Coronavirus, i sindacati dei pensionati: ''Decisioni incredibili della politica che acquistano un peso preciso in questa situazione drammatica''
I segretari Ruggero Purin (Spi Cgil), Tamara Lambiase (Fnp Cisl) e Claudio Luchini (Uilp): "Ripensare l'organizzazione per affrontare le prossime sfide. E procedere velocemente e con convinzione all’attuazione della riforma dello Spazio Argento per un governo unitario del sistema"

TRENTO. "Le disposizioni in materia Rsa in questa emergenza coronavirus assumono un peso ben preciso". Così i sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp del Trentino prendono posizione sulle scelte operate in questi quasi due mesi di pandemia. "Decisioni incredibili che l’assessorato e il dipartimento per l’Integrazione socio sanitario hanno inviato ai direttori di Upipa, Spes e case di riposo della Provincia".
Nel mirino la circolare che stabilisce "che il sistema ospedaliero trentino è sotto fortissima pressione e le Rsa devono essere considerate a tutti gli effetti come strutture a bassa intensità di cura per la presa in carico dei casi di infezione accertata o sospetta nell’interezza del percorso assistenziale e non devono operare alcun trasferimento verso gli ospedali".
"E' noto - commentano i sindacati - che poche ambulanze sono partite dalle Rsa per i reparti ospedalieri Covid-19. Ma le Apsp e le case di riposo sono il luogo di maggiore emergenza sul territorio e oltre la metà dei decessi avvenuti in Trentino per infezione sono all’interno delle residenze per gli anziani. Disposizioni che assumono un peso ben preciso e diventa necessario ricordare che all’indomani del Dpcm del 4 marzo scorso a chiudere le strutture, troviamo le linee guida del presidente Fugatti che permettevano l’accesso ai familiari".
Una situazione che è diventata drammatica nelle Rsa. "Insufficienza e inadeguatezza di mascherine e dispositivi di protezione individuale - spiegano i segretari Ruggero Purin, Tamara Lambiase e Claudio Luchini - senza dimenticare l'attualissima questione dei tamponi per tutti gli ospiti e per tutto il personale delle strutture. Sono strutture non attrezzate per la cura dei pazienti positivi, in molti casi prive di spazi e logistica necessari per la compartimentazione efficace di ospiti positivi e non Covid-19".
I sindacati portano sul tavolo anche alcune riflessioni per ripensare alle emergenze che gli anziani si troveranno a dover affrontare nei mesi e negli anni a venire. Tre possono essere i grossi cambiamenti legati a un possibile pericolo futuro della vicinanza sociale.
"Dobbiamo ripensare alle Rsa e al ruolo del personale qualificato che oggi opera. La crisi sanitaria - proseguono i sindacati - pone alcune questioni su un modello che concentra tante persone a rischio in un luogo comune. Questo stesso servizio può essere distribuito sul territorio o ancora meglio nelle abitazioni". La richiesta è intanto di adottare fin da subito un protocollo di sicurezza per le pandemie nella comunità.
Un altro punto è quello degli ambulatori di medicina generale. "Considerato il ruolo che ricoprono e l’alto rischio di contagio - dicono Purin, Lambiase e Luchini - è da valutare il contemporaneo accesso di un elevato numero di persone. Per evitare questo tipo di assembramento è necessario che il servizio possa essere svolto a domicilio".
Le strutture devono ripensare anche alle informazioni tra anziani e famiglia. "E' necessario - continuano Cgil, Cisl e Uil - assicurare un servizio telefonico costante di segretariato sociale attraverso cui gli operatori e operatrici dell’equipe socio-sanitaria possono fornire informazioni chiare e personalizzate, adeguate e esaustive, riguardanti la salute del proprio familiare, i trattamenti in corso e soprattutto eventuali cambiamenti dello stato di salute, terapie, cure o trasferimenti in ospedale. I parenti devono poter partecipare consapevolmente alla scelte da prendere, ma anche che possano mantenere il contatto umano e le relazioni così importanti nei momenti di difficoltà fisica e emotiva".
L'emergenza coronavirus impone di riflettere sull'organizzazione delle Rsa. "Si deve procedere velocemente e con convinzione all’attuazione della riforma dello Spazio Argento per un governo unitario del sistema. Quanto è successo - concludono Purin, Lambiase e Luchini -anche a livello nazionale, il procedere in ordine sparso, deve essere di insegnamento per programmare adeguatamente gli interventi per gli anziani. Una regia forte nei territori e una migliore integrazione socio-sanitaria, destinando le risorse aggiuntive necessarie oltre quelle già stanziate dalla Giunta precedente".









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