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Trento
23 settembre | 19:14

Povertà in aumento, sempre più persone senza cibo. Alla Mensa della Provvidenza 52 mila pasti serviti in un anno: "Non solo stranieri, anche tanti trentini"

Esattamente un anno fa, il 23 settembre 2024, l’Arcidiocesi di Trento apriva per la prima volta le porte della nuova mensa. In dodici mesi di attività sono stati preparati 52.051 pasti (dai 30 ai 40 mila l'anno prima), con una media di 156 persone accolte ogni giorno. Fondamentale l'impegno di 330 volontari 

Povertà in aumento, sempre più persone senza cibo

TRENTO. Stranieri ma non solo. Ci sono anche molti trentini tra le persone che chiedono aiuto alla Mensa della Provvidenza di Trento. I dati diffusi quest'oggi dall'Arcidiocesi di Trento confermano da un lato l'importanza del servizio dall'altro, purtroppo, un aumento di chi si trova in difficoltà per avere un pasto caldo da mangiare. 

 

Un bilancio da quando, esattamente un anno fa, il 23 settembre 2024, l’Arcidiocesi di Trento apriva per la prima volta le porte della nuova mensa.

 

La struttura di via Giusti aveva raccolto l’eredità della storica mensa dei frati Cappuccini che, già prima di lasciare Trento, ne avevano ceduto la gestione alla Caritas.  

 

In dodici mesi di attività nell’accogliente sede nel cuore della città sono stati preparati 52.051 pasti (dai 30 ai 40 mila l'anno prima), con una media di 156 persone accolte ogni giorno (calcolata sugli 11 mesi effettivi di apertura, poiché ad agosto la mensa rimane chiusa). 

 

Una aumento, è stato spiega a il Dolomiti, dovuto  alla posizione più raggiungibile della mensa ma anche da un effettivo aumento dei bisogni. 

 

A garantire quotidianamente accoglienza e servizio sono stati circa 330 volontari, che hanno scelto di dedicare tempo ed energie a questo segno concreto di vicinanza a chi vive situazioni di fragilità. Accanto ai volontari operano tre religiose, appartenenti alla comunità delle Suore della Provvidenza. 

 

“Sono numeri importanti, che devono far riflettere sui bisogni delle persone”, sottolinea l’amministratore delegato della Fondazione Caritas diocesana, Fabio Chiari. “Non parliamo solo di stranieri – precisa –, ma anche di trentini; non solo di uomini adulti, ma anche di donne e, in alcuni casi, di famiglie”.

 

Accanto ai pasti serviti, la Mensa provvede anche a un sostegno alimentare a domicilio: ogni settimana vengono preparati e consegnati circa 50 pacchi viveri per persone singole o nuclei familiari che ne fanno richiesta e ne hanno diritto.

“La generosità dei volontari – aggiunge Chiari – è stata ed è fondamentale: ogni giorno ci permettono di accogliere e di dare un volto a un bisogno concreto. C’è un terreno su cui credenti e non credenti possono incontrarsi: la dimensione umana, quella capacità di compatire e di appassionarsi al bene”.

 

Nel ricordo del compianto don Mauro Leonardelli, che tanto ha contribuito alla nascita della Mensa a Trento e del “Pasto della Provvidenza” a Rovereto (inaugurato nel febbraio scorso), la Caritas rinnova il ringraziamento a quanti hanno sostenuto e continuano a sostenere il progetto, invitando la comunità a non far mancare il proprio contributo. Chi desidera può sostenere la Mensa della Provvidenza con una donazione: Iban: IT41 G035 9901 8000 0000 0081 237 -  
Intestatario: Arcidiocesi di Trento - Caritas Diocesana - Causale: Mensa della Provvidenza

 

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