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Sempre più famiglie chiedono aiuto per mangiare (e per pagare le bollette) in Trentino, la Caritas: “Ci aspettano mesi molto impegnativi”

Tra rincari e bollette triplicate, sono sempre di più le situazioni di difficoltà in Trentino, per le quali i cittadini si rivolgono agli attori del sistema di aiuto e volontariato del territorio. Le richieste d'aiuto alla mensa della Provvidenza dei Cappuccini sono raddoppiate negli ultimi tempi, mentre la Caritas si trova a gestire un numero sempre maggiore di persone in difficoltà con il pagamento di bollette, affitti o spese condominiali. Il presidente di Trentino Solidale Giorgio Casagranda: “E' una situazione difficile, che continua ad aggravarsi”

Di Filippo Schwachtje e Giuseppe Fin - 16 settembre 2022 - 06:01

TRENTO. “I numeri certi li daremo tra qualche settimana, ma stiamo seguendo quasi 2mila famiglie che non riescono con i propri soldi a portare un pasto caldo in tavola, e continuano ad aumentare”. È questa la drammatica situazione che riporta a il Dolomiti Giorgio Casagranda, presidente di Trentino Solidale, per quanto riguarda il ricorso agli aiuti alimentari in Trentino mentre i rincari e, in particolare, gli aumenti registrati in bolletta stanno mettendo in difficoltà sempre più persone. Una situazione che trova riscontro anche nelle parole di diversi altri attori del sistema dell'aiuto e della solidarietà sul territorio provinciale, da quelle dei volontari della mensa della provvidenza dei Cappuccini, che hanno visto raddoppiare le richieste delle famiglie, fino alla Caritas, che sta registrando un trend in grande aumento anche per quanto riguarda le richieste d'aiuti economici per pagare bollette, affitti e spese condominiali.

 

“E' una situazione difficile, che continua ad aggravarsi – continua Casagranda, riportando la situazione vista dall'osservatorio di Trentino Solidale, presente in maniera capillare sul territorio grazie anche ai 31 centri di distribuzione sparsi nelle valli – in questi mesi stiamo registrando in particolare due fenomeni, da un lato ci sono le richieste d'aiuto delle famiglie arrivate in Trentino dall'Ucraina, dall'altro le problematiche dei nuclei che risiedono da tempo sul nostro territorio e che si trovano a fare i conti con una situazione economica che col tempo è andata a peggiorare, arrivando infine ad un punto nel quale è impossibile andare avanti”. Si tratta dei cosiddetti “nuovi poveri”, coloro che prima degli anni di crisi innescati dall'emergenza sanitaria provocata dal Covid e ora dalla spinta inflazionistica e dal caro bollette, non avevano mai avuto la necessità di rivolgersi ad una mensa per mangiare, ma che dopo aver perso per esempio il lavoro si trovano ora in difficoltà anche per quanto riguarda le spese più basilari. E dai centri di Trentino Solidale presenti nelle valli, spiega il presidente, quotidianamente arrivano richieste ulteriori di pacchi alimentari.

 

Una fotografia simile è quella che arriva dalla mensa della Provvidenza dei Cappuccini, un altro punto importante del territorio per il sostegno dei cittadini più in difficoltà. Al convento in piazza dei Cappuccini infatti si distribuisce la cena a persone senza casa o con problemi economici, un'attività fondamentale portata avanti grazie alla Provvidenza, che si sostanzia nelle laboriose mani di circa 30 volontari che si alternano quotidianamente. “Abbiamo assistito – spiegano i responsabili della mensa a il Dolomiti – ad un forte aumento di richieste negli ultimi tempi. Basta pensare che al mese ora seguiamo circa 220 famiglie che hanno bisogno di aiuto qui a Trento, mentre prima eravamo sui 100-120 nuclei. Un aumento quindi considerevole, causato dalla crescita delle difficoltà economiche per quanto riguarda in particolare il caro bollette, ma anche dalla perdita del posto di lavoro”.

 

Sono diversi, come detto, gli attori che sul territorio lavorano quotidianamente per sostenere chi è più in difficoltà e tra questi, insieme a Trentino Solidale, alla mensa dei Cappuccini e a diverse parrocchie, c'è anche la Caritas. “Per quanto riguarda la sola città di Trento – dice a il Dolomiti Cristian Gatti, coordinatore dell'Area Comunità di Caritas – da gennaio i nuclei familiari che abbiamo seguito sono stati 168, per un totale di 512 persone”. Ma le problematiche alle quali in questa fase vanno incontro i cittadini in difficoltà non si fermano alle richieste di aiuti alimentari. “I dati definitivi – continua infatti Gatti – verranno elaborati con la fine del mese, ma nelle prime due settimane di settembre abbiamo sicuramente registrato una grande richiesta di aiuti per il pagamento delle bollette di luce e gas, delle tasse sui rifiuti, degli affitti, delle spese condominiali. Non sappiamo ancora quantificare questo aumento, ma sulla base dei numeri che stiamo registrando e sulle previsioni per il futuro stiamo già ragionando sulle modalità per mettere in campo eventuali altri interventi”.

 

Le richieste di aiuto anche a livello economico stanno insomma aumentando in modo molto importante, mentre le bollette in molti casi sono triplicate (almeno) e le famiglie si trovano a dover affrontare anche le spese per il ritorno dietro ai banchi dei figli. “Sono sempre più i nuclei che non riescono a far quadrare il bilancio familiare – continua Gatti – in generale settembre, essendo un mese sostanzialmente di ripresa, è sempre stato uno dei periodi più difficili da questo punto di vista ma a maggior ragione ora è imperativo per noi monitorare attentamente i prossimi 15 giorni per poi poter eventualmente intervenire puntualmente sulle situazioni di crisi”. Per quanto riguarda i prossimi mesi poi, conclude il coordinatore della Caritas, quando l'arrivo del freddo porterà ad un ulteriore aumento delle spese: “La situazione ci sembra molto impegnativa, ci saranno molte famiglie in difficoltà. Ed è proprio per questo che stiamo lavorando a nuovi interventi da mettere in campo”.

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