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| 22 mar 2020 | 20:34

Coronavirus, stop alle attività produttive non necessarie: l’Italia si ferma. Ecco l’elenco di chi invece rimane aperto

Il governo ha stilato la lista delle attività costrette a chiudere i battenti, l’assessore Spinelli: “Chiederemo una deroga per le imprese che stanno riconvertendo la produzione nella filiera sanitaria e di beni di prima necessità”

Coronavirus, stop alle attività produttive non necessarie: l’Italia si ferma
di Redazione

TRENTO. Dopo la conferenza stampa di Conte, nella quale si annunciavano nuove misure restrittive, è stato pubblicato il decreto che stabilisce una volta per tutte le attività che possono rimanere aperte e quelle che al contrario dovranno chiudere i battenti.

 

Via libera dunque a supermercati, farmacie, banche, Poste. Anche i negozi di elettronica, pc, smartphone e più in generale legati all’informatica potranno rimanere aperti. Nel mirino del governo sono entrate quelle fabbriche che, pur non producendo beni di vitale necessità, erano rimaste ugualmente aperte, nonostante la situazione di emergenza.

 

Sono poco meno di un centinaio le attività che potranno restare aperte, tutte le altre, ovvero quelle imprese interessate dalla sospensione della produzione potranno comunque proseguire le loro attività se organizzate in modalità a distanza o lavoro agile.

 

 

Il provvedimento ribadisce che saranno garantite tutte le “le attività di produzione, trasporto, commercializzazione consentita e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonché di prodotti agricoli e alimentari”. Fermo restando che potranno rimanere aperte tutte quelle attività funzionali a fronteggiare l'emergenza. Porte aperte anche per l'industria aerospaziale e della difesa, nonché alle attività di particolare rilevanza strategica, per le quali però servirà un'apposita autorizzazione rilasciata dalla prefettura. 

 

Ovviamente il provvedimento vale anche per le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano, in tal senso l’assessore al lavoro Achille Spinelli ha fatto sapere di aver chiesto una deroga “per le imprese che stanno riconvertendo la produzione nella filiera sanitaria e di beni di prima necessità”. Allo stesso tempo non cambieranno le direttive in vigore per i dipendenti pubblici della Pat.

 

Infine, con l'attuale decreto, sono state ufficializzate anche le nuove limitazioni agli spostamenti delle persone che adesso non potranno “trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in un Comune diverso da quello in cui si trovano attualmente” fatta eccezione per quelle che vengono definite “comprovate esigenze lavorative” o di “assoluta urgenza” come i motivi di salute (QUI articolo).

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