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Coronavirus, la pandemia non ha avuto effetti sullo spaccio di droga e a Trento comandano i nigeriani. L'esperto: ''Credono che il covid colpisca solo l'uomo bianco''

Massimo Kunle D'Accordi, giurista, ricercatore e consulente in materia di immigrazione, nato in Nigeria e cittadino italiano, è un esperto di organizzazioni criminali nigeriane. "Durante la pandemia gli spacciatori hanno continuato la loro attività ma le forze dell'ordine hanno agito in maniera rapida. Servono azioni di promozione della cultura della legalità nella comunità dei nigeriani"

Di Giuseppe Fin - 09 novembre 2020 - 16:18

TRENTO. Cambiano lo spaccio, i prezzi e i livelli di purezza di alcune sostanze, ma sul traffico di droga la pandemia non ha avuto effetti. Così è successo a Trento come in tutto il resto dell'Italia e lo dimostrano anche le operazioni che carabinieri, polizia e guardia di finanza hanno continuato a portare a termine negli ultimi mesi.

 

Consumatori e spacciatori hanno cercato modalità alternative per acquistare le sostanze ma un dato che non è cambiato è il fatto che questo mercato sia ancora per gran parte gestito da nigeriani. Lo erano i ragazzi che sono stati nei giorni scorsi arrestati in piazza Dante e altri ancora che sono sempre stati fermati dalle forze dell'ordine a Trento o Rovereto. Ma non è solo questo. La criminalità nigeriana è prostituzione, riti tribali fino all'estorsione. Un fenomeno sul quale politica ed istituzioni si sono dimostrati molte volte distratti o poco incisivi.

 

''Si serve, in particolare per le attività di traffico e spaccio di stupefacenti, ma anche per lo sfruttamento di persone a fini di accattonaggio, di connazionali che vivono ai margini della società, senza un permesso di soggiorno e senza un lavoro. L'emergenza sanitaria ha comportato problematiche economiche e occupazionali per tutti'' ci spiega Massimo Kunle D'Accordi, giurista, ricercatore e consulente in materia di immigrazione, nato in Nigeria e cittadino italiano, è un esperto di organizzazioni criminali nigeriane. Ha svolto ricerche scientifiche in Nigeria e in altri Paesi dell’Africa occidentale, in materia di organizzazioni criminali transnazionali, tratta di esseri umani, traffico di migranti, traffico di sostanze stupefacenti e pirateria marittima. ''All'interno delle organizzazioni criminali nigeriane, si crede che il virus colpisca solamente l'uomo bianco''.

 

 

Dottor D'Accordi lo shock provocato dalla pandemia ha avuto un impatto diretto su un sistema economico già in difficoltà e ha ridotto ulteriormente le disponibilità di liquidità finanziaria favorendo le possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia legale. In che modo la criminalità nigeriana, presente anche sul nostro territorio, è riuscita a trarre vantaggi da questa situazione?

La criminalità nigeriana non ha paura del Covid19, perché i riti basati su credenze animistiche-tradizionali, che gli affiliati subiscono prima di entrare a far parte dei singoli gruppi criminali, infondono agli affiliati dei 'super poteri' che consentono di affrontare qualsiasi avversità, comprese la malattia e la morte. All'interno delle organizzazioni criminali nigeriane, si crede che il virus colpisca solamente l'uomo bianco. La criminalità nigeriana si serve, in particolare per le attività di traffico e spaccio di stupefacenti, ma anche per lo sfruttamento di persone a fini di accattonaggio, di connazionali che vivono ai margini della società, senza un permesso di soggiorno e senza un lavoro. L'emergenza sanitaria ha comportato problematiche economiche e occupazionali per tutti. All'interno della comunità nigeriana, le persone più svantaggiate, senza opportunità di un inserimento sociale costruttivo, sono cadute, o sono state reclutate, anche tramite il ricorso a minacce e violenze, nella rete criminale nigeriana. L’utilizzo delle mascherine per il Covid19 è stato strumentalizzato a fini criminali dagli spacciatori, che usano spesso i cappucci dei giubbotti, per rendersi irriconoscibili alle telecamere di sorveglianza e, quindi, difficilmente identificabili.

 

La cronaca locale ci ha fatto conoscere anche negli ultimi mesi episodi di giovani nigeriani arrestati sul territorio perché trovati a spacciare o colti a fare gli ovulatori. Durante questa pandemia è aumentato il traffico di droga?

