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Coronavirus, solo la Liguria con dati peggiori del Trentino. Il territorio registra un'incidenza doppia rispetto alla media italiana

I dati contenuti nel report dell'Istituto superiore di sanità e del ministero per la settimana dal 28 settembre al 4 ottobre. Dopo aver fatto registrare la peggior performance a livello nazionale nel periodo 14-20 settembre e il terzo posto in quello 21-27 settembre, la situazione epidemiologica è difficile anche nell'ultima analisi

Di Luca Andreazza - 10 ottobre 2020 - 18:59

TRENTO. Dati ancora negativi per il Trentino per quanto riguarda la diffusione del coronavirus. Questo quanto emerge nel report dell'Istituto superiore di sanità e del ministero per la settimana dal 28 settembre al 4 ottobre. Dopo aver fatto registrare la peggior performance a livello nazionale nel periodo 14-20 settembre (Qui articolo) e il terzo posto in quello 21-27 settembre (Qui articolo), la situazione epidemiologica è difficile anche nell'ultima analisi. 

 

 

Un periodo, quello 28 settembre-4 ottobre (compresi), nel quale sono stati identificati in provincia di Trento 253 contagi e, purtroppo, è stato registrato un decesso, mentre in settembre il dato è di 896 casi e in questo inizio di ottobre (fino a sabato 10) ci si attesta a 473 positivi. Restano basse le ospedalizzazioni, anche se negli ultimi giorni c'è stato un incremento dei pazienti, fortunatamente nessuno deve ricorrere alla terapia intensiva.

 

L'incidenza sul territorio provinciale si attesta a 43,11 (oltre 43 cittadini contagiati ogni 100 mila abitanti), mentre Bolzano si trova a 28 e la media italiana 24,21. Solo la Liguria fa peggio e segna un 46,46.

 

Un'incidenza per il Trentino alta anche nell'analisi degli ultimi 14 giorni84,57. L'Alto Adige che si ferma a 61,83 mentre la Liguria va a 85,40. Il Veneto segna 60,84 e la media nazionale è del 44,37.

Nel frattempo il Veneto è stato inserito, con Campania e Sardegna, nell'elenco delle "zone a rischio" della Svizzera. La Liguria si trova da quasi tre settimana in questa lista aggiornata costantemente dagli elvetici. Le persone che valicano il confine da queste aree devono osservare un periodo di quarantena di 14 giorni (Qui articolo). 

 

Questa fase dell'emergenza è particolarmente delicata, i contagi sono in aumento e c'è una recrudescenza dell'epidemia. Nella giornata venerdì 9 ottobre sono stati comunicati 39 nuovi positivi: 7 minorenni (4 sotto i 5 anni e gli altri 3 tra i 6 e i 15 anni) e 9 over 70 (Qui articolo). Sabato 10 ottobre invece sono stati trovati 71 positivi e ci sono stati, purtroppo 2 decessi (Qui articolo). In questo inizio autunno sono stati identificati diversi focolai e l'attenzione è alta su quello che si è sviluppato all'interno della Rsa di Montagnaga di Pinè . 

 

Intanto l'Azienda provinciale per i servizi sanitari prosegue la riorganizzazione per fronteggiare un eventuale e ulteriore aumento della curva epidemica: il reparto Covid all'ospedale di Rovereto è stato riaperto, sono stati ricavati altri 80 posti letto tra Volano e Tione per un totale di 100 posti letto per curare ospiti positivi nelle case di riposo o persone fragili che dovessero necessitare di sorveglianza particolare (Qui articolo). Il drive thorugh tamponi di Trento si sposta dalla attuale sede di via Briamasco al parcheggio del PalaTrento in via Fersina.

 

Sempre ieri il Comune di Cembra Lisignago è stato sottoposto a un "regime speciale", non è un lockdown ma ci sono divieti, obblighi e raccomandazioni per cercare di circoscrivere una situazione attenzionata. Qui da inizio settembre sono stati registrati oltre una sessantina di contagi, un focolaio ricollegabile a una festa di laurea e che si è esteso rapidamente. Un'evoluzione che preoccupa le autorità sanitarie e si è deciso di intervenire con ordinanza per limitare la diffusione dei casi (Qui articolo).

 

 

Punti chiave del report dell'Iss:

Si è ormai concretizzato un passaggio di fase epidemico in Italia con aumento consecutivo di casi da 10 settimane e, per la prima volta, segnali di criticità significativi relativi alla diffusione del virus nel nostro Paese.

