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Coronavirus, i medici a Fugatti: ''Non limitarsi a monitoraggio dei sintomi, cercare asintomatici: il Trentino può fare screening unici in Italia e tornare dove merita''

L'Ordine dei medici scrive alla Provincia: "I dati ufficiali forniti dalla protezione civile dimostrano la preoccupante situazione in cui si trova la nostra Provincia e ci obbligano a intervenire per dare il suo contributo in idee e proposte per meglio governare la delicata fase di rientro alla 'nuova normalità'"

Di Luca Andreazza - 01 maggio 2020 - 10:35

TRENTO. "Il Trentino, in forza della sua Autonomia e della sua dimensione, può fare da laboratorio, per un progetto di screening unico in Italia", queste le parole di Marco Ioppi, numero uno dei medici, che aggiunge: "Si può garantire, anche attraverso una trasparente e appropriata comunicazione, la sicurezza ai cittadini, nel momento in cui si tenta di rimettere in moto anche l’economia. Questa è una occasione imperdibile per ridare al territorio il posto che, con le sue potenzialità, si merita".

 

Il piano sanitario e la strategia adottata per fronteggiare l'emergenza coronavirus non sembrano così definiti. Ci sono voluti 2 mesi per una ricognizione nel comparto delle case di riposo per ottenere un quadro più chiaro, seppur ancora incompleto (Qui articolo). Le tabelle delle Apss riportano poi ancora "0" asintomatici quando c'è uno studio di Vo' Euganeo che si è rivelato la chiave di volta nella gestione di Covid-19 in Veneto (Qui articolo). 

 

L'Ordine dei medici è più volte intervenuto in modo costruttivo per chiedere un cambio di strategia quando la situazione sembrava sfuggire di mano (Qui articolo) oppure per proporre soluzioni per ridisegnare la medicina territoriale (Qui articolo) e seguire le persone positive nelle strutture ricettive per salvaguardare la salute di pazienti e famiglia (Qui articolo). 

 

E il presidente Ioppi ritorna a scrivere al governatore Maurizio Fugatti alle soglie della fase 2. "I dati ufficiali forniti dalla protezione civile - aggiunge Ioppi - dimostrano la preoccupante situazione in cui si trova la nostra Provincia e obbligano l’Ordine a intervenire per dare il suo contributo in idee e proposte per meglio governare la delicata fase di rientro alla 'nuova normalità'. La medicina del territorio, in un piano medico di riorganizzazione, deve avere un ruolo fondamentale per riconoscere, identificare e gestire in prima istanza i nuovi cluster di malattia, che inevitabilmente si presenteranno".

 

L’Ordine per i tanti medici colpiti dal contagio e per i tanti, troppi, medici morti nello svolgimento del loro doverei, compreso una professionista attiva e molto stimata in val di Fassa (Qui articolo), chiede un ulteriore step. "Abbiamo titolo e merito - conclude Ioppi - per richiedere con forza che venga attuato immediatamente e continuativamente un programma di screening, basato sull’estensione dell’uso dei tamponi a partire dagli operatori sanitari che non si limiti al monitoraggio dei sintomi, ma orienti la ricerca anche sui portatori asintomatici ora incomprensibilmente del tutto dimenticata: l’esperienza del Veneto con i suoi dati incoraggianti insegna".

 

 

 

 

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