Durante questa pandemia il traffico e la cessione di sostanze stupefacenti è continuata suscitando qualche malumore nella cittadinanza. Infatti, gli spacciatori hanno continuato la loro attività quasi indisturbati, nonostante i divieti agli spostamenti delle persone finalizzati a contenere i contagi dovuti al Covid19. Per il traffico di sostanze stupefacenti, a volte, i gruppi criminali si servono anche di donne in stato di gravidanza, nella speranza che non vengano sottoposte a controlli da parte delle forze di polizia.

 

In che modo nasce uno spacciatore di droga nigeriano? E come opera sul territorio?

Molti spacciatori nigeriani sono la conseguenza del mancato inserimento sociale, a causa delle difficoltà a reperire un permesso di soggiorno e un lavoro, oltre che un alloggio, in una situazione economica difficile.

Le organizzazioni criminali nigeriane dedite al traffico e allo spaccio di stupefacenti nascono perchè lo Stato è distratto, distante, assente.

In Italia, i nigeriani vivono all'interno della propria comunità e spesso non conoscono la città o il paese nel quale vivono. Non conoscono la storia del luogo di accoglienza e incontrano notevoli difficoltà nell'imparare la lingua italiana e nell'inserirsi nella società e nella cultura italiana.

La sfida è quella di integrare i nigeriani, prima che finiscano nelle reti criminali di connazionali.

A tal proposito, va osservato che interventi estemporanei del legislatore, motivati da esigenze elettorali, che ostacolano i percorsi di integrazione sociale anche dei migranti che hanno i requisiti per ottenere la protezione internazionale, hanno reso più arduo l’ottenimento di un titolo per permanere regolarmente sul territorio nazionale e, quindi, hanno reso ancora più difficile trovare un lavoro, in questa situazione di emergenza sanitaria. Va ricordato che, negli ultimi anni, una parte dei migranti richiedenti protezione internazionale si è trovata senza un progetto di accoglienza e senza alcun sostegno dal punto di vista sociale. Le difficoltà incontrate in relazione all’inserimento sociale, lavorativo e abitativo, hanno reso molti migranti di nazionalità nigeriana vulnerabili e più facilmente avvicinabili dai gruppi criminali nigeriani, che sono ben strutturati a livello interregionale, nazionale e internazionale.

 

Nell'ultima relazione antimafia ci si sofferma sul rapporto tra la criminalità organizzata nigeriana e le mafie italiane. C’è una sorta di placet da parte delle locali in merito all’operatività di nigeriani sul proprio territorio, cosa che mantiene uno stato di non conflittualità tre le due associazioni. La presenza della 'ndrangheta è stata messa nero su bianco nell'ultima operazione “Perfido” realizzata dai carabinieri e dalla Finanza in Trentino e in Calabria. Lei crede che ci possa essere un collegamento tra criminalità nigeriana e 'ndrangheta sul nostro territorio?

Le Relazioni della DIA sono dei documenti straordinari, che tutti dovremmo leggere, perchè offrono una descrizione esauriente della situazione criminale, anche a chi non vuole vedere o nega l’esistenza di un fenomeno serio, complesso, di difficile leggibilità, come quello mafioso.

 

Le mafie italiane sono interessate a infiltrarsi nella politica, nelle amministrazioni pubbliche e nell'economia, al fine di investire nel settore immobiliare, nel turismo, nella ristorazione e naturalmente nell'edilizia e nelle grandi opere. Le attività principali delle organizzazioni criminali nigeriane in Italia sono il traffico e lo spaccio di stupefacenti, il traffico di migranti, la tratta di esseri umani e le attività ad essa collegate come lo sfruttamento della prostituzione, l'accattonaggio organizzato e lo sfruttamento lavorativo. I Nigeriani sono molto attivi anche nel settore delle truffe telematiche e in particolare nelle truffe sentimentali. In Nigeria, le organizzazioni criminali, collegate con il potere politico-amministrativo, si occupano anche di adozioni illegali, traffico di organi, rapine a mano armata, sequestri di persona a scopo di estorsione e pirateria marittima. Si tratta di gruppi criminali molto potenti a livello transnazionale.

 

Sul nostro territorio, per ora, escludo che vi siano collegamenti tra criminalità nigeriana e 'ndrangheta. Tuttavia, in altre parti del territorio nazionale, i sodalizi nigeriani collaborano con le mafie italiane. Inoltre, non si possono escludere, anche sul nostro territorio, evoluzioni nella direzione di collaborazioni con altre mafie straniere nei settori di interesse, soprattutto in relazione al traffico e allo spaccio di stupefacenti, in particolare nella attuale situazione di emergenza sanitaria con possibilità di parziali lockdown. Potrebbero formarsi delle temporanee organizzazioni a composizione multietnica per specifici progetti criminali. Inoltre, tra i collaboratori esterni dei gruppi criminali nigeriani ci sono già - e ci saranno sempre più - persone di nazionalità italiana o europea, di pelle bianca, che destano meno sospetti e subiscono meno controlli.

