Covid, guerra e boom dei prezzi, in Trentino sempre più famiglie in difficoltà: "Aumento di oltre il 50% del disagio anche in famiglie che non avevano mai richiesto aiuti''
Il Centro di Solidarietà di Trento sostiene ad oggi circa 220 nuclei familiari e conta su più di 150 volontari. Nel 2021 sono stati distribuiti 2195 pacchi: kg 74.735,09 di alimenti. Ora è stata lanciata l'iniziativa "Il Piatto Buono" con i ristoratori: il cliente che vorrà sostenerla acquisterà il piatto con una maggiorazione del 50%, che sarà devoluta interamente a favore di chi si trova in difficoltà

TRENTO. Persone che non riescono ad arrivare a fine mese, intere famiglie che si trovano a fare i conti con la difficoltà di mettere in tavola un pasto caldo. “Abbiamo riscontrato un aumento di oltre il 50% del disagio anche in famiglie che prima non avevano mai richiesto aiuti esterni” spiega la direttrice del Centro di Solidarietà di Trento, Eloisa Modena.
In questi ultimi due anni Covid, guerra e rialzo dei prezzi hanno contribuito ad acutizzare l’emergenza povertà anche in un territorio ricco e virtuoso come il nostro Trentino. Ad oggi il Centro di Solidarietà di Trento sostiene circa 220 nuclei familiari e conta su più di 150 volontari. Nel 2021 sono stati distribuiti 2195 pacchi per un totale di 74.735,09 chili di alimenti.
Ed è proprio in questo impegno in aiuto delle famiglie che si trovano in difficoltà che nasce "Il Piatto Buono. #alimentalasolidarietà" l'iniziativa messa in campo dal Centro di Solidarietà di Trento e Confesercenti del Trentino con la partecipazione di Confcommercio, ASAT e il sostegno di PAT, Comune di Trento, APT di Trento, Palazzo Roccabruna, Round Table Rovereto, Banca di Trento, che ha come obiettivo quello di raccogliere fondi per rafforzare l’aiuto a persone e famiglie in difficoltà su tutto il territorio provinciale: pannolini per bambini, prodotti per la cura e l'igiene della persona, prodotti per l'infanzia.
L'iniziativa è una pietanza inserita, per tutta l’estate, in menu di ristoranti ed esercizi pubblici aderenti all’iniziativa. Un piatto, ma anche un aperitivo, legato al territorio trentino, che i ristoratori proporranno alla clientela all’interno della propria offerta. Il cliente che vorrà sostenere l’iniziativa acquisterà il piatto con una maggiorazione del 50%, che sarà devoluta interamente a favore del Centro di Solidarietà di Trento, una realtà ben radicata nel territorio trentino.
“Chi meglio della nostra categoria sa quanto sia stato difficile resistere e non cadere – aggiunge il vicepresidente di Confesercenti del Trentino, Massimiliano Peterlana - Purtroppo non tutti ci sono riusciti, e assistiamo ora a un aumento impressionante di situazioni socioeconomiche problematiche, anche tra chi prima stava bene, compresi ad esempio colleghi costretti a chiudere le loro attività e a confrontarsi con situazioni di nuove povertà prima inimmaginabili. L’iniziativa vuole dunque essere un appello e una chiamata a raccolta dei ristoratori che vorranno aderire”.
Questo dunque il primo step, molto importante, delle adesioni. A metà giugno non solo si tireranno le somme di chi ha deciso di partecipare, ma ci sarà anche una cena di beneficienza (il 16 giugno) con chef stellati a Palazzo Roccabruna.













