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Coronavirus, per confermare la positività basterà il test rapido: in isolamento anche i contatti stretti

Per confermare un caso di positività rilevato con il tampone antigenico (o rapido) non ci sarà più bisogno di un test molecolare. I positivi, per uscire dalla quarantena, dovranno attendere comunque un secondo test che dovrà accertare l’avvenuta guarigione

Di T.G. - 04 novembre 2020 - 16:19

TRENTO. “I dati trasmessi al Ministero della Salute sono sottostimati perché i tamponi antigenici vengono conteggiati in ritardo, ma ormai quasi il 30% dei contagi viene individuato così”. Così Antonio Ferro direttore del Dipartimento prevenzione dell’Apss sollevava una questione importante legata al tracciamento dei nuovi casi, auspicandosi che da Roma arrivasse il via libera per equiparare i due tipi di test: antigenico (o rapido) e molecolare.

 

Ora, questo via libera sembrerebbe arrivato visto che la stessa Azienda sanitaria, per bocca di Ferro, ha fatto sapere che per confermare un caso di positività rilevato con il tampone antigenico non ci sarà più bisogno di un test di conferma molecolare. Così cambia una delle regole cardine del sistema di prevenzione. 

 

Probabilmente la scelta è maturata nel momento in cui, visto l’elevato numero di contagi, ci si è resi conto che nel sistema si stavano accumulando notevoli ritardi (come lamentato da molti cittadini). A questo punto però, si apre una questione non di poco conto, come anticipato da Il Dolomiti qualche giorno fa: attualmente infatti, sono molti (anche fino a 500 al giorno) i nuovi contagi che vengono individuati tramite il test rapido che, con la procedura precedente, per essere conteggiati e finire nelle statistiche nazionali, dovevano attendere di essere sottoposti a un secondo tampone di conferma.

 

È lecito chiedersi se ora, visto che la conferma non sarà più richiesta, questi saranno inseriti d’ufficio nel conteggio nazionale. Un dato molto importante dal momento che il numero dei contagi rilevati influenza molti dei parametri che sono stati scelti dal Governo per individuare le varie zone dove saranno inserite le Regioni, con le relative misure restrittive che saranno più o meno blande a seconda del rischio di contagio.

 

D’ora in avanti dunque le persone che risultato positive a un test rapido dovranno mettersi in quarantena, così come i rispettivi contatti stretti, bisogna capire se questi si limiteranno al nucleo famigliare o saranno estesi anche a persone che si sono incontrate magari sul luogo di lavoro. I positivi, per uscire dalla quarantena, dovranno attendere comunque un secondo test che dovrà accertare l’avvenuta guarigione.

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