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''Personale sanitario provato dalla pandemia e frustrato dalla mancanza di attenzione della politica. Ci appelliamo ai cittadini: aiutate chi vi aiuta''

La Cisl funzione pubblica riferisce che c'è grandissima preoccupazione nel comparto sanitario per il peggioramento della situazione epidemica sul territorio: ''Gli operatori sono delusi dai premi Covid, parziali e insufficienti; anche nella seconda fase le risorse sono insufficienti senza dimenticare che siamo già in ritardo per riconoscere il triennio contrattuale 2019/2021 con l’adeguamento dei tabellari di tutto il personale impegnati. Non abbiamo ancora le dovute risposte sugli organici''

Pubblicato il - 31 ottobre 2020 - 19:20

TRENTO. "Tutto il personale sanitario e non è già molto provato e nuovamente sotto pressione dopo una breve tregua estiva". Queste le parole di Giuseppe Pallanch, segretario assieme a Silvano Parzian, Sandro Pilotti e Alfio Traverso della Cisl Fp, che aggiunge: "Ritorniamo a evidenziare la necessità di procedure ferme per la sicurezza di tutti gli operatori che lavorano nei servizi e nelle strutture sanitarie e socio-assistenziali e nei servizi territoriali pubblici e privati in ordine alla seconda ondata che caratterizza l'emergenza Covid-19".

 

C'è grandissima preoccupazione nel comparto sanitario per il peggioramento della situazione epidemica sul territorio. "La Provincia - commentano dalla Cisl Fp - non ha coinvolto le parti sociali e i lavoratori nella prima fase, non c'è stato confronto per pianificare la ripresa e le misure necessarie. Anche sulle misure organizzative  il personale non è stato coinvolte e tocchiamo con mano la preoccupazione e la rabbia di tutti gli operatori. Il Trentino è purtroppo nuovamente in emergenza e assistiamo a procedure ancora confuse e farraginose nonostante l'esperienza fin qui maturata".

 

La Cisl Fp ritorna a chiedere provvedimenti chiari. "Ci troviamo in una seconda ondata - aggiungono Pallanch, Parzian, Pilotti e Traverso - ma l'approccio è simile a quello della prima fase. Si deve cercare di anticipare quanto più possibile le mosse e non ritrovarsi sempre a inseguire gli eventi, registriamo poi con rammarico che le misure non sono omogenee in tutto il territorio per contenere il contagio di coronavirus. I nostri lavoratori sono già provati e dobbiamo salvaguardare gli operatori impegnati in prima linea che seguono turni spesso massacranti e molto stressanti".

 

Il sindacato di via Degasperi rimarca la necessità di trovare soluzioni condivise, altrimenti il risultato è solo quello di peggiorare anche il clima e togliere motivazione al personale. "Gli operatori sono delusi dai premi Covid, parziali e insufficienti; anche nella seconda fase le risorse sono insufficienti senza dimenticare che siamo già in ritardo per riconoscere il triennio contrattuale 2019/2021 con l’adeguamento dei tabellari di tutto il personale impegnati. Non abbiamo ancora le dovute risposte sugli organici su tutto il personale sanitario, oss e anche quello tecnico che non viene sostituito a seguito dei pensionamenti. Una spending review sulla sanità che giudichiamo scellerata. Sono troppi i tentennamenti e le indecisioni della politica: ci appelliamo ai cittadini per colmare le lacune di piazza Dante, serve la loro responsabilità per aiutare chi ci aiuta", concludono Pallanch, Parzian, Pilotti e Traverso

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