 

In Provincia di Trento si è parlato di un Osservatorio per il contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa

Si tratta di una iniziativa molto interessante. Con sguardo lungimirante, sulla base della relazione della Direzione Investigativa Antimafia 2018, che dedica un focus specifico alla criminalità organizzata nigeriana, si spera che detto Osservatorio si occupi anche dei gruppi criminali nigeriani, poichè nel panorama delle mafie straniere operanti nel territorio nazionale le formazioni nigeriane si confermano le più dinamiche e strutturate, in grado di rigenerarsi continuamente.

 

I gruppi criminali nigeriani costituiscono un fenomeno mafioso o si tratta di piccola criminalità?

Le operazioni delle forze di polizia degli ultimi anni al fine di contrastare i gruppi criminali composti da persone di nazionalità nigeriana indicano abbastanza chiaramente che si tratta di un fenomeno più complesso della semplice piccola criminalità. Si potrebbe definire "mafia latente", perchè per ora non è interessata al controllo del territorio, si svolge all'interno della comunità nigeriana, non usa la forza in modo eclatante e preferisce un metodo di infiltrazione di low profile. Tuttavia, i sodalizi nigeriani spesso agiscono con il metodo mafioso, tramite le intimidazioni, l'assoggettamento psicologico e l'omertà che ne consegue. In alcune piazze di spaccio, i criminali nigeriani sono chiamati i "mezzi pazzi", perchè sono disposti a tutto. Sono assetati di potere e ricchezza.

 

La politica è attenta o distratta di fronte alla presenza e all'evoluzione della criminalità organizzata nigeriana?

A fronte di discorsi altisonanti sulla sicurezza e slogan da campagna elettorale sul contrasto alla criminalità organizzata e allo spaccio di stupefacenti, il decisore politico e il decisore amministrativo, non solo a livello locale, sembrano distratti e incapaci di fronteggiare il fenomeno, nonostante le innumerevoli segnalazioni e lamentele di cittadini ed esperti, ma anche degli stessi stranieri. Si noti che una delle zone di maggior operatività dei gruppi criminali nigeriani è proprio Piazza Dante, sotto i palazzi del potere provinciale e regionale. In una realtà come la nostra, questi gruppi criminali possono essere sconfitti, con l'azione della magistratura e delle forze dell'ordine, ma anche con l'impegno della politica e di ciascun cittadino, che può/deve segnalare alle autorità preposte i comportamenti illeciti o sospetti. In una realtà come la nostra, dove i cittadini si attendono un rispetto della legalità maggiore che in altre parti d'Italia, la politica dovrebbe essere più attenta e presente nel prevenire e contrastare i gruppi criminali come quelli nigeriani, che, oltretutto, ostacolano l'integrazione sociale della maggior parte degli stranieri, che contribuiscono al benessere socio-economico del territorio ospitante.

L'Italia si può disinteressare della mafia nigeriana, ma il fatto è che la mafia nigeriana non si disinteressa dell'Italia. I gruppi criminali nigeriani avanzano e si infiltrano.

 

Le operazioni delle forze di polizia dimostrano che l'attenzione è sempre alta e che il contrasto a questo fenomeno è stato sinora tempestivo ed efficace

Le forze dell'ordine agiscono con grande competenza, in modo adeguato e tempestivo. Siamo nelle loro mani sapienti. Nel contrasto ai fenomeni criminali, anche di stampo mafioso, in Italia abbiamo capacità tecniche e investigative tra le migliori del mondo, riconosciute a livello internazionale. Conoscenza e prevenzione sono, a mio avviso, le parole chiave che devono caratterizzare la risposta alla criminalità nigeriana nei grandi centri urbani come nelle valli.

E' necessario, inoltre, attuare azioni di promozione della cultura della legalità nella comunità dei nigeriani, al fine di fortificare il rispetto verso il territorio/comunità di accoglienza, oltre che la fiducia verso le istituzioni e le forze di polizia. In questo senso, non va sottovalutato il contributo conoscitivo che potrebbero fornire eventuali collaboratori di giustizia nigeriani.

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