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Coronavirus, “Devo andare dal medico” ma in realtà stava andando a comprare la droga: arrestato lo spacciatore

Il compratore è stato sanzionato per aver fornito una falsa certificazione, mentre il 25enne è stato arrestato con l’accusa di spaccio e calunnia: nella sua abitazione rinvenute sostanze stupefacenti e contanti 

Pubblicato il - 20 aprile 2020 - 17:04

VERONA. Tutto è iniziato mentre i carabinieri erano impegnati nei controlli per far rispettare le disposizioni emanate per contrastare la diffusione dell'epidemia da coronavirus: erano all’incirca le 11 di sabato 18 aprile quando i militari di Verona hanno un giovane proveniente da un comune limitrofo.

 

Il giovane ha esibito prontamente un’autocertificazione, dove sosteneva di doversi recare dalla guardia medica. Il documento era accompagnato persino un’impegnativa. Durante l’identificazione però i militari si sono accorti che il 27enne aveva alcuni precedenti a suo carico e per questo, insospettiti, hanno deciso di seguirlo.

 

Tenendo le debite distanze e procedendo a piedi è iniziato un lungo pedinamento fino a quando il giovane non si è fermato davanti a una casa dove un’altra persona lo stava attendendo: osservando la scena i militari hanno assistito a uno scambio fra hashish e contanti. A quel punto sono intervenuti.

 

Se il 27enne si era arrivato a Verona per acquistare degli stupefacenti il suo fornitore, un 25enne, ha tentato di giustificarsi scaricando le responsabilità sul cliente, in pratica ha accusato l'altro giovane di essere lui a vendere la sostanza stupefacente. Una spiegazione che non ha tratto in inganno i militari e che è costata al 25enne anche una denuncia per calunnia.

 

Ad ogni modo i carabinieri hanno effettuato anche una perquisizione nell’abitazione del giovane rinvenendovi un etto e mezzo di hashish, 8 grammi di marijuana, materiale per il confezionamento e 220 euro in contanti.

 

Il compratore 27enne è stato denunciato per aver presentato un’autocertificazione fasulla, avendo dichiarato di andare dal medico e multato per essere uscito di casa senza alcun valido o giustificato motivo. È andata peggio al 25enne che è stato arrestato e successivamente processato per direttissima e quindi ridotto all’obbligo di dimora.

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