Emergenza aggressioni contro il personale sanitario, la Cisl: "Annunci e promesse ma ancora poche azioni concrete"
L'intervento della Funzione pubblica della Cisl dopo che un operatore è stato aggredito al pronto soccorso dell'ospedale di Trento: "Necessario aumentare gli organici in pronto soccorso per garantire più presenza e forza ai turnisti che si trovano sempre soli a dover gestire situazioni complesse e pericolose, anche per gli altri pazienti e familiari accompagnatori"

TRENTO. "Tanti annunci e molte promesse ma purtroppo ancora poche azioni concrete”. Queste le parole di Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp, con Sandro Pilotti, Alfio Dalvai e Walter Traverso, delegazione del settore Sanità per il sindacato, nel commentare l’ennesima aggressione ai danni del personale sanitario. “Esprimiamo solidarietà nei confronti dell’operatore e ribadiamo la necessità di maggiori tutele”.
Negli scorsi giorni un infermiere del pronto soccorso dell’ospedale di Trento è stato colpito con un pugno da un paziente.
Un ennesimo caso. "E' grave che non ci si riesca a prendere cura di chi ci cura. E' ora che l'Apss esca dall'immobilismo e intervenga con tempestività. Un sistema è attrattivo se è sicuro. La responsabilità è tanta e l’impegno gravoso, i dipendenti devono poter lavorare sereni e non temere che possa capitare qualcosa di grave”.
Necessario per la Cisl “aumentare gli organici in pronto soccorso per garantire più presenza e forza ai turnisti che si trovano sempre soli a dover gestire situazioni complesse e pericolose, anche per gli altri pazienti e familiari accompagnatori”.
La Cisl chiede una campagna di sensibilizzazione e di investire nel settore sanitario a cominciare dal blocco delle esternalizzazioni e sulla valorizzazione del personale. "Il servizio sanitario va tutelato a tutti i livelli perché le ricadute sono percepite direttamente sul cittadino", concludono Pallanch, Pilotti, Dalvai e Traverso.













