"Basta aggressioni agli operatori sanitari, i vertici dell'Apss si prendano piena responsabilità", Pallanch (Cisl): "Siamo stanchi degli annunci, ora misure concrete"
Le parole di Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fpm, dopo l'ennesimo caso di aggressione al personale sanitario al pronto soccorso di Trento: "È il momento di mettere in campo misure di prevenzione concrete perché i nostri operatori non possono e non devono essere lasciati soli. Siamo stanchi degli annunci"

TRENTO. "Non lasciamo soli gli operatori. Servono misure efficaci e piena responsabilità dei vertici".
Queste le parole di Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp, con Sandro Pilotti, segretario del settore sanità, sui casi di aggressione al personale sanitario, l'ultimo dei quali andato in scena nella giornata di ieri, venerdì 5 settembre. “Episodi che purtroppo sono sempre più ricorrenti e che denunciamo ormai regolarmente e con forte preoccupazione”.
Il sindacato di via Degasperi chiede un cambio di passo immediato e deciso: "Serve a poco intervenire dopo che ci sia stata un’aggressione. È il momento di mettere in campo misure di prevenzione concrete perché i nostri operatori non possono e non devono essere lasciati soli. Siamo stanchi degli annunci”.
La sicurezza sul luogo di lavoro, rimarca la Cisl, è un diritto non negoziabile. "Non si può tergiversare ancora", proseguono Pallanch e Pilotti. "Dai vertici dell’Apss non capiamo perché non diano riscontro sulle nostre proposte migliorative e questo ci preoccupa. Rileviamo una certa incapacità di gestire queste situazioni, ormai tristemente croniche. Non possiamo illuderci che esista il rischio zero ma abbiamo il dovere di fare tutto il possibile per proteggere chi ci cura".
Le strutture sanitarie "devono diventare luoghi sicuri, dotati di sistemi di protezione e di un'organizzazione che non esponga il personale a pericoli prevedibili, specialmente quando si devono gestire situazioni di alta tensione".
La Cisl Fp evidenzia "come la sola condanna degli episodi non basta. È indispensabile un'azione strutturata".
Le richieste sono chiare: un presidio di Polizia h24, affiancato da personale specializzato alla sicurezza, potenziamento dei sistemi di sorveglianza, previsione di postazioni di vigilanza e una più stretta collaborazione con le forze dell'ordine.
Fondamentale è anche il supporto legale e psicologico: “Pieno sostegno agli operatori che subiscono aggressioni, a dimostrazione che l'Azienda supporta realmente il personale. Necessaria poi una vasta campagna di sensibilizzazione per promuovere un clima di fiducia e rispetto verso chi lavora per la salute di tutti. La violenza non può e non deve mai essere la risposta. Serve un nuovo patto sociale”, concludono Pallanch e Pilotti.











