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Trento
15 aprile | 06:01

Povertà sanitaria, sempre più famiglie non riescono a pagare farmaci e visite mediche. La Caritas: "In tanti si rivolgono a noi, serve un nuovo welfare"

Sono in continuo aumento le persone che non riescono ad affrontare le spese sanitarie anche più basilari e devono chiedere aiuto agli enti caritatevoli. Solo a Trento e Rovereto la Caritas ha elargito più di 16 mila euro. Don Mauro Leonardelli: ''Il nostro obiettivo è quello di aiutare le persone in difficoltà. Senza alcun genere di distinzione. C'è chi ha difficoltà economiche e il bisogno sanitario è arrivato all'improvviso con la necessità di cure immediate oppure chi deve effettuare una visita in tempi brevi e deve rivolgersi al privato perché nel pubblico non trova posto''

Povertà sanitaria, sempre più famiglie non riescono a pagare farmaci e visite mediche

TRENTO. Non solo affitti, non solo scuola, non solo cibo. Sono sempre di più anche in Trentino le famiglie che faticano a pagare le spese mediche

 

Una povertà drammatica che si materializza nelle difficoltà di accesso a cure e a servizi sanitari pubblici dai quali le famiglie sono spesso o totalmente escluse.

 

A fronte di un progressivo ritrarsi, negli ultimi anni, del servizio sanitario provinciale, e la necessità di andare dai privati, sono aumentati i trentini che decidono rivolgersi agli enti caritatevoli. 

 

Una tendenza conosciuta anche a livello nazionale. L'ultimo rapporto  dell'Osservatorio Povertà Sanitaria, riporta che a livello nazionale nel 2023 i poveri assisti dalla Rete Banco Farmaceutico hanno raggiunto quota 427.177, con un notevole aumento (+10,6%) rispetto al 2022 e un riavvicinamento ai valori registrati nel triennio 2019-2021, per effetto principalmente della variazione del numero di enti convenzionati (1.892 nel 2023 rispetto 1.806 nel 2022). Gli assistiti con problemi di salute e in povertà economica risiedono, anche nel 2023, principalmente nelle regioni del Nord-Ovest (36% del totale) e del Nord-Est (23%), in aumento rispetto al 2022.

 

“L'aumento di richieste di aiuto negli ultimi anni in Trentino è stato continuo” spiega don Mauro Leonardelli della Fondazione Caritas Diocesana. L'ente, radicato sul territorio, da tempo sta mettendo in campo tutte le forze possibili per rispondere alle crescenti richieste di aiuto che arrivano ormai trasversalmente senza alcun genere di distinzione. 

 

“Abbiamo un dato – spiega don Leonardelli – rappresentato dall'importo speso lo scorso anno per aiuti in ambito sanitario. Solo nelle sedi centrali di Trento e Rovereto abbiamo speso più di 16 mila euro. Ma a questo valore occorre poi aggiungere gli importi stanziati dai 40 centri di ascolto sparsi su tutto il Trentino e dalle Caritas parrocchiali. Insomma diventano somme davvero importante e che ci devono far riflettere”. 

 

La maggior parte dei soldi sono stati utilizzati per l'acquisto di medicine ma al secondo posto ci sono le visite mediche private. “Il nostro obiettivo – ha spiegato sempre don Mauro Leonardelli – è quello di aiutare le persone in difficoltà. Senza alcun genere di distinzione. C'è chi ha difficoltà economiche e il bisogno sanitario è arrivato all'improvviso con la necessità di cure immediate oppure chi deve effettuare una visita in tempi brevi e deve rivolgersi al privato perché nel pubblico non trova posto. I casi sono molti e in questi anni sono aumentati di continuo”.

 
Un aiuto che va avanti anche grazie al fondo solidale della Diocesi di Trento “inFondo Speranza” avviato a luglio 2020 per sostenere chi sta pagando un prezzo altissimo in termini sociali ed economici alla pandemia. 
“Questo fondo al termine del periodo pandemico è proseguito – spiega ancora Leonardelli – prendendo la strada di aiutare le persone in difficoltà. Vengono valutate le varie situazioni secondo dei parametri e alla fine vengono dati un massimo di 2 mila euro a famiglia. Non soldi diretti ma il pagamento di servizi che possono essere visite mediche oppure anche bollette”. 

 

Ad aiutare le persone in povertà sanitario è anche il Banco Farmaceutico del Trentino Alto Adige. Nell'ultima giornata di raccolta del farmaco avvenuta a febbraio di quest'anno  a Trento e provincia, hanno aderito 52
farmacie
e sono state raccolte 6.246 confezioni (pari a un valore di 55.280 euro) che aiuteranno 16 realtà assistenziali.

 

In tutto, considerando anche la provincia di Bolzano, le adesioni salgono a 94 farmacie e sono state raccolte 12.360 confezioni (pari a un valore di 109.700 euro) che contribuiranno
a curare 7.200 persone.

 

 

 

 

 

 

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