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Partigiana per tutta la vita. Commosso il ricordo per l'ex senatrice Lidia Menapace. "Un lutto per tutto il Paese"

Tantissimi i messaggi di cordoglio per l'ex assessora provinciale e senatrice Lidia Menapace. Staffetta partigiana con il nome di battaglia di "Bruna", è stata figura importante dell'Anpi, dell'attivismo femminista e pacifista. Guida Margheri: "Chi ha compagni non muore". Gad Lerner: "Ci mancherai tantissimo. Rinnoveremo la tua scelta di libertà"

Di Davide Leveghi - 07 dicembre 2020 - 11:34

BOLZANO. Era un'anticipatrice, Lidia Menapace. Donna forte e coraggiosa, da giovanissima aveva partecipato alla Resistenza in Val d'Ossola, staffetta partigiana con il nome di battaglia di “Bruna”. Prima rappresentante femminile eletta in Consiglio provinciale altoatesino per la Democrazia cristiana, fu assessora alla Salute. Era il 1964, nel pieno della battaglia autonomistica e con la provincia sconvolta dal terrorismo.

 

L'indipendenza di pensiero e la tenacia di questa piccola grande donna, tanto docile all'aspetto quanto combattiva, ne avrebbero fatto un faro nella lotta femminista e pacifista. Sempre dalla parte dei più deboli, venne allontanata dall'Università Cattolica, dove insegnava, per il suo avvicinamento al marxismo. Tra le fondatrici e animatrici de Il manifesto, lottò per i diritti delle prostitute e per una finanza alternativa, eletta nel 2005 come membro del comitato etico di Banca etica.

 

Aderente a Rifondazione comunista, fu senatrice tra il 2006 e il 2008. Con lei, dunque, se ne va un pezzo di storia della nostra Regione e del Paese intero. Una testimone attiva delle lotte per la libertà e di diritti, dalla Resistenza che diede al popolo italiano una Costituzione repubblicana e democratica, alle battaglie per l'uguaglianza di genere e la pace.

 

Tantissimi i messaggi di cordoglio apparsi sui social. “Chi ha compagni non muore – ha scritto Guido Margheri, presidente della sezione altoatesina dell'Anpi, associazione in cui Menapace svolgeva da anni un ruolo di rilievo – cara Lidia, partigiana antifascista, femminista, pacifista, componente del Comitato nazionale Anpi, protagonista politica nella storia della sinistra italiana e del movimento delle donne, infaticabile resistente e creatrice di pensieri lunghi per riaffermare i valori democratici e solidali della Resistenza e delle Costituzione visto con gli occhi della fora liberatrice delle donne”.

 

“In tempi così tristi, Lidia ha voluto esserci con la sua militanza appassionata e gentile fino all'ultimo. Dalla manifestazione delle Sardine al confronto sui libri di Daniele Biacchessi e Cinzia Venturoli, le sue idee, le sue proposte, i suoi richiami alla lotta e all'impegno ci hanno accompagnato. Sarà sempre con noi nel nostro impegno quotidiano per continuare a costruire concretamente i valori a cui Lidia ha dedicato la sua vita”.

 

Nel pomeriggio di lunedì, alle 15, una delegazione di Anpi Alto Adige Südtirol le renderà omaggio in Piazza Adriano presso il Monumento ai Caduti della Libertà. "Si invitano le cittadine e i cittadini a fare altrettanto in attesa delle indicazioni della sua famiglia, nel rispetto delle norme anti-Covid", ha scritto in una nota la sezione altoatesina. 

 

 

Morta a 96 anni dopo giorni di ricovero in terapia intensiva (un ricovero cominciato nella giornata di martedì 1 dicembre), l'ex senatrice merita un riconoscimento della sua città adottiva. “Anpi Alto Adige Südtirol ritiene necessario che nel rispetto delle norme anti-Covid Lidia sia ricordata dalle istituzioni e che la sua Città d'adozione Bolzano sappia dedicarle un ricordo permanente nel segno del suo impegno intitolandole una delle Sale Comunali e un albero sulla 'collina dei giusti'”, ha concluso Margheri.

 

E' un lutto per l'Anpi, un lutto per il Paese – gli ha fatto eco il presidente nazionale di Anpi Gianfranco Pagliarulo – cara Lidia, partigiana della democrazia, della pace, dell'uguaglianza, dei diritti delle donne, cioè dell'umanità. Resterai nella coscienza e nell'impegno di tutte e tutti noi”.

 

Un commosso saluto è arrivato anche dalla senatrice dem Monica Cirinnà, promotrice e prima firmataria della legge sulla unioni civili. “Piango la scomparsa di Lidia Menapace, che per me è stata esempio di resistenza e lotta di resistenza e lotta tenace per i diritti delle donne e di ogni persona. Non ha mai avuto paura di parlare, di esserci, di assumere posizioni di avanguardia, scomode per i più: dalla difesa della scelta, di non avere figli, alla battaglia per i diritti delle prostitute, fino a intercettare le istanze dei movimenti degli ultimi anni, Menapace c'era, sempre. In questo esserci, in questo parlar chiaro, riposa per me il suo esempio, che da oggi diventa memoria e continua a ispirare l'azione”.

 

“Il suo esempio è la nostra strada”, ha commentato la Cgil. “Lidia ci ha lasciati. Un silenzio assordante caratterizzerà i miei momenti e parlerà più forte di tante parole e delle promesse spezzate – ha commentato invece l'associazione omonima, “Lidia Menapace – Culture e memorie” - un dolore immenso, indescrivibile. Un amore grande che adesso non c'è più”.

 

Si accoda al dolore anche Gad Lerner, protagonista assieme a Menapace di un'intervista nel programma televisivo di Rai 3 “La scelta”. “Se ne stanno andando – ha scritto in un post su facebook – gli abbiamo promesso di rinnovare la loro scelta di libertà. Ci mancherai tantissimo, cara Lidia Menapace”.

 

Sono rimasta partigiana tutta la vita, perché fare la partigiana è una scelta di vita”, aveva detto al microfono di Lerner. Non ti dimenticheremo, “Bruna”. Che la terra ti sia lieve.

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