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Coronavirus, famiglie in difficoltà: alla Caritas raddoppiate le richieste di cibo. Martinelli: ''E' aumentata la paura della solitudine''

Negli ultimi giorni l'emergenza coronavirus ha messo in serie difficoltà tantissime famiglie trentine. Le richieste alla Caritas di pacchi viveri sono più che raddoppiate e ora è arrivato il problema delle scorte 

Di Giuseppe Fin - 30 marzo 2020 - 07:40

TRENTO. Più che raddoppiate le richieste di viveri in solo dieci giorni. E' una fotografia drammatica quella fatta dalla Caritas di Trento, una degli ultimi 'avanposti' di solidarietà trentina che sta cercando con tutte le sue forze di respingere gli effetti negativi che, con questa emergenza coronavirus, si stanno abbattendo sulle famiglie in ginocchio anche a livello economico.

 

La Caritas si occupa di moltissimi servizi. C'è quello dell'accoglienza che vede i volontari impegnati alla Bonomelli ma anche in altre strutture come Casa Santa Maria oppure il Sentiero. L'arrivo del coronavirus ha portato alla decisione di tenere tutti questi servizi aperti 24 ore su 24 per evitare che le persone possano andare in giro a contagiarsi.

 

In via Giusti è presente il Centro di Ascolto, ora disponibile solo su appuntamento nei casi d'urgenza e sempre attraverso una linea telefonica, che riesce a creare una rete con i vari servizi sociali del territorio e le parrocchie per garantire una solidarietà concreta nei confronti delle persone che hanno bisogno indipendentemente che siano italiani o stranieri. Persone che vivono sul nostro territorio.

 

Proprio in queste ultime due settimane è stato registrato un aumento di persone spaventati dalla solitudine. “Questo è un aspetto che viene addirittura prima rispetto i pacchi viveri” ci spiega il direttore di Caritas, Alessandro Martinelli. “Le persone percepiscono ancora di più di essere sole – spiega – e cercano anche solo di essere ascoltate”.

 

La Caritas ha centri sparsi in tutto il Trentino gran parte dei quali, però, ora, hanno sospeso la propria attività. “Sparsi sul territorio ci sono una ventina di altri centri Caritas ma la situazione ora è molto critica perchè sono gestiti da volontari e vista l'emergenza sanitaria che stiamo tutti affrontando abbiamo dato indicazioni di sospendere l'attività non riuscendo a garantire la sicurezza” spiega Martinelli che anche in queste ora sta cercando di coordinare una situazione molto difficile. Nelle valli ci si è organizzati in altri modi tramite l'aiuto degli alpini o della Protezione civile ed è stato dato l'invito alle persone, in caso di urgenze , di rivolgersi a Trento. “La situazione è davvero ingarbugliata” continua il direttore “perché in pochissimi giorni le necessità delle persone sono aumentate moltissimo”.

 

Per quanto riguarda la città di Trento e i dintorni, i pacchi di viveri vengono ancora consegnati grazie all'impegno dell'Unità di Strada e ad alcuni operatori con le dovute precauzioni e senza mai avvicinarsi alle persone.

 

Per quanto riguarda Rovereto, la Caritas è presente con un centro di ascolto, con un servizio di accoglienza ed è presente anche un servizio di consegna dei pacchi viveri. Negli scorsi giorni, tra l'altro, proprio grazie all'impegno dei volontari, sono stati preparati dei kit sanitari consegnati in ospedale per le persone che sono sole. All'interno è presente un dentifricio, uno spazzolino, delle salviette umidificate e delle creme.

 

L'elemento, assieme ai centri di ascolto, che più fa capire la drammaticità della situazione è però la consegna del mangiare. “Ci sono tantissime persone che non lavorano, chi prima aveva la mensa dell'azienda ora si trova a casa in difficoltà. Le richieste di aiuto sono più che raddoppiate e accanto ai pacchi di viveri – continua a spiegare Martinelli – abbiamo anche le strutture di accoglienza da seguire”. Aiuto viene fornito anche ad una ventina di nuclei sinti che si trovano a Trento e una quarantina a Rovereto.

 

Fino ai primi di marzo tutto era abbastanza calcolato e anche il magazzino dei prodotti era abbastanza sotto controllo. Ora, però, la situazione è drasticamente peggiorata. “Noi abbiamo sempre avuto per il cibo un aiuto dal Banco alimentare, una parte ci arrivava da singole persone e un'altra veniva acquistata dalla Caritas” spiega il direttore. “Ora sul territorio alcuni realtà fanno fatica ad esserci e hanno rallentato il contributo, il Banco alimentare è in difficoltà e non riesce a seguirci come prima e quindi ci troviamo ad acquistare molto più materiale di prima. Al momento abbiamo le disponibilità per un'altra cinquantina di pacchi ma poi bisogna capire come fare anche dal punto di vista economico” chiarisce Martinelli.

 

I costi che la Caritas deve sostenere non sono pochi basta pensare all'impegno nel tenere aperte tutte le strutture di accoglienza 24 ore su 24.

 

Qualche segnale positivo, però, sta arrivando dalla solidarietà della comunità trentina che nemmeno in questo caso di emergenza si ferma. “Un signore di Rovereto – ci racconta il direttore di Caritas – ci ha chiamato perché si è reso disponibile di fornirci un camion di pasta ma poi ci sono stati anche due b&b che nelle ultime ore hanno offerto dei prodotti per le colazioni e un altro signore di Lavis che vuole donarci del sugo. La fatica è tanta ma questo impegno solidale che nasce anche in questa situazione dalla nostra terra è davvero importante”.

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