"Tante chiacchiere ma poca sostanza sugli aiuti alle famiglie", aumenta la povertà in Trentino, il vescovo: "Affitti alti nelle valli: si cerca il massimo reddito sul turista"
La Caritas ha presentato i dati sulla povertà in Trentino, il trend è ancora in crescita. Il vescovo di Trento, Lauro Tisi: "Questi dati sono la punta dell'iceberg di una povertà più grande e sommersa, anche sul fronte delle relazioni. Avvertiamo un'indifferenza che fa paura"

TRENTO. "Nessuno si preoccupa della fatica delle famiglie, tante chiacchiere ma poca sostanza nel combattere le emergenze". A dirlo il vescovo di Trento, Lauro Tisi, nel commentare i dati della Caritas sui numeri della povertà. "Non si fa abbastanza: le difficoltà sono in aumento e non c'è solo la povertà materiale ma anche quella relazionale che scatenano un disagio psichico sempre più forte".
Per il vescovo questi dati sono solo la punta dell'iceberg "di una povertà più grande e sommersa", aggiunge Tisi. "Fa paura che questo dato non scuote le coscienze, c'è anzi una grande indifferenza. Sconcerta l'assenza di un sussulto della società civile quando dovrebbe esserci preoccupazione di un futuro pesante per le nuove generazioni".
Anche gli affitti nelle valli sono troppo alti "perché si cerca il massimo reddito sul turista o, nel caso di Trento, sugli studenti. Se è difficile trovare casa ci potrebbe trovare senza servizi".
In Trentino ci sono 58 mila persone a rischio povertà, di cui 17 mila in gravissima marginalità. Famiglie che faticano a pagare affitti e bollette. "Questi dati sono in linea rispetto agli anni scorsi ma sono importanti", dice don Mauro Leonardelli. "Ci sono aspetti di fragilità che riguardano la parte abitativa, del lavoro povero e delle persone che dormono in strada. Questi aspetti che sono nero su bianco. Adesso è difficile anche per chi lavora e per chi ha uno stipendio fisso far fronte a spese e necessità a causa dell'aumento del costo della vita".
Nel 2023 la Caritas ha erogato aiuti economici per 700 mila euro con il supporto di circa 700 volontari, "che ogni giorno si spendono per aiutare le persone e che non vengono mai ringraziate abbastanza". In crescita anche i problemi per le persone nell'acquistare i medicinali o per pagare le visite mediche: "Un trend in aumento negli ultimi tre anni".
Un altro tema è l'accoglienza ai migranti e, in particolare, quella notturne. C'è stato un raddoppio da 900 a 1.800 persone. "E' necessario ricostruire il dialogo, il tessuto sociale e la comunità", conclude Tisi.


















