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Coronavirus, in due giorni 28 morti e 600 contagi (quasi il doppio dell'Alto Adige). Bassi: '' Dati del Trentino più alti di Campania e media nazionale. Non mostrano la tendenza a scendere''

Gli ultimi due giorni sono stati particolarmente drammatici con un aumento ulteriore dei ricoveri e un numero stabile di pazienti in terapia intensiva (48, il massimo della seconda ondata) nonostante l'altissimo numero di decessi. L'ex rettore dell'Università di Trento ha analizzato i dati fino a due giorni fa e questo era il risultato: ''Facile osservare come il Trentino, da sempre classificato come zona gialla, presenti una situazione di ricoveri Covid molto più preoccupante sia della media nazionale che della Regione Campania (zona rossa, recentemente "decolorata" ad arancione)''

Di Luca Pianesi - 09 December 2020 - 05:01

TRENTO. E' un quadro sempre più drammatico quello che riguarda il Trentino per quanto riguarda la curva epidemiologica. Mentre in gran parte d'Italia il contagio è stato spezzato con provvedimenti impopolari ma che hanno portato dei chiari effetti e permettono di guardare al dicembre con qualche sicurezza in più in provincia di Trento la situazione continua a peggiorare con un livello di positivi trovati ancora molto alto, nettamente superiore, per esempio, al vicino Alto Adige (territorio perfettamente confrontabile sia per questioni sociali che demografiche). 

 

I ricoveri sono ancora in crescita, mentre a livello nazionale stanno calando e i decessi continuano ad aumentare e sono tantissimi in proporzione alla popolazione residente. Basta guardare le ultime 48 ore: in provincia di Trento si sono contate 28 vittime (a Bolzano sono state 16), 12 ricoveri in più (raggiungendo un totale di 474 ricoveri ospedalieri mentre a Bolzano sono 413), 592 positivi in due giorni contro i 318 trovati in Alto Adige e un livello di terapie intensive occupate ancora fermo ai massimi storici di questa seconda ondata (48 nonostante i tantissimi decessi contro le 30 di Bolzano) la sensazione che qualcosa non abbia funzionato nelle scorse settimana è fortissima.   

 

Il tema della mancata comunicazione dei positivi reali alla cittadinanza per oltre un mese con dati assurdi (che rendevano impossibile il confronto con qualsiasi altra realtà d'Italia sballando ogni grafico possibile che includeva i nuovi contagi) e fortemente inferiori alla realtà dei fatti, snocciolati quotidianamente nelle conferenze stampa dall'assessora Segnana e dal presidente Fugatti senza spiegare che c'era sempre circa un doppio di contagi in più trovati con i tamponi antigenici che andavano aggiunti, ha dato, molto probabilmente, una sensazione di falsa sicurezza.  

 

martedì 8 dicembre: Trentino 394 positivi - Alto Adige 163 positivi

lunedì 7 dicembre: Trentino 198 positivi - Alto Adige 155 positivi

domenica 6 dicembre: Trentino 373 positivi - Alto Adige 278 positivi

sabato 5 dicembre: Trentino 450 positivi - Alto Adige 389 positivi

venerdì 4 dicembre: Trentino 512 - Alto Adige 375 positivi

giovedì 3 dicembre: Trentino 476 - Alto Adige 460 positivi

 

E se gli ultimi due giorni sono apparsi drammatici, i precedenti quattro mostravano già un cambio di rotta rispetto alla narrazione provinciale, essendo, finalmente, arrivato l'ordine da Roma di comunicare anche i positivi agli antigenici. Una cosa che l'Alto Adige faceva già da giorni ma che era importantissimo facesse soprattutto la Provincia di Trento che si è fatta territorio pilota, in Italia, proprio per l'utilizzo massivo dei tamponi antigenici facendoli eseguire anche nelle farmacie. Dal primo novembre in Trentino non sono più stati fatti i tamponi molecolari di controllo (se non 10-14 giorni dopo per verificare la negativizzazione) su chi risultava positivo agli antigenici (cosa che invece altrove è continuata) ma nei dati ufficiali finivano solo i positivi ai molecolari e così la curva del contagio è stata fortemente contenuta.  

 

''Come ben sappiamo - spiega nel suo blog di analisi dei dati l'ex rettore dell'Università di Trento Davide Bassi riferendosi, appunto, ai dati fino al 6 dicembre - la percezione della effettiva gravità della pandemia in Trentino è stata mitigata escludendo dalle statistiche un gran numero di positivi individuati con il solo tampone antigenico. In questo modo il numero dei contagi è stato artificialmente contenuto. L'effetto di troncamento è chiaramente visibile nel grafico seguente''.

 

 

E Bassi mostra chiaramente come la situazione trentina stia restando molto più critica che nel resto del Paese paragonando la Provincia di Trento con la media nazionale e con la Campania. ''Facile osservare - scrive - come il Trentino, da sempre classificato come zona gialla, presenti una situazione di ricoveri Covid molto più preoccupante sia della media nazionale che della Regione Campania (zona rossa, recentemente "decolorata" ad arancione)''.

 

 

 

''Notate - spiega l'ex rettore dell'Università - come i dati più recenti del Trentino, oltre ad essere più alti, non mostrano ancora le tendenza a scendere che è invece ben presente nei dati nazionali e della Regione Campania. Segno di una situazione della pandemia che è molto più critica di quanto non emerga dai dati ufficiali dei nuovi contagi. Anche il dato sui decessi del Trentino è da molte settimane al di sopra della media nazionale''. E ancora non erano arrivati, nel conteggio di Bassi i 16 morti di lunedì e i 12 di ieri a fronte di un calo dei decessi nel resto del Paese e anche in Campania. 

 

 

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