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Coronavirus, Lidia Menapace continua a lottare. Ricoverata all'ospedale di Bolzano, è in gravi condizioni

L'ex staffetta partigiana e senatrice della Repubblica Lidia Menapace sta combattendo la più ardua battaglia contro il Coronavirus. Ricoverata all'ospedale di Bolzano, versa in gravi condizioni. Fu la prima donna a essere eletta nel Consiglio provinciale altoatesino e a svolgere il ruolo di assessora nella giunta provinciale

Di Davide Leveghi - 02 December 2020 - 18:05

BOLZANO. Continua a lottare, Lidia Menapace. La staffetta partigiana, prima donna a essere eletta nel Consiglio provinciale altoatesino con la Democrazia cristiana e a svolgere il ruolo di assessora nella giunta provinciale, senatrice della Repubblica con Rifondazione comunista, sta combattendo contro il Coronavirus all'ospedale di Bolzano. Ricoverata in gravi condizioni, sembrava non ce l'avesse fatta.

 

A dare la notizia della morte, infatti, è stata l'associazione a cui la stessa Menapace dà il nome, "Lidia Menapace-Culture e memorie". La terribile notizia, apparsa nella mattinata di mercoledì 2 dicembre anche sulla pagina di wikipedia, è stata però successivamente smentita dalla stessa. 

 


 


 


Colpita dal tremendo virus che sta mettendo a dura prova l'Alto Adige come il mondo intero, la nota femminista, all'anagrafe Lidia Brisca, continua fortunatamente a combattere. Protagonista di svariate battaglie, è stata una pioniera in molti campi, una vera e propria anticipatrice.

 

E' stata lei infatti la prima donna a ricoprire un ruolo di assessora nella giunta provinciale altoatesina, dopo essere stata eletta consigliera provinciale nel 1964 nelle liste della Democrazia cristiana. Assieme a Waltraud Gebert Deeg, madre dell'assessora e vicepresidente della Provincia di Bolzano Waltraud Deeg, che le fece da vice, aprì le porte di un'assemblea fino a quel momento priva di donne.

 

Il suo impegno femminista, cominciato ancora da giovanissima, quando militava nella brigata della Val d'Ossola, ha attraversato tutto il secondo '900 arrivando fino a questo tragico 2020. Staffetta partigiana col nome di “Bruna” e custode dolce e forte della lotta per un'Italia più equa e giusta, per un'umanità migliore, si trova ora a condurre la più ardua delle sfide. 

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