia”.

 

Le due associazioni rappresentanti i farmacisti del Trentino sono infatti convinte che questo sia il momento più utile per implementare l’uso di test sierologici rapidi, purché certificati e validati almeno a livello europeo, e allargarli alla più ampia fetta di popolazione trentina possibile. E anche su questo punto hanno trovato la condivisione e l’appoggio dei segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti e del coordinatore provinciale di Nursing Up Trentino, Cesare Hoffer. 

 

“Assieme all’uso corretto di mascherine, solo e quando in prossimità di altre persone, distanziamento sociale e igiene personale - proseguono de Battaglia e Betti - crediamo sia tempo di definire insieme all’Azienda sanitaria un protocollo condiviso per il varo di un programma di screening epidemiologico, razionale, ben organizzato, coordinato e definito, dal forte impatto profilattico e civico. Proponiamo quindi di approfondire l'uso di test sierologici rapidi, soprattutto su soggetti asintomatici, in abbinamento ai già utilizzati prelievi sanguigni e ai tamponi per la conferma di positività. Questa azione sperimentale potrà contribuire a ridurre la diffusione del contagio, portando la curva a valori prossimi allo zero”.

 

Secondo Oms ed altre istituzioni internazionali i test sierologici rapidi (Poc test) hanno un importante scopo di ricerca e valutazione epidemiologica, quindi di profilassi e di intercettazione dei soggetti asintomatici potenzialmente infetti e contagiosi. Attraverso il loro uso, semplice ed economico, questa azione è oggi possibile e può essere ampia, rapida e precoce. “Questa strategia - affermano i presidenti di FuturPharma Trentino-Alto Adige e Associazione titolari di farmacia Trento - è già esplicitata in un progetto dettagliato che siamo pronti e disponibili a sottoporre all’attenzione degli organi competenti. Progetti di questo tipo sono recentemente stati avviati in alcune regioni italiane ed in importanti istituzioni sanitarie nazionali ed internazionali. Insieme alle nuove terapie ormai utilizzate nella medicina territoriale con esiti positivi, i test possono consentire una diminuzione dei ricoveri ospedalieri, un contenimento dei costi sanitari ed un allentamento in sicurezza delle misure restrittive, in un’ottica di miglioramento generale della sanità pubblica”.

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