 

Si osserva un notevole carico dei servizi territoriali che va monitorato per i suoi potenziali riflessi sui servizi assistenziali. Contestualmente si assiste a un rafforzamento delle misure, in particolare relative all’utilizzo delle mascherine anche in luoghi all’aperto.

 

È necessario evitare eventi e iniziative a rischio aggregazione in luoghi pubblici e privati. È obbligatorio adottare con consapevolezza comportamenti individuali rigorosi (in particolare il distanziamento fisico e l’uso delle mascherine) al fine di limitare il rischio di trasmissione per evitare un ulteriore e più rapido peggioramento dell’epidemia.

 

- Si riporta un’analisi dei dati relativi al periodo 28 settembre - 4 ottobre 2020. Per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione a settembre. Alcuni dei casi identificati tramite screening, tuttavia, potrebbero aver contratto l’infezione in periodi antecedenti.

- Il virus oggi circola in tutto il paese. Continuano ad aumentare i nuovi casi segnalati in Italia per la decima settimana consecutiva con un’incidenza cumulativa (dati flusso Iss) negli ultimi 14 gg di 44,37 per 100.000 abitanti (periodo 21/9 - 4/10) (vs 34,2 per 100.000 abitanti nel periodo 14/9 - 27/9). Si osserva anche un aumento nel numero di casi sintomatici nello stesso periodo (8.198 casi sintomatici nel periodo 21/9 - 4/10 vs 6.650 casi sintomatici nel periodo 14/9 -  27/9).

- Sono 17 le Regioni/PPAA che hanno riportato un aumento nel numero di casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente (flusso ISS). Scende la percentuale dei nuovi casi che sono stati rilevati attraverso attività di tracciamento dei contatti (31,8% dei nuovi casi vs 35,8 la settimana precedente). Aumenta, invece, la percentuale dei nuovi casi rilevati attraverso le attività di screening (33,2% vs 28,2%). Il 29,1% dei nuovi casi è stato rilevato attraverso la comparsa di sintomi e nel 5,9% non è stato riporto l’accertamento diagnostico.

- Nel periodo 17 -  30 settembre 2020, l’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,06 (95% CI: 0,97 – 1,16). 

- Sono stati riportati complessivamente 3.805 focolai attivi, di cui 1.181 nuovi (la definizione adottata di focolaio prevede l’individuazione di 2 o più casi positivi tra loro collegati), entrambi in aumento per la decima settimana consecutiva (nella precedente settimana di monitoraggio erano stati segnalati 3.266 focolai attivi di cui 909 nuovi). Sono stati riportati focolai nella quasi totalità delle province (104/107). La maggior parte di questi focolai continua a verificarsi in ambito domiciliare (77,6%). Continua a scendere la percentuale dei focolai rilevati nell’ambito diattività ricreative (4,1% vs 4,5% la settimana precedente).

- Questa settimana sono in lieve aumento i focolai in cui la trasmissione potrebbe essere avvenuta in ambito scolastico. Rimane tuttavia complessivamente una dinamica di trasmissione limitata pari al 2,5% di tutti i nuovi i focolai in cui è stato segnalato il contesto di trasmissione. Continua ad aumentare il numero di nuovi casi fuori delle catene di trasmissione. Sono 4.041 i casi in cui non si è potuto trovare un link epidemiologico (erano 3.026 la settimana precedente).

- A livello nazionale continua a salire il numero di persone ricoverate (3.287 vs 2.846 in area medica, 303 vs 254 in terapia intensiva nei giorni 4/10 e 27/9, rispettivamente) e, conseguentemente, aumentano i tassi di occupazionedelle degenze in area medica e in terapia intensiva.

 

Conclusioni:

- In Italia si osserva un’accelerazione del progressivo peggioramento dell’epidemia di SARS-CoV-2 segnalato da dieci settimane, che si riflette in un notevole carico di lavoro sui servizi sanitari territoriali. Per la prima volta si segnalano elementi di criticità significativa relativi alla diffusione del virus nel nostro Paese. È essenziale evitare eventi ed iniziative a rischio aggregazione in luoghi pubblici e privati ed è obbligatorio adottare con consapevolezza comportamenti individuali rigorosi al fine di limitare il rischio di trasmissione per evitare un ulteriore e più rapido peggioramento dell’epidemia.

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