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Coronavirus, l'Ordine degli Infermieri: ''Dalle autorità politiche interventi lenti e poco ascolto''

L'Ordine già in passato assieme ad altre professioni sanitarie aveva fatto pervenire alla Provincia alcune proposte di interventi da poter adottare sia per proteggere dal contagio il personale sanitario ma anche per affrontare meglio la pandemia. Gran parte delle proposte sono rimaste lettera morta 

Pubblicato il - 09 November 2020 - 08:20

TRENTO. Tracciamento saltato, numeri di test rapidi che nessuno vuole comunicare ufficialmente facendo mancare quella necessaria trasparenza nei confronti della cittadinanza e una situazione del contagio che ogni giorno che passa peggiora (QUI L'APPROFONDIMENTO). E' in questo quadro che l'Ordine degli Infermieri denuncia ancora una volta la mancanza di provvedimenti necessari per riuscire ad affrontare la pandemia.

 

I morti continuano ed essere contati ogni giorno e le strutture al momento, sia Rsa che ospedali, soffrono di una grave mancanza di personale. Operatori che si sono ammalati e che la procedura di sostituzione tra lungaggini burocratiche, lentezza dei tamponi e altro, porta al rischio, come già denunciato dai sindacati, che nelle case di riposo manchino addirittura i pasti per gli anziani. (QUI L'ARTICOLO)

 

L’Ordine, anche in forma congiunta con gli altri Ordini delle Professioni Sanitarie e Sociali della nostra Provincia, si è rivolto anche di recente alle autorità politiche e sanitarie sollecitando interventi volti a garantire la sicurezza degli infermieri e di tutti gli operatori sanitari, suggerendo strategie per tentare di rallentare la diffusione dei contagi e le dirette conseguenze sulla salute dei cittadini, in primis sulle persone anziane e fragili.

 

Dobbiamo prendere atto, con rammarico, che solo qualche nostro suggerimento è stato attuato. E, purtroppo, senza la necessaria tempestività” ha scritto il presidente dell'Ordine degli infermieri, Daniel Pedrotti, in un editoriale che sarà pubblicato nei prossimi giorni nel notiziario “Professione infermiere”. Gli infermieri, così come tutti gli altri professionisti ed operatori sanitari, per settimane hanno assistito pazienti in situazioni complesse, con alto rischio di essere contagiati e di ammalarsi. Un impegno che si sta portando avanti anche in questa seconda ondata dove i numeri del personale sanitario contagiato continuano a salire.

 

A denuncialo sono stati nei giorni scorsi i sindacati. "L'epidemia è in espansione e siamo preoccupati: sono tantissimi gli operatori positivi: 160 unità del personale sanitario hanno contratto Covid-19" hanno affermato Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp, Silvano Parzian, Sandro Pilotti e Alfio Traverso del settore sanità nel sindacato di via Degasperi.

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