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Trento
17 aprile | 06:01

"I bonus non bastano", il Trentino sempre più in difficoltà fra sfratti, anziani soli e coppie senza casa: "Richieste d'aiuto in forte aumento. Servono nuove strategie"

Angela Rosignoli, presidente dell'Ordine degli Assistenti sociali del Trentino Alto Adige spiega a il Dolomiti: "La solidarietà e la vicinanza di una volta stanno venendo meno. Servono nuovi sostegni alle famiglie, il tempo di cura non è risolvibile con il pagare qualcuno"

"I bonus non bastano", il Trentino sempre più in difficoltà fra sfratti

TRENTO. Sfratti, difficoltà di arrivare a fine mese, solitudine, giovani coppie che nonostante uno stipendio non riescono a comprarsi casa e tanta ansia verso il futuro che impedisce di pensare ad ogni genere di progetto. 

 

Sono davvero tantissimi i casi che si stanno trovando davanti gli assistenti sociali che operano in Trentino. Ci sono oltre 550 professionisti sparsi su tutto il territorio e nonostante il numero per abitante sia superiore rispetto altre zone d'Italia, le difficoltà sono davvero tante. 

 

“Oggi servono nuove strategie, serve un nuovo welfare, i sostegni alle famiglie non possono ridursi solo ai bonus che sono strumenti emergenziali” spiega Angela Rosignoli, presidente dell'Ordine degli Assistenti sociali del Trentino Alto Adige . Difficoltà che non sembrano fare distinzioni. 

 

Presidente Rosignoli, una delle problematiche che ci troviamo davanti è quella degli anziani. Con la pandemia le reti famigliari sono diventate più fragili e le difficoltà sono aumentate.  
Siamo difronte ad un allungamento delle aspettative di vita e questo è un aspetto positivo. Purtroppo ad arrancare è la dimensione sociale, la mancanza di una relazione anche quando si parla di salute. C'è poi la solitudine che è un tema molto importante. Tutto questo negli ultimi anni si è esacerbato per una serie di fattori. Ma soprattutto occorre anche segnalare che fra le persone c'è molta diffidenza, assistiamo ad una sorta di ritiro dalla comunità. 
La solidarietà e la vicinanza di una volta stanno venendo meno. Siamo davanti a persone anziane che vivono più a lungo ma con un aumentare di questioni e bisogni legati a chi li assiste. Qui servirebbero maggiori sostegni alle famiglie.

 

Cosa intende con “maggiori sostegni”? 
Non solo con la politica dei bonus. Un tema come quello del welfare è sempre  più complesso e riguarda sempre più persone. 
La maglia delle richieste si è allargata e anche le tipologie di persone si sono ampliate. Oggi vediamo richieste di aiuto da persone che hanno uno stipendio, con la possibilità quindi di mantenersi ma alla fine non riescono a trovare casa. 
Il bonus è importante ma l'aiuto serve fino ad un certo punto. Il tempo di cura non è risolvibile con il pagare qualcuno. Servono competenze, servizi che ti permettono di rimanere a domicilio. Il bonus è una risposta emergenziale, ma ci sono temi che dovrebbero essere affrontati con logiche diverse, integrazioni politiche. 

 

Un tema enorme è anche quello dell'aggressività espressa dai giovani. 
Difficile dire per quale emotivo. La pandemia ha portato a galla questioni che probabilmente erano sommerse. I giovani spesso sono tagliati fuori dalle politiche, non ci sono servizi per loro se non quelli per la famiglia e spesso non vengono ascoltati.  Vivono un'ansia verso il futuro. Anche nelle famiglie insospettabili oggi si possono trovare difficoltà che sono legate all'ansia per il futuro che può aumentare in certe situazioni dove la povertà culturale e altri problemi si incrociano.  Sicuramente sta aumentando la solitudine e nei giovani assistiamo ad un ritiro sociale. 
Occorre prevenire tutto questo attraverso l'educazione, l'accoglienza, servizi che integrano le funzioni della famiglia. Serve maggiore attenzione alle esigenze delle nuove generazioni. Non solo bonus, il tempo prolungo d'estate a scuola, un tema di cui abbiamo discusso di recente è un ragionamento da considerare. 

 

L'assessora Gerosa ha spiegato su il Dolomiti di lavorare per dare vita ad una sorta di nuova filiera che possa contribuire a far lavorare assieme i vari dipartimenti per il benessere famigliare. Secondo lei è questa la strada ?

Questo è quello che noi aspiriamo. Quando le politiche si occupano in generale di benessere e qualità della vita devono dialogare e trovarsi punti di accordo. E' importante far nascere una giusta integrazione. 

 

Il problema sfratti è fra quelli più sentiti. Si parla di “bomba sociale”. La situazione sta peggiorando? 
Si, continua ad aggravarsi.  E' un problema radicatissimo e molto ampio, più di quanto si possa pensare. Riguarda sempre più persone. Ci sono giovani coppie con stipendio ma non riescono a permettersi un affitto. 

Per quanto riguarda l'edilizia pubblica, sicuramente Itea deve rivedere molte questioni, aggiornarle rispetto a quello che è il tempo abitativo. Serve lavorare su una sensibilizzazione anche per chi ha gli appartamenti. 

Noi spesso come assistenti siamo coinvolti all'ultimo quando ci sono gli sfratti, quando sono coinvolti minorenni. E' un dramma per noi, ci troviamo davanti a situazioni di grande sofferenza. Serve nuove strategie. 

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